Yayoi Kusama
Rirkrit Tiravanija

Adel Abdessemed
Mat Collishaw
Bojan Šar?evi?
Angus Fairhurst
Marina Abramovic

Jacopo Miliani e Francesca Pagliuca

Report da Londra: Jacopo Miliani

***

Giorno uno LADY FIRST

Io e la mia fidatissima Francesca Pagliuca ritorniamo a Frieze dopo un anno di assenza. Impugno la digitale pensando a Elena e dico…bhe divertiamoci un po’!

Vestiti rigorosamente di nero ci avviamo per un tour di openings.

Come dire ‘lady first’ e tutto ha inizio da Victoria Mirò, merenda con champagne!

Victoria Mirò: la lady dai bianchi capelli punta sul sicuro con Hernan Bas, Yayoi Kusama e Isaac Julien. Vince Yayoi con le sue colorate sculture nel giardino.

Parasol Unit: Bellissima la mostra di Adel Abdessemed. Inizia sempre nel giardino che i due spazi (Parasol-Mirò) hanno in comune, con due pellicce cadute per terra, il mio pezzo preferito. No photo allowed quindi c’è la classica foto dello scheletrone.

Sadie Coles: Non riusciamo a stare dietro a tutti gli spazi della più londoners delle british ladies e optiamo per Angus Fairhurst a cura di Urs Fischer e Rebecca Warren.

L’idea di due mega-star che curano la mostra di un artista scomparso di recente è accattivante. Mostra bella nel complesso, tante opere e anche un chioschetto di hot-dog. Da segnalare anche la mostra Urs Fischer – Dauglas Sirk che dal sito sembra stupenda.

Blain Southrn : (si vocifera ex-Haunch of Venison) solita roba di Mat Collishaw

Anthony Reynolds: è defitivamente la vittoria delle ‘Madame’! La mostra a mio avviso più bella: Sturtervant, un’unica opera Elastic Tango.

Pilar Corrias: la tempistica di questo tour de force ha sicuramente sacrificato la complessa mostra di Rirkrit Tiravanija, da cui siamo passati velocemente.

Stuart Shave: Bojan Šar?evi? e Nasreen Mohamedi, preferisco i photocollage del primo, come degli story-board per le sculture a pavimento.

Il gran finale ci aspetta alla Lisson Gallery, regina Marina Abramovic nei due spazi e poi una mega festa in un grosso edificio ancora in costruzione, ma non per questo non manca il lusso. Neon, open bar, slide della recente performance al MoMA, pochi gli italiani presenti, risotto ai funghi e un po’ di danze.