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Inaugura oggi alla Maison Rouge a Parigi un doppio appuntamento: La collection Giuliana et Tommaso Setari, retour à l’intime e Le Associazioni Libere . La prima esposizione raccoglie una selezione delle opere della grande collezione di Tommaso e Giuliana Setari –presidentessa delle Dena Fondation –  coppia che per oltre trent’anni ha collezionato importanti artisti italiani e non solo. Negli spazi della Maison Rouge si snoda, per molti versi, il percorso della collezione che rispecchia la storia della coppia e dei luoghi in cui hanno vissuto: Bruxelles, New York, Roma, Capri, Milano e infine Parigi , dove si stabilirono nei primi anni 2000. In mostra opere di Carla Accardi, Elisabetta Benassi, Davide Bertocchi, Alighiero Boetti, Jimmie Durham, Gino De Dominicis,  Günther För, Rebecca Horn, Sol Margherita Manzelli, Paola Pivi, Gerhard Richter, Ettore Spalletti (1940), Donatella Spaziani (1970), Grazia, Luca Vitone e Franz West, tra i tanti altri.  In parallelo inaugura “Le Associazioni Libere (Les associations libres)” , un progetto della Dena Foundation for Contemporary Art, e curato da Chiara Parisi e Nicola Setari (coordinemento artistico, Francesca Di Nardo ). L’obbiettivo di questo progetto è presentare una, seppur parziale, scena artista italiana. Definita ‘ribelle e imprevedibile’, la scena nostrana è stata espressa da riviste, spazi no-profit e collettivi di artisti. Ogni ‘associazione’ ha invitato un o due artisti a dare espressione della propria e ‘nazionale’ creatività. L’allestimento porta la firma di Diego Perrone e Christian Frosi .

Tra le tante iniziative, talks, lectues e tavole rotonde, anche il lancio del volume 6 del  Davide Bertocchi’s Top 100 project (10 gennaio 2013). Per il programma completo vedi il sito della  Maison Rouge.

I protagonisti coinvolti sono:  Anonima Nuotatori, Vincenzo Schillaci e Giuseppe Buzzotta, Massimo Grimaldi, Cherimus, Marco Colombaioni, Codalunga, Nico Vascellari, Cripta 747, Mauro Vignando, Cura., Ian Tweedy, Gasconade, Andrea Romano, GiuseppeFrau Gallery, Eleonora Di Marino, Kaleidoscope, Andrea Sala e Tommaso Garner, Le Dictateur, Federico Pepe, Lucie Fontaine, Daniella Isamit Morales, Mousse, Yuri Ancarani, Nero, Nicola Pecoraro.

Ho chiesto a tutti gli artisti di mandarmi del materiale che in qualche modo non solo documentasse l’esposizione parigina, ma ne fosse anche una continuazione.

ANONIMA NUOTATORI / Vincenzo Schillaci e Giuseppe Buzzotta

“Colti da un’irrefrenabile desiderio di conoscerci cambiamo un filo le carte in tavola spostando il limite gia scritto della storia come un contadino che di anno in anno spostando il muro a secco che lo divide dal latifondo abbandonato lo libera dalla desertificazione prendendoselo. navigare sulle cime tempestose del cielo o sfogliare dei ritratti tutto condito dalle migliori lambade.”

ARTRBUNE / Massimo Grimaldi

Vincent Van Gogh Text + You, 2003/2004, adhesive vinyl text, dimensions variable – courtesy the artist and ZERO…, Milan

CHERIMUS / Marco Colombaioni / Michele Gabriele

Marco Colombaioni, I sogni ci guidano ma bisogna agire, 2007

Dakar Magazine

Michele Gabriele, Senza Titolo (piccolo stormo di zucchero e terra dedicato a Chadal), 2012

Chadal vola a Parigi. Alla Maison Rouge in mostra il progetto sardo-senegalese di Cherimus

Il volo di Chadal continua. Partito in Sardegna all’inizio del 2011, il progetto Chadal si è sviluppato fra il Senegal e l’Italia. Un progetto di cooperazione culturale, che ha portato alla nascita di un gruppo musicale sardo-senegalese, ad una tournée nei due Paesi, ad un disco, a un cd documentario, a una rivista e a numerosissime iniziative artistiche di livello internazionale. Oggi tocca a Parigi, negli spazi della Maison Rouge (Boulevard de la Bastille), dove è ospitata la mostra “Le associazioni libere” (dal 20.10 al 13.01.2013, vernissage venerdì 19, h19), come una fotografia di tutti i migliori gruppi di artisti indipendenti italiani. Fra di essi non poteva mancare il  Cherimus, ideatore appunto del progetto Chadal, che prende il nome da un uccellino migratore fra Senegal e Sardegna. Nello spazio della Maison Rouge, al centro della mostra della collezione della Fondazione Setari, la Dena Foundation for contemporary art, ha infatti chiesto a Chiara Parisi e Nicola Setari di proporre una panoramica della scena artistica italiana di oggi, una scena imprevedibile, ma incredibilmente radicale e poetica. La scelta si è orientata sulle riviste d’arte e sulle associazioni indipendenti create da artisti, per poter offrire una fotografia realmente viva e vitale della scena contemporanea, al di fuori del “sistema” istituzionale dell’arte. E dunque Cherimus porterà il quadro di Marco Colombaioni I sogni ci guidano ma bisogna agire, che però non sarà l’unica opera presente in mostra, dell’associazione di Perdaxius. Sarà infatti esposto anche parte del materiale del progetto Chadal: in particolare il lavoro di Michele Gabriele, il più recente, appositamente realizzato per la mostra: 11 sculture di zucchero e terra dedicate a Chadal, una per ogni brano musicale realizzato dal gruppo nel disco; e poi il vinile con la registrazione di un concerto, già presente alla Fondazone Querini Stampalia durante la Biennale di Venezia e la cui copertina è pure un lavoro originale; una copia della rivista DAKAR, realizzata durante il viaggio e il cd documentario del progetto, con musiche e voci dal Senegal e dalla Sardegna. Ecco l’elenco completo dei lavori di Cherimus presenti in mostra:   I SOGNI CI GUIDANO MA BISOGNA AGIRE  di Marco Colombaioni, 2007 (olio su tela, 230 x 140 cm);   SENZA TITOLO (piccolo stormo di zucchero e terra dedicato a Chadal) di Michele Gabriele, 2012 (11 sculture, terra e zucchero: una serie di undici piccole sculture, una per ogni canzone di Chadal);   DAKAR (rivista) un progetto di Guido Bosticco, Guido Mariani e Vince Cammarata, 2012 – Numero 13 di un magazine che non esiste. Tiratura limitata (200 copie) di una rivista “totally fake”. Ma con contenuti assolutamente veri.   CHADAL: live in Dakar di Matteo Rubbi, 2011 (Disco in vinile. Registrazione live del primo concerto di Chadal);    Copertina ICI DAKAR ET LA SARDAIGNE!  di Marco Colombaioni, con Abdoulaye Cysso Mane, Matteo Rubbi et l’Espace Enfants de la Maison de la Culture Douta Seck (foto Vince Cammarata/Fosphoro).

CODA LUNGA / Nico Vascellari

Nico Vascellari / Coda Lunga, Foto di Federica Altoè

CURA. / Ian Tweedy

 

Cura. / Ian Tweedy

L’intervento di cura. in occasione dell’evento Le associazioni libere prevede la presentazione della copertina dell’issue 10 di cura. – che nel magazine è stata introdotta dal testo di Alessandro Rabottini -,  dell’opera originale realizzata da Ian Tweedy e di altre tre opere dell’artista, in prestito da collezioni. In occasione dell’evento presenteremo anche l’artist book di Ian Tweedy che abbiamo realizzato con lui e di cui ti invio un’immagine dello steso della copertina.

GASCONADE/ Andrea Romano 

Andrea Romano, Claque & Shill’, 2012. Grafite su carta, cm 26 x 36. Quarzite grigia, cm 32 x 42 x 3.Gasconade,  Maison Rouge 2012

Gasconade è uno spazio espositivo no-profit fondato a Milano nel 2011.

La programmazione di Gasconade è dedicata alla presentazione e promozione dei più giovani artisti attivi a Milano. Attraverso mostre ed eventi, Gasconade si propone di valorizzarne la ricerca, affinché quelli possano formulare un vero e proprio statement della propria arte. Particolare attenzione è rivolta a stimolare la nascita di un dialogo tra la scena artistica locale e i protagonisti di quella internazionale. A tal fine, la programmazione si apre periodicamente ad accogliere contributi di artisti stranieri attivi nel panorama dell’arte contemporanea.

Le dinamiche della rappresentazione all’interno di contesti nei quali sono in vigore sistemi segnico-simbolici, e di riflesso, il ruolo dell’opera nel processo di produzione e ricezione dell’arte, sono le tematiche che Andrea Romano indaga attraverso la sua pratica artistica. Nella serie “Claque & Shill”, disegni a matita e vetri decorati incorniciati in pietre dure, Romano inscena un legame indissolubile tra un’immagine e il suo “sostegno”, tale perché tra i due si stabilisca una dinamica di empatia: la cornice è scavata al limite massimo della resistenza fisica del materiale; analogamente, l’immagine è affidata a supporti “fragili”, carta o vetro, che continuamente si appellano alla presunta robustezza della pietra. I soggetti che Romano sceglie per le proprie immagini – animali che adducono a una certa leziosaggine, come tigri bianche e delfini, nei disegni, o motivi astratti resi in palette di colori pastello nei vetri – echeggiano la vulnerabilità strutturale dei loro supporti e contribuiscono a mettere in discussione le logiche della rappresentazione e delle sue tecniche. Inserite nel più ampio contesto dell’arte, queste opere giocano un ruolo ambiguo: da una parte, “ammiccano” al discorso dell’arte, istituendosi come un anello nella sua progressiva evoluzione, dall’altra sollevano interrogativi sull’autonomia dell’opera e sul suo status di icona.