Ogni anno si arricchisce di importanti personalità, di appuntamenti sperimentali e all’avanguardia, di un pubblico attento ed esigente. Il Festival delle arti contemporanee Drodesera della Centrale di Fies, quest’anno giunto alla sua 37esima edizione, offre anche – e soprattutto – un trampolino di lancio per giovani talenti che di misurano e confrontano con il linguaggio della performance.
In una recente conversazione con Virginia Sommadossi, abbiamo scoperto il significo e le ragioni che si celano dietro le cinque immagini che, come un misterioso incipit, presentano il tema di quest’anno: SUPERCONTINENT, “un ecosistema da esplorare dove la complessità permette di trattare tematiche e necessità attuali senza dimenticare la potenza della ricerca che sta nel mezzo, nella pratica artistica che genera addizioni e sottrazioni, per farsi segno e presentarsi al pubblico senza rinunciare a immaginare nuove destinazioni a cui approdare.”

Tra i tanti appuntamenti che si alternano dal 21 al 29 luglio, una parte decisamente rilevante è riservata al LIVE WORKS_Performance Act Award VOL.5, la piattaforma dedicata alla Performance Art, per la quale, gli organizzatori ribadiscono, è stata stravolta la regola ferrea che vige nei premi, ossia che ci siano dei vincitori. La Centrale di Fies ha trasformato l’open call lanciata mesi fa in una selezione in cui tutti gli artisti scelti possono considerarsi ‘vincitori’, ma non solo, la stessa giuria che ha valutato le proposte è diventata, a tutti gli effetti, in un bord curatoriale.
Ricordiamo i curatori: Barbara Boninsegna (art director dell’intera manifestazione), Daniel Blanga-Gubbay e Simone Frangi.

Da venerdì 21 a domenica 23 luglio si alternano, negli spazi della Centrale di Fies, i 10 progetti vincitori – Alok Vaid-Menon, Claudia Pagés Rabal, Gaetano Cunsolo, Kent Chan, Lisa Vereetbrugghen, Madison Bycroft, Mercedes Azpilicueta, Mohamed Abdelkarim, Rodrigo Sobarzo de Larraechea, Urok Shirhan – affiancati da Guest performer tra cui Leandro Nerefuh/Ribidjunga Cardoso (“Orphic Exuberance Versus Solar Capitalism” | prima nazionale), Philipp Gehmacher (“walk+talk no. 22” | prima nazionale), Sarah Vanhee (“The Making of Justice”) e Mykki Blanco (“Concert”).

ATPdiary vi presenta, in tre episodi, le proposte dei 10 vincitori. Iniziamo con Alok Vaid-Menon, Claudia Pagès Rabal e Mohamed Abdelkarim 

Alok Vaid-Menon — Watching you/ Watching me

‘Capturing Hate’ è un attuale report investigativo, un’analisi di video anti-trans filmati a scopo di intrattenimento. I 329 video scrutinati sono stati visti un totale di 89,233,760 volte—sono così popolari che contengono prodotti di compagnie che pagano per inserire la loro merce nei video.
In quest’assolo, situato nel luogo dove URL e IRL convergono, Alok esplora il lato oscuro della visibilità e la nostra relazione malsano con internet: Quanti ‘mi piace’ ci vogliono per riuscire ad amarti? Quanti Followers ci vogliono per sentirsi meno soli? Cosa comporterebbe percepire internet e la violenza che infligge come reali?Un’incontro di poesia e performance sperimentale, confrontandovi con cuori spezzati, alienazione digitale e il significato di intimità in un mondo digitale.

‘Capturing Hate’, a recent investigative report, analyzed eyewitness videos of anti-trans violence filmed as entertainment. The 329 videos they review have been viewed 89,233,760 times — they are so popular, in fact, that companies sponsor branded content on them to sell products.
In this solo-performance, situated at the place where the URL and IRL converge, Alok explores the sinister sides of visibility and our abusive relationship with the internet: How many Facebook likes does it take to love yourself? How many followers does it take to feel less alone? What would it mean to understand the internet (and the violence it inflicts) as real?
Join for an evening of poetry and experimental performance confronting heartbreak, digital alienation, and the meaning of intimacy in a digital world.

ALOK VAID-MENON, Portraits by Mukul Bhatia

ALOK VAID-MENON, Portraits by Mukul Bhatia

Claudia Pagès Rabal — Emissions, fools & care

Strutture per cadere, strutture per vederci attraverso. Lingue madre o no, creare strutture per la parola. Negli ultimi anni ho pubblicato diverse performance che sono state condivise attraverso diversi canali di distribuzione. A LiveWorks mostrerò l’ultimo di questi lavori.

Structures for the fall, structures to see through them. Mother tongues or not, to create structures for speech. During the last year I have been publishing different performances, circulating them through different distribution channels. For Liveworks Awards I will show the last of them.

Claudia Pagäs Rabal, Throat column - performance

Claudia Pagès Rabal,  Throat column – performance

Mohamed Abdelkarim — A Gift to Those Who Contemplate the Marvels of Renegades

Questo progetto è il sesto, nonché ultimo, di una serie intitolata Episodi Drammatici sulla Locomozione sviluppati dal 2014 al 2017. Finalizzato alla cristallizzazione e convergenza dei precedenti cinque episodi in quest’ultimo, si propone di stabilire un archivio narrativo costituito da libri, cartografie, poesie, immagini, soundtrack e oggetti. La selezione di sette personaggi [Isabelle Eberhardt, Jan Janszoon, Lo Spirito, Haroun Kanshour, Il Tappeto, Diego Diaz e La Meteora] che vagano in mezzo a figure reali, emarginati dalla storia, dalla letteratura e dalla meta-finzione. Una selezione di Indesiderati che ha a che fare con diversi status, tra i quali: “Stranezza, Mercenari, Mito, Migrazione Forzata e Diaspora”, necessaria per condurre la narrazione tra queste diverse attualità di locomozione.

The project Is the episode number #6, and the final of the series project [Dramatic episodes about Locomotion] 2014 – 2017. Aiming to crystallise the previous five episodes in this new one, establishing a narrative archive that consists of books, cartographies, poems, images, soundtracks and objects. The selection of the seven characters [Isabelle Eberhardt, Jan Janszoon, The Ghoul, Haroun Kanshour, The Carpet, Diego Diaz and The Meteor] floating between real figures, are marginalised from the history, fiction and almost fiction. A selection of the different statuses of renegades, dealing with “Queerness, Mercenaries, Myth, Forced Migration and Diaspora, in order to take the narrative through these different currencies of locomotion.

© Mohamed Abdelkarim

© Mohamed Abdelkarim

© Mohamed Abdelkarim

© Mohamed Abdelkarim