Oriana Fallaci, Alda Merini, Zaha Hadid, Edith Stein, Patti Smith Sylvie Fleury, Vivienne Westwood, Pipilotti Rist, Francesca Alinovi, Camille Henrot ecc. Una selezione di “grandi” donne che hanno rivoluzionato, ognuna nel proprio ambito professionale e di pensiero, le prospettive intellettuali nell’arte, nella cultura, nella letteratura, nel giornalismo.
La Rivoluzione siamo noi – Minuscola guida rosa alle Rivoluzionarie di un secolo (Edizioni San Paolo) è un libro che non teme di “vestirsi” di rosa, anzi, fa di questo colore (della copertina) una bandiera metaforica. Queste 192 pagine raccontano di donne con l’ambizione di parlare a tutti, donne e uomini interessati a conoscere le storie di personalità che in azioni e pensiero hanno “rivoluzionato” dal punto di vista culturale e sociale il nostro tempo.

Il libro è presentato – in occasione della manifestazione BookCity Milano – alla Libreria San Paolo Milano (Via Pattari n.6) Venerdì 17 novembre dalla 18.30 alle 20. Intervenfo l’autrice del libro Chiara Guidi e l’attrice Margherita Remotti.
La rivoluzione siamo noi —  Scheda libro

Curioso il titolo, mutuato da La rivoluzione siamo noi:̀ un’iconica opera dell’artista tedesco Joseph Beuys; un ritratto fotogrfico del 1971, considerato il suo manifesto. Scrive l’autrice Chiara Guidi nel prologo: “La rivoluzione siamo noi non è un’appropriazione per il titolo di un libro, ma è ancora una volontà di essere manifesto. Infatti loro e noi, donne, siamo divenute dopo un secolo di emancipazioni, pinkissime. Un aggettivo come definizione, un neologismo cromatico con la declinazione al superlativo, per testimoniare che abbiamo affrontato, e affronteremo, secoli di emancipazioni e di avanguardie continue, come vere vague nel nostro incessante agire. La rivoluzione siamo noi è parallelamente un tributo a Beuys e uno scritto per un’ideale bandiera. Solo queste superlative donne da celebrare, in questo anno centenario della Rivoluzione, potevano convincerci a raccontarle in un libro che, come una minuscola guida, è in realtà solamente una grande ininterrotta dedica a coloro che qui sono state narrate. Figure femminili che nella loro esistenza, nel loro agire, hanno saputo compiere quella ‘rivoluzione necessaria’ che ha portato noi a vivere con maggiore consapevolezza storica, letteraria, spirituale ed estetica, questo nuovo e futuro Millennio. Hanno attraversato le frontiere dell’arte, della letteratura, della poesia, del cinema, della moda e della musica, del giornalismo, della spiritualità, della critica d’arte, della fede cattolica, dell’impegno sociale, del vivere a ogni costo la Rivoluzione quotidiana, sempre ben avvitata nei cunei della propria esistenza.”

Non un libro al femminile ma un libro “femminile”, perché tante volte sono proprio le donne ad agire un cambiamento profondo nella società, con modalità e strumenti femminili ma non per questo meno incisivi. Un libro per conoscere persone speciali, per capire che il rosa non deve essere solo una “quota” da proteggere o imporre, perché più che un colore, il rosa è un modo di essere, di sentire e di agire.

“La rivoluzione siamo noi, così dice il titolo di questo libro. Che raccoglie i ritratti e lascia risuonare le voci di chi la sua rivoluzione l’ha fatta davvero. Donne lontane, tuttavia vicine, unite dalla consapevolezza di sé e dalla forza che può scaturirne. Su tutte lo sguardo di Joseph Beuys: il miglior custode che potremmo mai desiderare di un sogno comune e grande. Ma prima di cominciare il nostro percorso di lettura tra i pensieri, gli oggetti, le vite delle altre, rivolgiamo a noi la domanda che tutto tiene – a noi donne giovani e meno giovani. Siamo davvero la rivoluzione? Lo sappiamo? Ci crediamo?
Il viaggio delle donne è il più potente e pervasivo movimento che dal Novecento sia entrato nel nuovo secolo e millennio. Più tenace e generoso di tanti -ismi, più resiliente e innovativo di tante avanguardie studiate a fondo nei libri di scuola. Eppure niente è scontato in questo cammino che sta attraversando la Storia. Ci sono leggi migliori e carriere da record, ci sono finalmente norme chiare contro le dimissioni in bianco delle madri lavoratrici e c’è Angela Merkel che nel 2017 si è conquistata la sua quarta cancelleria in Germania, ci sono asimmetrie che si sono chiuse e percentuali che migliorano nelle classiche globali deputate ogni anno a misurare “gli indici di genere”. La sensazione, però, è che stiamo ancora nuotando contro corrente, nuotando in avanti per non ritrovarci sott’acqua. Per questo, nel segno di “un’età dell’incertezza” che sembra non passare mai, le storie straordinarie raccolte nelle pagine che seguono hanno senso e valore per ciascuna di noi. Perché forse – a volte, e non poche – finiamo per non crederci fino in fondo. Non crediamo che il progresso più radicale della società e della cultura contemporanee dipenderà da noi, passerà (e passa) da noi dalle donne che; scelgono per sé, come per le glie e i gli che verranno, dalle donne che insieme spingono le notti di tutti un po’ più in là. Dalle donne armate di speranza davanti alle lancette che lente segnano il tempo del cambiamento.
(Barbara Stefanelli, Estratto dall’introduzione del libro La rivoluzione siamo noi)

L’autrice Chiara Guidi, è critico d’arte e curatore, che vive e lavora tra Milano e la Toscana. Dopo gli studi classici e la laurea in Storia della Critica d’arte all’Università Statale di Milano, dagli anni Novanta organizza mostre in spazi pubblici e privati. Fra le più importanti curatele: Man Ray, Luoghi della seconda Avanguardia, Agire il mondo, Potere la lingua, Matrix, No-Random, Red Spy, Boetti/Salvo, Musica Madre di Giuseppe Chiari, Titoli, libri e sogni, e un’avvertenza: qui opere di Gianfranco Baruchello, Otto Piene, Artrissima, Vanitas & Mirrors, Fortemarmissima square e Le libertà dell’Arte.

Alda Merini, Amélie Nothomb, Sylvie Fleury, Edith Stein, Kiki de Montparnasse, Tina Modotti, Colette, Anaïs Nin, Oriana Fallaci, Lilja Jur’evna Brik, Flannery O’Connor, Vivienne Westwood, Pa- tricia Hearst, Suor Faustina, Camille Henrot, Francesca Alinovi, Pipilotti Rist, Patti Smith, Laurie Anderson, Pascale Ogier, Zaha Hadid, Anna Achmatova; donne che hanno avuto la capacità dell’auto-narrazione, attraverso oggetti, pagine, carteggi, immagini e attraverso il loro lavoro.

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