BRACE BRACE, cleaning of the space, 2020
Spazio Volta – view

La sezione dedicata agli spazi indipendenti – ospitata per dieci edizioni e oggi rinnovata nella sua veste – costituisce un fiore all’occhiello della fiera d’arte veronese, tra le prime in Italia ad evidenziare la creatività e la centralità degli spazi no-profit nel mondo dell’arte contemporanea. Nell’edizione 2021 di ArtVerona – di nuovo in presenza dal 15 al 17 ottobre – la curatrice Giulia Floris presenta LAB1, progetto in cui spazi indipendenti si incontrano e si relazionano, secondo un format dal carattere laboratoriale. Gli spazi, infatti, sono invitati a collaborare con una serie di istituzioni partner, nella creazione di un progetto da presentare in fiera. Ospitalità e sperimentazione sono le parole d’ordine di una sezione fieristica borderline e quasi paradossale, lontana dal mercato ma assolutamente protagonista della scena artistica contemporanea. 

Ciò che mi preme fin dall’inizio nel curare LAB1 – afferma Giulia Floris – è poter creare dei progetti e dei dialoghi tra realtà diverse, che nascono precedentemente e non soltanto per e all’interno della fiera. ArtVerona ha da sempre voluto dare una nuova visibilità agli spazi no-profit e in continuità con questa esperienza ho scelto come sviluppare la sezione e quali spazi invitare. Sono sicuramente tutti spazi piuttosto giovani, che hanno già numerosi progetti all’attivo, ma anche spazi giovanissimi, che ho avuto il piacere di coinvolgere pensando a come, in quest’anno complicato, abbiano saputo acquisire un ruolo nel contesto nazionale e siano stati capaci di tessere tante collaborazioni. Per quanto in fiera la visibilità sia importante, il fine ultimo della sezione è la relazione: molti degli spazi coinvolti sono riusciti ad avviare delle collaborazioni a lungo termine con i partner istituzionali, che si protrarranno anche oltre la fiera in sé. L’idea della residenza e del laboratorio è centrale proprio perché mi piace il messaggio di ospitalità e collaborazione che racchiude. 

Foto di gruppo, SenzaBagno
La Portineria

Il punto di forza della sezione è il percorso: in questi mesi gli spazi si sono incontrati a distanza per scambiarsi opinioni e idee e in fiera vedranno i progetti ultimati, in una sorta di momento conclusivo di un percorso cominciato già da mesi. Ogni spazio è stato libero nelle scelte degli artisti, della modalità di collaborazione con il partner e dello sviluppo del progetto. Ho lasciato assoluta libertà per favorire la sperimentazione”.  

Sette gli spazi presenti in LAB1, tutti fortemente connotati e sperimentali. 

Mucho Mas! é uno spazio espositivo fondato a febbraio 2018, come ambiente di ricerca sulla fotografia e l’immagine contemporanea e di promozione di artisti emergenti: in collaborazione con Villa Romana, centro di produzione artistica e di residenza, ha dato vita al progetto Uncoated-content, spazio virtuale aperto al dialogo e al confronto al di là delle logiche espositive e fieristiche. 

Anche Spazio In Situ – realtà romana composta da undici studi d’artista e uno spazio espositivo, dedicata alla promozione degli emergenti – e Casa Fabbri – residenza parte dell’omonima fondazione a sostegno dei giovani artisti – propongono un progetto che va al di là della logica della fiera e che si concentra sul paradosso tra mercato e indipendente, attraverso una complessa installazione. 

L’accezione stessa di “spazio”, inteso come luogo, ambiente o comunità, rappresenta una sorta di fil rouge che lega i singoli progetti di LAB1. La Portineria, spazio fiorentino di ricerca fortemente legato al quartiere in cui sorge, e la Fondazione Zimei – ente no profit che promuove attività culturali legate al territorio attraverso uno sguardo aperto e internazionale, reso possibile dal programma di residenze – cercano di rispondere alla domanda: “Cosa è che fa di uno spazio un luogo?” e di riflettere sul concetto di abitare, servendosi dello spazio neutrale dello stand.  

Non Potabile è il progetto che porta il mare, per la precisione il Mare Adriatico, in fiera, grazie alla collaborazione tra SenzaBagno – luogo di confronto per gli artisti pescaresi – e il Museo Carlo Zauli. Non Potabile è concepito come un dono, un regalo ai visitatori per sovvertire i meccanismi fieristici e attivare una coscienza, individuale e collettiva. 

Post Disaster, Post Disaster Rooftops EP01 – Taranto 2049 – Is-this-Fading-City-on-the-Ionian-Sea cooler than Blade Runner?, settembre 2018, photo credit: courtesy Post Disaster archive
Installation view solo show “Hadal Zone” (2020) Artist: bn+BRINANOVARA

Il mare e l’abitare caratterizzano anche Learning from Disasters, frutto della collaborazione tra la piattaforma curatoriale tarantina Post Disaster e UNIDEE Residency Programs, il programma di residenze di Cittadellarte (Fondazione Pistoletto). Partendo dalla concezione di “disastro” numerose personalità, dagli artisti ai ricercatori, immaginano dei “disastri” a cui cercano di rispondere individuando una nuova identità collettiva. 

Il rapporto tra spazio industriale e artistico qualifica La tenda dei cento divani, progetto dell’artist-run space BRACE BRACE e il programma di residenze A Collection che ha coinvolto l’artista Francesco Pozzato nella riflessione sull’oggetto arazzo e sulle sue implicazioni produttive e artistiche. Anche Spazio VOLTA – nato nel 2020 a Bergamo – e il programma di residenze del Mattatoio di Roma, Prender-si cura, propongono per LAB1 un oggetto, una sorta di feticcio che nasce da un esperimento condotto in precedenza in un allevamento intensivo di bovini. Il rapporto tra uomo e animale, produzione e arte si manifesta nella riproduzione realizzata da Carlo Gambirasio, affiancata dalla realtà virtuale immaginata dall’artista Yuli Serfaty a partire dalla natura passata dei luoghi del Mattatoio di Roma.

Le realtà che parteciperanno a LAB1 sono: Brace Brace, Milano – A Collection, Vicenza; La Portineria, Firenze, Fondazione Zimei, Montesilvano – Pescara; Mucho Mas!, Torino – Villa Romana, Firenze; Post Disaster Rooftops, Taranto – Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Biella; Senza Bagno, Pescara – Museo Carlo Zauli, Faenza; Spazio Volta, Bergamo – Mattatoio – La Pelanda, Roma; Spazio In Situ – Casa Fabbri – Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di Solito. 

Esterno Galleria. Photo Cortesy Mucho Mas! Artist-run space © Mucho Mas! / Luca Vianello e Silvia Mangosio