Flowers for Africa: Rwanda, 2019
Support structure, protocol of assembly, and display including archival iconography to guide the reconstruction of a sculptural arrangement consisting of foliage 

Su ATP lo avevamo già segnalato l’anno passato: nella sezione Unlimited di ArtBasel non è più tempo di installazioni monumentali, nel 2019 ancor meno che nel 2018.
I motivi possono essere tanti, molti di quelli che sono stati avanzati in questi giorni completamente opinabili, tra cui che il collezionismo europeo sia in crisi e che le opere proposte siano in funzione dei collezionisti russi o cinesi, alla ricerca di immediatezza.
E’ una lettura totalmente arbitraria, così come la nostra, ma non è chiaro come mai gli europei dovrebbero arrogarsi la presunzione di essere più colti, preparati e sofisticati di altri.
A nostro avviso questa non è certo un’edizione riuscita, tutt’altro: Melotti, Fontana e Kounellis sono nomi  consegnati ad essere vincenti, ma non è questa la sede adatta per non osare, piuttosto dovrebbe essere quella dell’illimitatezza, della mancanza di confini e dell’esagerazione.
In questa ottica, che è quella con cui chi scrive guarda questa sezione che continua nonostante tutto a sembrarci la più appassionante, abbiamo selezionato quattro lavori che consideriamo imperdibili per chiunque si rechi a Messeplatz.
Sono opere la cui forza intangibile ci proietta in un’altra dimensione, che non è indubbiamente quella fieristica ma diventa quella della miglior esperienza artistica possibile: essere invasi e sentirsi diversi dopo essere stati attraversati dall’opera e averla attraversata, con lo sguardo e non solo.

Installationview: Anthony MacCall, Split Second, 2018 © Anthony McCall, courtesy Galerie Thomas Zander, Cologne / Sean Kelly, New York / Sprüth Magers, Berlin
Antony Gormley BREATHING ROOM II 2010 Tubo di alluminio 25 x 25 mm, fosforo H15 e perni di plastica 386 x 857 x 928 cm 2010 aluminium tube 25 x 25 mm, Phosphor H15, and plastic spigots 386 x 857 x 928 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Andrea Rossetti Photo caption: installation view Art Basel Unlimited 2019

Split Second, 2018 di Anthony McCall (Sean Kelly; Spruth Magers; Galerie Thomas Zander) è una commistione luminosa tra scultura, cinema e disegno che immerge lo spettatore in un fascio di luce di cui vengono valorizzate le qualità volumetriche.
Coach Stage Stage Coach VR experiment Mary and Eve, 2017 sono 11 esprimenti di Paul McCarthy (Hauser & Wirth; Xavier Hufkens) realizzati con la realtà virtuale o, meglio, la realtà del virtuale: l’artista ci catapulta nell’onni-avvolgente campo della virtualità, dove vengono meno i riferimenti cui siamo soliti avvalerci e veniamo bombardati da voci assillanti e improvvisi cambi dimensionali.
Dopo un passaggio nel buio troviamo BREATHING ROOM II di Antony Gormely (Galleria Continua), un’architettura modulare fluorescente che non è immediato intuire se sia semplicemente luminosa o fisicamente concreta, uno spazio-altro all’interno del quale perdersi.
Kapwani Kiwanga (Goodman Gallery in collaborazione con Jérôme Poggi e Galerie Tanja Wagner) presenta Flowers for Africa: Rwanda, 2019: una colossale soglia verde il cui inteso odore, pervadendo chi la attraversa, trasporta altrove.

Paul McCarthy C.S.S.C. Coach Stage Stage Coach VR experiment Mary and Eve 2017 Virtual Reality Disney Hotel carpet installation dimension variable © Paul McCarthy Courtesy the artist and Hauser & Wirth