• Gianluca Concialdi, BAIKOKO 1 E 2 2015, collavinilica, pigmenti, polvere di marmo, posidonia oceanica, roll container, poster
  • Gianluca Concialdi, BAIKOKO 1 E 2 2015, collavinilica, pigmenti, polvere di marmo, posidonia oceanica, roll container, poster
  • Sarah Buckner, Installation view, Petto, L’Ascensore, Palermo, 2015
  • Sarah Buckner, Shelter, cera, pigmento e olio su cotone, 82 x 71 cm, 2015, Courtesy of the artist
  • Namsal Siedlecki, Installation view, Opossi, L’Ascensore, Palermo, 2016
  • Namsal Siedlecki, Horn, 2016, rame. Courtesy of the artist
  • Namsal Siedlecki , Squash, 2016, rame. Courtesy of the artist

Le opere di Namsal Siedlecki (1986), sono dei veri oggetti del desiderio: Squash (2016) è una zucca bagnata per metà dal rame, ancora fresca e intatta come se stesse solo indossando un’armatura. Questo appaiare materiale opposto mette in discussione il valore e la preziosità dell’oggetto. Il bagno galvanico con una vernice che contiene metallo è applicato ai frutti solo in parte; lasciando quindi – come definito dall’artista – un tallone d’Achille che ne conferma lo stato organico e transitorio: di una banana rimane solo la buccia della buccia, Horn (2016) è l’involucro, il fossile del processo di corruzione.

Le opere sono confinate a uno stato transitorio e in divenire che si interrompe con il completo marcire della materia organica per poi riprendere nei processi di ossidazione del rame rimanente. Oggetti del desiderio proprio forse per la loro ambigua qualità: l’attraversare diversi stadi della materia prevede allo stesso tempo partecipare al suo scadere e l’urgenza di assistere a questo destino per tutta la sua durata, concludendo guardando un guscio vuoto ricordando il frutto.

OPOSSI, questo il titolo della mostra, è visibile solo attraverso la vetrina dell’ L’Ascensore (Palermo), spazio inaugurato a Settembre 2015 in Via Principe di San Giuseppe 14.  L’Ascensore è una stanza di 8 m2, a cui si può accedere solo dall’esterno guardando lo spazio illuminato 24 ore su 24 attraverso la sua vetrina. Più che una Project Room si tratta quindi di una Project Window.

Fondato da Alberto Laganà con la collaborazione di Gianluca Concialdi che ne segue la programmazione del primo anno, L’Ascensore intende essere un progetto attivo e sperimentale in stretto rapporto con il territorio. Alberto Laganà, giovane collezionista, definisce il progetto come “il risultato di una necessità, il voler contribuire attivamente a dare visibilità a giovani artisti sul territorio Palermitano. Uscendo dalle dinamiche standard di uno spazio espositivo tradizionale, L’Ascensore vuole aprirsi a nuove situazioni, ampliando le proposte portando artisti da fuori Palermo, con l’intenzione in futuro, di creare una serie di micro residenze…”. Lo spazio ha inaugurato con il progetto JEITO (Gianluca Concialdi) a cui è seguito PETTO, di Sarah Buckner.  OPOSSI di Namsal Siedlecki è la terza mostra ospitata nello spazio palermitano.

Alcune anticipazioni da Gianluca Concialdi: “Il programma dell’ L’Ascensore, concordato insieme ad Alberto, è eterogeno e aperto, prende forma da diversi fattori: incontri e scelte personali, relazioni con la città di Palermo, il desiderio di proporre un gusto nuovo. Prima dell’ultimo progetto di Namsal, PETTO di Sarah Buckner a Dicembre 2015, ha affrontato le diverse questioni della pittura in modo totalmente identitario: La scelta di soggetti personali e autobiografici, unita alla forte sperimentazione pittorica attuata in tutta la varietà delle sue tecniche, crea un insieme che è allo stesso tempo antico e contemporaneo. A marzo invece inaugurerà la mostra di Mirak Jamal, giovane artista Iraniano che vive e lavora a Berlino, con nuovi lavori totalmente prodotti e realizzati a Palermo.”

Namsal Siedlecki, Installation view, Opossi, L’Ascensore, Palermo, 2016

Namsal Siedlecki, Installation view, Opossi, L’Ascensore, Palermo, 2016

Sarah Buckner, Lost Lovers. Where is the base?, acquerello e tempera su tavola, 43 x 39cm, 2015, Courtesy of the artist

Sarah Buckner, Lost Lovers. Where is the base?, acquerello e tempera su tavola, 43 x 39cm, 2015, Courtesy of the artist