Io che prendo il sole a Torino il 19 gennaio 1969, 2012
 Senza titolo, 2012
 Analemma, 2012, stampa digitale su telo nautico
 Senza titolo, 2011-2012
Senza titolo, 2012

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Appena arrivata allo spazio Marsèlleria, nel cortile vicino all’ingresso, un gruppetto di persone si era messo in fila davanti ad un tavolo con un’arancia in mano. Non ho capito subito che, per avere un drink, si doveva entrare nella prima sala, prendere un’arancia da terra e portarla al barman. Entro a prendere lo strano ‘free-drink’ e mi accorgo che chili di arance disegnavano sul pavimento una forma  ben conosciuta che, drink dopo drink, si stava piano piano disfacendo. Quella a terra è la prima opera della mostra Sun Ra* di Ettore Favini, “I o che prendo il sole a Torino il 19 gennaio 1969″, evidente omaggio all’opera di Alighiero Boetti. 
La mostra ruota quasi letteralmente ‘attorno’ al sole. Vedo la mostra mentre Ettore mi spiega alcuni passaggi che, lì per lì, non capisco. Ottusa sbotto: “Ettore, ma perchè ‘inaridire’ attraverso una ripetizione così categorica un ‘gesto’ o moto naturale così poetico, grandioso, inspiegabile (intellettualmente) come il movimento del sole?”. Non mi aspettavo una convincente risposta subito. L’artista mi risponde il giorno dopo così…
 
Ciao Elena, con questa non vorrei assolutamente convincerti, ma spiegarti come ho concepito e realizzato il tutto.
Il lavoro scaturisce da Walden Method, con il fluire delle stagioni, ho lavorato sull’incidenza del sole sulla terra, in quel caso con un architetto e un light designer, avevo ricreato la luce solare in modo artificiale nelle varie sale del museo. Durante le osservazioni e gli studi con l’ingegnere, ho cominciato a studiare la curva sinusoide che la terra compie attorno al sole, accorgendomi che la figura prodotta è molto simile alla lemniscata dell’infinito, con una piccola variante nell’apice.
Da qui ciò che non ti è chiaro, ma il processo è semplice: macchina fotografica (medio formato, analogica dotandola di un filtro solare Astrosolar) montata su una base fissa con un’inclinazione fissa ho scattato una foto ogni mese, sempre alla stessa ora sullo stesso fotogramma e sempre nella stessa direzione per un anno, al termine i dischetti del sole avranno tracciato sulla pellicola una forma a “8” chiamata analemma, testimone degli anticipi e ritardi, e delle diverse altezze assunte dal sole nel corso delle stagioni. La causa degli anticipi e ritardi, e le diverse altezze, è la distanza della terra dal sole continuamente variabile e l’inclinazione di 23, 5° dell’asse di rotazione terrestre sul piano dell’eclittica.

Ok il preocesso è questo, il che vuol dire che per un totale di 12 giorni di lavoro, avevo un’attesa di 365, una vera e propria epifania. Una frustrazione di un’immagine che mi sarebbe stata negata fino alla fine del processo, ma in più un’attesa con la tensione del fallimento, non sapevo infatti se tecnicamente sarei riuscito a realizzare la fotografia. Ho iniziato a costruirmi un mio calendario, delle piccole tavolette in legno che foravo per scandire il tempo. Ogni mese prima dello scatto fotografico foravo tre tavolette in corrispondenza del mese. Formavo lentamente quella che per me sarebbe stata L’immagine (con la L maiuscola). Era come in “ipotesi di finito” (hai presente i lavori della prima personale, i fogli forati e forati e forati…) un modo per scaricare la tensione e cominciare a costruire qualcosa nell’attesa.
Per cui tu mi dici che con quest’immagine ripetuta ossessivamente si rischia di inaridire il processo, ma è l’ossessione che mi ha portato a farle che mi interessa mostrare. Forse un fatto puramente privato, ma  necessario, come il dubbio.


* Sun Ra, nato come Herman Poole Blount, dal 1952 Le Sony’r Ra (Birmingham, 22 maggio 1914 – Birmingham, 30 maggio 1993), è stato un pianista, compositore, poeta e filosofo statunitense, fra le figure più controverse del jazz moderno, conosciuto per la sua “filosofia cosmica” e per le sue teorie sull’universo e sulla sua stessa vita.

  Ettore Favini
 Daniele Perra, Ivan Maria Vele, Barman
Andrea Nacciarriti, Stefano Pirovano e Carlo Prada, Federica Cimatti