Clément Cogitore, Braguino ou la communautè impossible, 2017 © Clément Cogitore / Mac Val: / ADAGP, Paris 2017

Clément Cogitore, Braguino ou la communautè impossible, 2017 © Clément Cogitore / Mac Val: / ADAGP, Paris 2017

Le parole chiave del Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia 2018 sono: rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti e utopie. Parole che acquisiscono ulteriore risonanza a 50 anni di distanza dal ’68, anno che ha segnato la storia in seguito a rivolte e nuove conquiste.
Oggi il festival testimonia un periodo di transizione e rintraccia tutti i cambiamenti intercorsi in questo ultimo lustro e che hanno profondamente cambiato il nostro modo di vivere, vedere e pensare. Nonostante il medium che da sempre il festival privilegia sia la fotografia, nel corso degli ultimi anni anche le direzioni intraprese dal progresso in ambito artistico hanno portato all’inclusione di nuovi media quali il video e la performance. Quest’anno in particolare, alcuni progetti di particolare rilievo hanno sottolineato il carattere innovativo di questo appuntamento internazionale.
Braguino ou la communauté impossibile è il progetto di Clément Cogitore allo Spazio San Rocco. Attraverso una sequenza di brevi video l’artista racconta della comunità di Braguino, stabilitasi nella profonda taiga siberiana, raggiungibile solo per via fiume o in elicottero. Vivere nella più completa autarchia era l’obiettivo di Sacha Bragin e la sua famiglia, il cui equilibrio viene fatto vacillare dall’insediamento di un nuovo gruppo di persone. Il lavoro di Cogitore rintraccia la tematica del fallimento di una possibile comunità autonoma e della forzata convivenza tra popoli provenienti da luoghi distanti. La narrazione di questa storia procede per capitoli che mettono in evidenza gli ostacoli affrontati quotidianamente dalla famiglia di Bragin, in costante indecisione rispetto al rimanere o fuggire. Un crudo ritratto della realtà di una civiltà che combatte per l’autonomia in un mondo in cui è diventato impossibile sfuggire da una regolamentazione.

Jane Birkin, 1976 © Angelo Frontoni : Cineteca Nazionale–Museo Nazionale del Cinema

Jane Birkin, 1976 © Angelo Frontoni : Cineteca Nazionale–Museo Nazionale del Cinema

Anche nella sede di Banca d’Italia è il video a farsi portavoce di un eco misterioso che proviene dalle acque dei mari. Nell’installazione di Mishka Henner, Seven Seas and a River, otto videocamere posizionate in vari punti nel mondo riprendono oceani, mari, golfi e un fiume. Paesaggi vividi in continuo mutamento nascondono tragedie di cui difficilmente ci ricordiamo, incantati dalle limpide acque di queste vedute. Acqua che affascina e allo stesso tempo minaccia la nostra stessa sopravvivenza.
Ed è anche la performance a fare un’entrata elegante nel circuito di eventi sparsi per la città attraverso il progetto di Toni Thorimbert, che con la collaborazione della Fondazione Nazionale della Danza ha elaborato un progetto di danza e fotografia diffusa in vari luoghi di Reggio Emilia. Una resa tangibile del momento performativo, per definizione effimero, che sottolinea la capacità dei gesti di cambiare la percezione degli spazi. Sei coreografi under 35 hanno realizzato cinque performance di cinque minuti in luoghi soggetti a trasformazioni e cambiamenti, reinterpretandole successivamente in orari e giorni precisi di fronte a un piccolo pubblico che potrà dunque osservare una nuova messa in scena di ciò che Toni Thorimbert ha fotografato.

Joel Meyerowitz, Dairy Land, Provincetown, Massachusetts, 1976 © Joel Meyerowitz courtesy Polka Galerie

Joel Meyerowitz, Dairy Land, Provincetown, Massachusetts, 1976 © Joel Meyerowitz courtesy Polka Galerie

Il Festival di Fotografia Europea 2018 è riuscito a dare una promettente prospettiva dialettica sull’eterogeneità delle immagini sia storiche che contemporanee,  fuoriuscendo dagli schemi classici della fotografia e spingendosi verso nuove dimensioni.
Tra i classici segnaliamo la mostra a cura di Francesco Zanot Joel Meyerowitz: Transitions, 1962-1981. Il progetto presenta e approfondisce attraverso una selezione di oltre 120 fotografie il periodo iniziale della carriera del fotografo, dalla street-photography dei primi anni Sessanta ai monumentali scenari della costa atlantica ripresi in ogni dettaglio con una macchina di grande formato.

Racchiude tutte le parole chiave del Festival – rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti e utopie – la mostra ospitata a Palazzo Magnani, Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977), a cura di Pier Giorgio Carizzoni (con la direzione scientifica di Pietro Adamo). La mostra indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70, attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, brani musicali, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro. Il percorso espositivo, suddiviso per aree tematiche, è scandito da alcuni oggetti simbolo: pillola anticoncezionale, vibratore, accumulatore orgonico, super 8, frusta, minigonna

Segnaliamo anche i vari progetti personali con protagonisti Luca Campigotto, Francesca Catellani, Elio Ciol, Stanislao Farri, Lorenzo Tricoli e i tantissimi giovani fotografi under 18; in parallelo sono stati proposti photobook storici, fotografie d’archivio e fanzine: un mélange di preziose fonti storiche che arricchiscono e sciolgono nodi cruciali di questo periodo storico.

Luca Campigotto, Hong Kong, 2016, Hong Kong, 2016, 150x200 cm © Luca Campigotto

Luca Campigotto, Hong Kong, 2016, Hong Kong, 2016, 150×200 cm © Luca Campigotto

Jane Fonda sul set del film Barbarella (Roger Vadim, 1968) © Angelo Frontoni : Cineteca Nazionale–Museo Nazionale del Cinema

Jane Fonda sul set del film Barbarella (Roger Vadim, 1968) © Angelo Frontoni : Cineteca Nazionale–Museo Nazionale del Cinema

Fernando Pivano - C’era una volta un beat, l’avventura degli ’60. Arcana Editrice

Fernando Pivano – C’era una volta un beat, l’avventura degli ’60. Arcana Editrice

Alice ed Ellen Kessler, 1975 © Angelo Frontoni : Cineteca Nazionale–Museo Nazionale del Cinema

Alice ed Ellen Kessler, 1975 © Angelo Frontoni : Cineteca Nazionale–Museo Nazionale del Cinema