Linda Fregni Nagler,   Anticipation of "Reflections on Surrealism",   artist's writing,   ongoing reserch

Linda Fregni Nagler, Anticipation of “Reflections on Surrealism”, artist’s writing, ongoing reserch

ATPdiary ha posto una serie di domande agli artisti selezionati per il Premio Maxxi 2014.

Risponde Linda Fregni Nagler

ATP: Mi introduci brevemente al tuo lavoro?

Linda Fregni Nagler: Nel mio lavoro, esploro il linguaggio fotografico, le sue tradizioni e le sue convenzioni, interrogandomi sullo statuto delle immagini, la riproducibilità, l’autorialità, la manipolazione e il falso. Con intento riflessivo e critico, analizzo il cambiamento di percezione delle immagini in base al contesto storico e antropologico in cui sono mostrate.

ATP: In che misura ha influito lo spazio della Galleria 5 sul display della mostra?

LFN: È lo spazio più complesso in cui ho lavorato. Il pavimento ha un dislivello di un metro e trenta dal fondo alla cima della sala, i muri sono curvi e inclinati, non c’è illuminazione naturale. Ho scelto quindi di non utilizzare i muri perimetrali e di pensare alle immagini come elementi plastici sospesi nello spazio, così come le sculture. Il senso di disequilibrio che conferisce la sala è in forte relazione con i soggetti e ha funzionato come innesco per pensare a un display specifico.

ATP: Qual’è la relazione tra le fotografie e gli elementi scultorei di  Per comandare all’aria (2014)?  

LFN: La mostra è una riflessione sul tema della sospensione. Nelle fotografie i protagonisti stanno per saltare, cadere o si trovano in equilibrio precario. Le sculture sono una traduzione tridimensionale di tre immagini fotografiche scattate da Nadar nel 1863, che mostrano dispositivi per orientare il volo degli aerostati. Le sculture rappresentano quindi oggetti che anelano ad alzarsi in volo. Tuttavia, il legame più forte dal mio punto di vista non è nel soggetto, ma nella grammatica delle fonti iconografiche da cui ho attinto. Esse esprimono i limiti della rappresentazione fotografica: il limite narrativo da un lato e quello descrittivo dall’altro. Le immagini non raccontano il seguito della storia dei loro protagonisti, colti in un momento cruciale della loro esistenza;inquadrando gli “hélicoptères” da un unico punto di vista, le fotografie di Nadar non permettono di dedurre la dimensione, né riescono a illustrarne la forma in modo completo.

(Ha collaborato Matteo Mottin)

Premio Maxxi 2014,   Linda Fregni Nagler - foto: Usacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Premio Maxxi 2014, Linda Fregni Nagler – foto: Usacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Premio Maxxi 2014,   Linda Fregni Nagler - foto: Usacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Premio Maxxi 2014, Linda Fregni Nagler – foto: Usacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Linda Fregni Nagler,   Things That Death Cannot Destroy,   2010-ongoing,   Pages from Domus,   issue 956 (March 2012)

Linda Fregni Nagler, Things That Death Cannot Destroy, 2010-ongoing, Pages from Domus, issue 956 (March 2012)

Nella Galleria 5 del Maxxi  Linda Fregni Nagler espone Per comandare all’aria (2014), un nucleo composto da tre sculture e una selezione di quindici fotografie che ritraggono figure in procinto di saltare o che si trovano sospese in equilibrio precario. Questo tema è una riflessione sul tempo, sulla sospensione, sulla condizione di assoluta incertezza che l’immagine stessa crea: essa non rivela nulla di ciò che è accaduto prima né di ciò che è avvenuto dopo il momento dello scatto. Per comandare all’aria si completa di tre elementi scultorei sospesi, assemblati a partire da fotografie di modelli di eliche per aerostato.

PREMIO MAXXI 2014

Yuri Ancarani | Micol Assaël Linda Fregni Nagler | Marinella Senatore  

28 maggio – 21 settembre 2014