Francesco Alberico, Inoperosi, 2018, Comignoli eolici – Installazione, Dimensioni variabili / “Straperetana”, Pereto (AQ), Italia – Photo credit: Gino Di Paolo

L’aureola nelle cose: sentire l’habitat è il titolo della mostra collettiva curata da Guido Molinari con gli artisti del Premio Michetti.
Il giorno dell’inaugurazione, sono stati resi noti i nomi di Sara Enrico e Pierpaolo Campanini come vincitori ex equo della 71ma edizione dello storico Premio. 
Dal 18 luglio al 30 settembre 2020, sarà possibile visitare la mostra allestita nelle sale del Museo Michetti a Francavilla al Mare. Giunto alla sua 71a edizione, il premio nasce in onore del pittore Francesco Paolo Michetti, nel lontano 1947. Nel corso degli anni, figure chiave dell’arte contemporanea italiana vi hanno preso parte, in qualità di curatori e artisti: Achille Bonito Oliva, Renato Barilli, Burri, Fontana, Turcato, Vedova, Kounellis, Paolini, Zorio, solo per citarne alcuni. Oggi, molti giovani artisti sono stati invitati a partecipare al fine di stimolare una ricerca e promuovere una visione, uno sguardo diverso sulla realtà che ci circonda, di cui sono eredi ma allo stesso tempo protagonisti e partecipi.

Il concept della mostra nasce da una riflessione sul rapporto tra l’oggetto e la creazione estetica e artistica. Nella scelta di un oggetto o nella sua formazione, l’artista attua un’azione – mentale e fisica – che comporta una dimensione quasi sacrale e intima. Il rapporto con l’oggetto è estremamente personale e libero e conduce ad esiti completamente diversi, dal punto di vista della realizzazione ma anche della scelta del medium da utilizzare per approcciarsi all’oggetto stesso. La multimedialità è il carattere che contraddistingue la collettiva, in cui vengono esposti dipinti e sculture ma anche fotografie, disegni e installazioni.

Giovanni De Francesco senza titolo (dalla serie Licaoni) 2015 stampa fotografica su carta cotone 100×100 cm

La pluralità degli esiti a cui i partecipanti giungono testimonia da un lato il rapporto estremamente personale ed emotivo che si intrattiene con un oggetto, dal punto di vista estetico, stilistico, formale e sentimentale. Dall’altro, il risultato viene influenzato da una componente esterna, l’ambiente. Il contesto che ci circonda può infatti arricchire, snaturare e trasformare un’opera. Questa intrinseca dialettica tra mondo interiore e mondo esteriore viene enfatizzata dagli stessi artisti: il divario generazionale che intercorre tra loro implica un diverso approccio e diverse risposte nei confronti delle problematiche, delle questioni e delle tematiche che caratterizzano il nostro tempo.

I protagonisti dell’edizione 2020 del premio sono: Francesco Alberico, Thomas Braida, Calori & Maillard, Pierpaolo Campanini, Edoardo Ciaralli, Giovanni Copelli, Lucia Cristiani, Giovanni De Francesco, Sara Enrico, Lorenzo Kamerlengo, Sacha Kanah e Lisa Dalfino, Maurizio Finotto, Enej Gala, Niccolò Morgan Gandolfi, Corinna Gosmaro, Giuseppe Lana, Francesca Longhini, Maurizio Mercuri, Valerio Nicolai, Mattia Paje’, Marta Pierobon, Giulia Poppi, Luca Pozzi, Davide Rivalta, Marco Samore’, Ivana Spinelli, Marcello Tedesco, Natàlia Trejbàlova, Devis Venturelli, Serena Vestrucci.

L’aureola nelle cose: sentire l’habitat | Premio Michetti
a cura di Guido Molinari
Museo Michetti
Piazza S. Domenico, 1, 66023 Francavilla al Mare (CH) 18 luglio – 30 settembre 2020

Maurizio Mercuri, Cicles 1993-2019. Foto di chewing-gum masticato, toner print su Dibond. cm 150 x 100
Thomas Braida, Incontri rimani, 2019, olio su tela, 30×50 cm