• Scott Pattinson - Conversation between a printer and a scanner about a piece of paper
  • Less Photography, More Photographic, Galleria SP3, Treviso 2016 - Installation view
  • Scott Pattinson - Space Without Memory
  • Less Photography, More Photographic, Galleria SP3, Treviso 2016 - Installation view
  • Less Photography, More Photographic, Galleria SP3, Treviso 2016 - Installation view
  • Jure Kastelic - Wipe III
  • Jure Kastelic - Wipe I
  • Duncan Wooldridge
  • Less Photography, More Photographic, Galleria SP3, Treviso 2016 - Installation view
  • Less Photography, More Photographic, Galleria SP3, Treviso 2016 - Installation view
  • Less Photography, More Photographic, Galleria SP3, Treviso 2016 - Installation view

La sfida che si propone Marta Barina, la curatrice della mostra da poco inaugurata ‘Less Photography, More Photographic’, non è delle più facili: “mettere in questione la definizione di fotografia”. Ospitata alla Galleria SP3 di Treviso fino al 6 marzo 2016, la collettiva presenta le opere di Szilvia Bolla, Jure Kastelic, Reinis Lismanis, Scott Pattinson, Patrick Raimondi Taylor e Duncan Wooldridge.

Lontano dalla ricerca del reale, il linguaggio fotografico di questi artisti fa i conti con le nuove tecnologie quali computer, scanner, smartphone e stampante 3D. “Tramite l’impiego di questi dispositivi, l’occhio dell’artista si sposta dal reale al virtuale, dove il momento decisivo diviene ubiquo, e la qualita? dell’immagine viene ingannata durante il processo artistico sino alla celebrazione dell’imperfezione.”

Abbiamo posto alcune domande alla curatrice Marta Barina.

ATP: Il titolo della mostra che curi nella galleria SP3 di Treviso – Less Photography, More Photographic – suona come un dispositivo o al funzionamento della stessa mostra. Mi spieghi perche? lo hai scelto e il suo significato?

Marta Barina: ‘Less Photography, More Photographic’ anticipa dove si posizionano le opere su una ipotetica bilancia tra fotografia e fotografico.
Mi sono imbattuta nel titolo durante una qualche fase organizzativa tra la scelta delle opere e il design del catalogo, stavo (ri)guardando il sito anticollective e l’ho trovata stampata a caratteri rossi su una foto in bianco e nero capovolta e accompagnata dalla didascalia: ‘PHOTOGRAPHY HAS BEEN CORRUPTED BY GRAPHIC DESIGN, VIDEO AND SCULPTURE – PHOTOGRAPHY IS IN CRISIS, ALMOST DYING, IS A VINTAGE BI-DIMENSIONAL MEDIA – PHOTOGRAPHY IS DYING OR BETTER IS IN METAMORPHOSIS LOOKING FOR NEW DIMENSIONS’ .

In ‘Less Photography, More Photographic’, le opere rappresentano una Fotografia che e? in metamorfosi, che guarda a nuove dimensioni per il fotografico. Esse riprendono il principio fotografico di copia della copia talvolta innescando il dilemma dell’autorship – ma invece di essere state realizzate con la macchina fotografica, esse sono frutto di scanner digitali, stampanti 3D, iphone e computer. Gli artisti non hanno ricercato i loro soggetti nel reale, ma nel virtuale. I dettagli delle opere non sono il risultato della qualita? tecnica del dispositivo, ma piuttosto di un utilizzo conscio da parte dell’artista che ne esalta i glitch, difetti e ‘debolezze’, facendoci scoprire immagini risultate da processi non automatici.

ATP: Dal testo di presentazione: “Alcuni lavori sfidano l’estetica e la bidimensionalita? della stampa fotografica, investigando i canoni scultorei, pittorici e multimediali.” Mi citi delle opere in mostra in cui e? evidente questa ‘sfida’?

MB: Il multimediale appare nell’opera di Reinis Lismanis ‘Solid Views’, una serie di immagini risultate dall’accumulo di piu? fotografie – ho scelto di esibirne una stampandola su carta da parati e una seconda sovrapposta montata su alluminio e plexiglass. Il multimediale ma anche i canoni scultorei appaiono nelle opere Wipe I, II e III di Jure Kastelic – queste nascono come immagini digitali, stampate poi su seta ed infine incastonate in sculture in resina. Si presenta sotto forma di scultura anche l’opera ‘Expose’ di Duncan Wooldridge, realizzata con una delle prime stampanti 3D nel 2006. Un esempio di fotografia che incontra l’estetica pittorica in questa mostra, e? l’opera appartenente alla serie ‘Space Without Memory’ di Scott Pattinson – che ha utilizzato uno scanner digitale per realizzare una stampa ricca di dettagli astratti e colori scuri, simile ad un dipinto.

Less Photography,   More Photographic,   Galleria SP3,   Treviso 2016 - Installation view

Less Photography, More Photographic, Galleria SP3, Treviso 2016 – Installation view

ATP: L’utilizzo a volte eccessivo delle nuove tecnologie digitali a volte mette a repentaglio l’intento creativo, spingendo quelle che possono essere scelte consapevoli nel labile territorio della casualita?. Mi dai un tuo punto di vista su questi pericoli?

MB: Ritengo che non sia l’uso eccessivo delle nuove tecnologie e quindi la quantita? di dispositivi o di tempo che passiamo ad utilizzarli a mutare scelte consapevoli in casuali, ma piuttosto il modo in cui ci si affida a tali tecnologie. Infatti guardando l’esibizione ‘Less Photography More Photographic’, dove tutte le opere sono state realizzate con l’ausilio di un dispositivo, l’intento creativo e? quasi accecante, non e? stato messo a repentaglio perche? gli artisti hanno utilizzato ciascuno il proprio strumento applicando un processo conscio ed alternativo a quello del ‘manuale di istruzioni’. Dobbiamo essere in grado di riconoscere cio? che uno strumento o l’internet fa e cio? che invece puo? fare per poter uscire dalla cosiddetta Filter Bubble del nostro ecosistema digitale personale.

ATP: Come hai scoperto il lavoro degli artisti in mostra? Per quali peculiarita? li hai scelti? C’e? un tratto comune nella loro ricerca?

MB: Noi tutti viviamo a Londra, cio? ha sicuramente facilitato un minimo l’organizzazione della mostra (sebbene il resto delle persone coinvolte e sopratutto la Galleria SP3 fossero appunto in Italia). Tre di loro li ho conosciuti al festival di fotografia Fotopub in Novomesto (Slovenia) la scorsa estate 2015: Jure Kastelic (Direttore di Fotopub), Reinis Lismanis (Fotopub Coordinatore della Revisione Portfolio), Patrick Raimondi Taylor (Artista esibito a Fotopub). Gli altri tre – Duncan Wooldridge, Scott Pattinson e Szilvia Bolla – li ho conosciuti all’interno del circuito universitario del Camberwell College of Arts: un professore, un ex alunno e una studentessa. Alcune opere le ho potute vedere fisicamente, molte sono state selezionate dai siti internet degli artisti, altre invece le ho commissionate appositamente per l’esibizione. Li ho scelti perche? rappresentano i trend internazionali della fotografia contemporanea, ognuno investigando in maniera personalizzata il territorio conquistato dal medium fotografico nel mondo dell’arte, alcuni esplorando elementi comuni al Post-Internet Art e tutti comunemente contestualizzabili nel panorama artistico del 21esimo secolo.

ATP: Oltre alla mostra sono previsti una serie di eventi. Di cosa si tratta?

MB: L’intero progetto e? stato reso possibile grazie alle donazioni fatte da tantissimi privati italiani e stranieri alla campagna di raccolta fondi on line che ho lanciato ad inizio Gennaio – anche per questo dunque ci tengo che non manchino le opportunita? per i cittadini di essere coinvolti. Dunque, con gli eventi paralleli all’esibizione, desidero creare un clima colloquiale, vivace e contemporaneo.

A seguito dell’inaugurazione della mostra alla Galleria SP3 e dell’after party organizzato da Sarah Palmer & Co. presso Django CS – l’esibizione rimane aperta fino al 6 Marzo. Durante le tre settimane di apertura, in galleria ci sara? una selezione di libri offerti da me e da Self Publish Be Happy (organizzazione fondata da Bruno Ceschel che promuove l’editoria indipendente di libri fotografici, con sede a Londra) che possono essere sfogliati liberamente dal pubblico. Mercoledi? 17 Febbraio alle 21.00, Michele Amaglio, direttore di Ardesia Project, ha tenuto un incontro sul tema del Post-Internet Art. Mercoledi? 24 alla stessa ora, invitiamo il pubblico a partecipare ad un dialogo informale, dinamico ed informativo via Skype con gli artisti. In fine, Sabato 5 Marzo dalle 11.00, l’artista Filippo Patrese terra? un laboratorio che stimolera? i partecipanti sperimentando nuovi approcci alla creazione dell’immagine.

Patrick Raimondi Taylor

Patrick Raimondi Taylor

Reinis Lismanis - solid views

Reinis Lismanis – solid views

Szilvia Bolla

Szilvia Bolla