• Lindsay Bull, The Empress, oil on linen, 75 x 98 cm, 2015
  • Lindsay Bull, Nowhere, Everywhere, oil on linen, 34cm x 42cm, 2015
  • Lindsey Bull — Beauty and Sadness, Yellow, Varese — Installation view
  • Lindsay Bull, Glade, oil on canvas, 112cm x 161cm, 2015
  • Lindsey Bull — Beauty and Sadness, Yellow, Varese — Installation view
  • Lindsey Bull — Beauty and Sadness, Yellow, Varese — Installation view
  • Lindsay Bull, Beauty and Sadness, oil on linen, 40cm x 51, 2015

Prima personale in Italia per la pittrice inglese Lindsey Bull presso l’artist run space Yellow a Varese. Tra gli artisti emergenti della scena Britannica – con già al suo attivo numerose mostre internazionali e prestigiosi riconoscimenti tra cui il Motorcade/FlashParade National Open Prizewinner 2011, il Red Mansion Art Prize 2010, Brenda Landon Pye Prize 2009 – Bull si distingue per una pittura intensa, di grande potenza cromatica, con la quale rappresenta la frammentarietà della condizione umana contemporanea.

Uomini e donne, soli di fronte a se stessi, portatori di un’inquietudine interiore non celata, specchio delle angosce e delle tensioni che si accumulano nello spazio della propria intimità senza potersi ricomporre. Ne risultano figure di straordinaria intensità espressiva, come il giovane con il volto mascherato – Beauty and Sadness che emblematicamente dà il titolo alla mostra –, in bilico tra due tensioni, forse in preda ai propri fantasmi interiori. La dimensione oscura, immanente, è il rimosso dell’apparenza gioiosa della società del consumo che lascia dietro di sé – e nutre dentro di sé – il disagio, l’incomunicabilità, il precario equilibrio emozionale, le allucinazioni e le ritualità personali – le maschere e i costumi che indossano alcune figure ne sono l’evidenza – che si attuano nel quotidiano. L’artista pensa ai suoi dipinti come all’interpretazione di una sorta di “psichedelia gotica” di cui questa umanità è l’incarnazione, come si evidenzia anche nei numerosi lavori in cui le figure sono dipinte di spalle: non si mostrano, non si rivelano, vediamo solo la nuca o l’accenno del profilo. Sono metafore dell’impossibilità di conoscere l’altro, che forse non ha un volto, come in Nowhere everywhere dalla fisionomia cancellata, il viso come una sfera appiattita senza lineamenti, un pirandelliano uno nessuno centomila. L’altro è una monade, anche quando guarda negli occhi lo spettatore, invitandolo a un colloquio ravvicinato, intimo ma muto e irrisolto, come fanno le intense e drammatiche figure femminili di The Empress e Galaxy. L’altro da sé è anche il nostro doppio come in Glade, la parte nascosta di noi o forse solo un’allucinazione.

Nella pittura di Lindsey Bull è presente una profonda meditazione della tradizione ritrattistica rivista con una sensibilità matura e un linguaggio autonomo, espressionista, risolto con una tecnica che sapientemente mescola vari registri – dall’impasto più denso e avviluppante alle pennellate leggere, quasi delle velature – utilizzati anche nella stessa tela con libertà, in stratificazioni che a volte lasciano spazi non dipinti e altri carichi di materia dando corpo a masse cromatiche che spaziano da tinte chiare ai neri profondi. Come sottolinea l’artista, questi lavori sono il punto di congiunzione tra i colori e i motivi psichedelici e le forze oscure dei viaggi acidi con cui ritrae distopicamente la sua generazione.

Fino al 30 Agosto.

Testo di  Rossella Moratto

Lindsay Bull,   Checked Jumper,   oil on linen,   36cm x 30cm,   2014

Lindsay Bull, Checked Jumper, oil on linen, 36cm x 30cm, 2014

Lindsay Bull,   After Party,   oil on linen,   63cm x 72cm,   2015

Lindsay Bull, After Party, oil on linen, 63cm x 72cm, 2015

Lindsay Bull,   Back of Head,   oil on linen,   38cm x 30cm,   2014

Lindsay Bull, Back of Head, oil on linen, 38cm x 30cm, 2014