L’armonia – Ph Leonardo Morfini – Manifattura Tabacchi
Max Mondini, Intradosso – Nicola Ghirardelli, Untitled (il limite della neve) -L’armonia-Manifattura Tabacchi – Ph Leonardo Morfini – Manifattura Tabacchi

Testo a cura di Caterina Fondelli 

Ha inaugurato lo scorso 8 febbraio la mostra L’Armonia a cura di Sergio Risaliti presso gli spazi della Manifattura Tabacchi di Firenze. Un’esposizione che giunge al termine del periodo di residenza di sei giovani artisti, che hanno lavorato in atelier appositamente pensati per loro, da settembre 2020 a gennaio 2021.
Il termine previsto per la chiusura della mostra è l’8 marzo 2021. Non è stato ancora definito un eventuale prolungamento, auspicabile vista la temporanea chiusura.

L’Armonia conclude il primo ciclo triennale di Residenze d’Artista (“La cura” 2018-19; “La meraviglia” 2019-20; “L’armonia” 2020-21), avente, tra gli altri, lo scopo di far rinascere gli spazi della ex-fabbrica attraverso un’attivazione culturale, che la metta in profonda connessione con la città e col mondo. Questo progetto è stato ideato e curato da Sergio Risaliti, storico e critico d’arte e Direttore del Museo Novecento di Firenze, seguito nel ruolo di tutor da Paolo Parisi, artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, e messo in atto nell’ambito di NAM – Not A Museum, il programma sperimentale e multidisciplinare di arte contemporanea di Manifattura Tabacchi.

Il contesto in cui l’esposizione si sviluppa crea un circuito di reciproche influenze fra i professionisti dell’arte intervenuti e l’ambiente. Questi spazi, dopo un lungo periodo di chiusura e di abbandono, tornano a rivivere grazie ad un lungimirante piano di riqualificazione, iniziato nel 2016, che propone la creazione di un nuovo quartiere per la città e un centro per la cultura contemporanea. Con un occhio di riguardo alla trasversalità dei linguaggi, la Manifattura di domani accoglierà concept store, atelier, spazi di lavoro e co-working, insieme ad un’attenzione alla progettazione del verde e un marcato spirito di aggregazione.

La mostra prevista nell’edificio B9, è stata in realtà collocata nel B7, che aveva accolto nel 2001 Boom! senza essere poi più utilizzato. L’impatto curatoriale sul progetto è ben percepibile nell’adattamento delle opere al nuovo spazio e nella collocazione degli artisti fra due ambienti.

Il primo piano appare nella sua compattezza architettonica, uno spazio chiuso e definito da elementi strutturali preesistenti, che inevitabilmente condizionano la presenza delle opere al loro interno. Il tema è qui la terra, l’organico e il corporale declinato nel mondo naturale, animale e umano. Max Mondini (Parma, 1990) ci accoglie con le sue architetture digitali, in bilico fra tradizione e innovazione; una sorta di affreschi contemporanei, visibili materialmente o proiettati sul soffitto a culmine dell’edificio, che mostrano un conosciuto allo stesso tempo rivelatorio. Nicola Ghirardelli (Como, 1994) forgia il marmo sintetico e la fibra di vetro attraverso l’uso di calchi, aggregati fra loro a creare installazioni supportate dall’uso dell’acciaio. L’osservatore punta il proprio occhio in più direzioni cercando di dare una forma al caos materico che si trova di fronte, in un’atmosfera fra il surreale e il concreto, fra il divino e il terreno.

Ludovica Anversa (Milano, 1996) ci riporta a livello parietale con un medium tradizionale come quello pittorico, che manifesta però uno sconfinamento di piani fra l’animalesco e l’umano, in un gioco di ambiguità formale e cromatica che giunge quasi al disturbante, alla necessità di andare oltre la superficie dell’immagine.

Chiara Gambirasio, I mercuriali – L’armonia – Ph Leonardo Morfini – Manifattura Tabacchi, Firenze
Ludovica Anversa-Se mi parli degli angeli – L’armonia – Ph Leonardo Morfini – Manifattura Tabacchi
Diana De Luca, Sum – L’armonia – Ph Leonardo Morfini – Manifattura Tabacchi

Ambra Castagnetti (Genova, 1993) conduce in un mondo misterioso che si sviluppa verso l’alto anche se circondato da pareti che dividono e uniscono al resto delle opere del piano. Entrando in questa installazione, ci si perde in un mondo onirico e legato a un’infanzia fortemente condizionata dall’ambiente sia naturale che artificiale, in un gioco di dicotomie e armonie frequente in tutto il progetto.

Spostandosi al secondo piano si viene investiti da un senso di leggerezza strutturale e di apertura, in questa specie di cattedrale troviamo le opere di due artiste: Diana De Luca (Avezzano, 1996) realizza dei ritratti plurali formati in un iter quasi performativo mediante la raccolta degli “scarti”, o per meglio dire delle tracce, della produzione dei suoi colleghi di residenza. Puntando così l’attenzione sulla periferia più che sull’opera d’arte stessa, accoglie ciò che gli altri vogliono darle, un pezzo di loro che passa attraverso di lei e si riforma in qualcosa di nuovo, singole parti che armonicamente diventano un tutto. Chiara Gambirasio (Bergamo, 1996) ci parla di cosmologia e azione del tempo attraverso l’uso del gesso, del pigmento e della stoffa. L’opera punto focale di attrazione è Nimbo, sette triangoli a formare un cerchio applicati con l’uso di magneti a una parete, appare perfetta e ideale nella sua imperfezione del pigmento che sporca la bianca purezza del gesso. I mercuriali prevedono un colore che si imprime sulla materia in forma di immagine, quasi tornata a galla, fra estrema concretezza e volatilità. 

Durante il percorso di residenza è stata fornita l’opportunità di partecipare a workshop con altri artisti, che hanno portato alla realizzazione di opere collettive, il cui punto di forza risulta nella coesione formale e ideale del singolo contributo di ognuno. Questi lavori, collocati nei restanti spazi della Manifattura, hanno visto la collaborazione con: Giulia Cenci; Rebecca Moccia; Masbedo; Patrick Tuttofuoco; Francesca Banchelli; Cesare Viel.

Già nel titolo quest’esperienza rivela tutta la sua portata etica a livelli micro e macro, il concetto di armonia che provvede a riequilibrare le polarità e diseguaglianze che dominano il mondo contemporaneo: uomo – natura; uomo – tecnologia; città – mondo; fare – pensare. L’arte sembra proprio riuscire nel suo intento unificativo; è evidente come nel loro percorso formativo questi artisti emergenti siano stati capaci di instaurare un profondo dialogo. Le molteplici influenze spirituali e formali si manifestano nell’evento della mostra, traguardo di un confronto costante con la quotidianità dell’ambiente, con i propri colleghi in residenza, con gli ospiti esterni e con il curatore e il tutor. L’Armonia è un monito significativo di comunità ed unione di intenti, di quella socialità di cui abbiamo riscoperto l’importanza. Come evidenziato da Tomás Saraceno proprio nella città di Firenze, il concetto di antropocentrismo deve essere riformulato con quello di uomo parte dell’universo, dove ricercare equilibri con i suoi elementi e con il tutto. 

La potente eredità lasciata da queste residenze si manifesta nella ristrutturazione progressiva degli spazi della Manifattura Tabacchi e nelle opere che entrano a far parte di questo “non museo”.  Come il progetto speciale del 2021, concepito dai sei artisti assieme a Patrick Tuttofuoco, per una fontana che verrà realizzata nella Piazza dell’Orologio.

L’attività prosegue con una nuova chiamata alle arti attraverso Superblast, un bando gratuito per l’assegnazione di sei premi per altrettante Residenze a sei artisti multidisciplinari per lo sviluppo di progetti d’arte. La domanda può essere inoltrata entro il 21 marzo 2021.

Nicola Ghirardelli – Untitled (il limite della neve) – L’armonia – Ph Leonardo Morfini-Manifattura Tabacchi
Max Mondini, Pennacchio – L’armonia – Ph Leonardo Morfini – Manifattura Tabacchi
Diana De Luca – Sum 3 – L’armonia – Ph Leonardo Morfini – Manifattura Tabacchi
Ambra Castagnetti -Klondike – L’armonia-Ph Leonardo Morfini -Manifattura Tabacchi