John Walker, Galleria Six, Milano - Installation view

John Walker, Galleria Six, Milano – Installation view

La pittura di John Walker sfugge alle facili classificazioni: l’astrattismo geometrico – che da sempre è stato indicato in sede critica come la sua cifra personale – è un’etichetta riduttiva per il suo lavoro che rimane invece autonomo, tra geometria e neo-espressionismo, con una forte attenzione per la materia. Il suo è un approccio non concettuale ma concreto, una «geometria corporea» come scrive giustamente Elena Pontiggia nel saggio in catalogo. Ed è proprio così, particolarmente in questa serie di dodici nuove opere intitolata Pemaquid, realizzate per questa personale alla Galleria Six di Milano, tutte del 2016: tele di grandi e medie dimensioni a olio, che si caratterizzano per lo spessore del colore e l’andamento della pennellata che forma linee e spezzate, percorsi cromatici ritmici che delimitano porzioni di spazio, con un andamento tendenzialmente entropico liberamente debitore dell’informale, che esprime la forza espressiva del mezzo pittorico, affermando la sua presenza nel mondo.
Niente è più lontano dall’astrazione geometrica classica di questi lavori, in cui le linee sono perennemente ostacolate nel loro procedere dalla densità della materia e in cui le geometrie deviano, si infrangono, si sporcano e si contaminano, non conoscono rigore né esattezza. Le immagini sono dei paesaggi – visti dall’alto a volo d’uccello o dal basso, a livello del terreno – richiamano campi arati, sentieri, terreni accidentati e incolti, cartografie di luoghi visitati e vissuti. E infatti questa nuova serie nasce dall’osservazione di un posto preciso, legato all’esperienza dell’artista, Pemaquid (Bristol, Maine) da cui il titolo delle opere: il paesaggio diventa così il pretesto per ripensare la geometria. Le linee, il loro andamento ritmico e spezzato con alterna regolarità, le campiture e i tocchi di colore, diventano elementi tangibili e consistenti.
Dai quadri emerge una dimensione sotterranea, come ben sottolinea Angelo Sarleti, anche lui pittore, e autore dell’altro saggio in catalogo in cui con una felice intuizione paragona Walker a una talpa, sottolineando così la visceralità dell’ispirazione e l’esito esistenziale di questa pittura in cui tutte le esperienze precedenti si inglobano e si stratificano in modo vitale nella presente attualità delle opere. Questa nuova serie apre un nuovo corso nella ricerca di Walker, in cui gesto, materia e segno si incontrano sul terreno della concretezza.

Fino al 30 marzo 2017-01-26 Galleria Six, Galleria SIX – Piazza Piola 5 in Milano 

Black wave, oil on canvas cm 102 x76, 2015, courtesy John Walker

Black wave, oil on canvas cm 102 x76, 2015, courtesy John Walker

Pemaquid 8 , oil on canvas , cm 45,5x 36 , 2016,courtesy John Walker

Pemaquid 8 , oil on canvas , cm 45,5x 36 , 2016,courtesy John Walker

Pemaquid 19 oil on canvas cm 91,5 122x 91,5 , 2016, courtesy John Walker

Pemaquid 19 oil on canvas cm 91,5 122x 91,5 , 2016, courtesy John Walker