Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Il terzo e ultimo appuntamento della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano dedicato alle ultime tendenze della scultura contemporanea vede come protagonista Roberto Fanari. L’artista, nato a  Cagliari nel 1984, presenta Galerie des glaces. Il grande ed elaborato progetto chiude il ciclo delle Project Room della Fondazione, che ha visto gli interventi di Donato Piccolo e Roberto Pugliese. (leggi l’intervista con Flavio Arensi  e Roberto Pugliese)
La curatela delle Project Room 2018 è stata affidata a Flavio Arensi, che ha costruito un progetto in tre atti, La stanza di Proust, pretesto per guardare gli accadimenti della società e dell’uomo attraverso i suoni, le assenze e le presenze, del passato come del futuro.

Per questo appuntamento Roberto Fanari ha pensato a una “galleria degli specchi”, riducendo la struttura lineare dello spazio espositivo per dare vita a una scultura-architettura dove potersi isolare dal mondo esterno e, come ci racconta l’artista nell’intervista che segue, “abitare un nuovo spazio”.
Guardando alle grandi gallerie degli antichi palazzi di lontana memoria, Fanari interviene nello spazio spogliando le pareti di tutte le necessità decorative e lasciando solo agli specchi il compito di interagire con il visitatore.
Come spiega il curatore, Flavio Arensi, “Spogliare la scena di presenze fittizie, di sculture dalle sembianze umane, permette all’artista di pretendere un cambio nell’azione del pubblico, da osservatore a osservante, da terzo chiamato in causa a meditare sull’opera a individuo che si relaziona con i propri turbamenti. Il luogo della scultura diventa così palcoscenico dell’esperienza individuale”.

Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Segue l’intervista con l’artista — 

ATP: Per il tuo progetto alla Fondazione Arnaldo Pomodoro proponi una sorta di sfida allo spettatore: lo costringi a relazionarsi con la propria immagine. Cosa ti ha spinto a questo tipo di proposta espositiva? Da cosa sei partito per generare questa mostra?

Roberto Fanari: Quando sono stato invitato a partecipare a questo progetto alla Fondazione Arnaldo Pomodoro ho pensato subito a un lavoro di questo tipo in cui la linea e lo spazio sono protagonisti. La mia idea era di modificare lo spazio ricreando una nuova stanza: un salone delle feste sulla linea degli antichi palazzi. Utilizzando il filo di ferro ho potuto ridisegnare la stanza nello spazio.

ATP: Lo specchio nell’arte ha una lunghissima tradizione. Dai vedutisti nel 500 fino ai giorni nostri, lo specchio è sempre stato un elemento denso di significati e potenzialità iconografiche. Come lo utilizzi – sia in senso fisico che metaforico – nella ‘galleria degli specchi’ che hai pensato per la Fondazione?

RF: Ho pensato al mio salone delle feste come ad un nuovo spazio da vivere, in cui immergersi e confrontarsi utilizzando gli specchi. Posizionando gli specchi parallelamente uno di fronte all’altro ho cercato di sfruttare il gioco di immagini riflesse che si ripetono una dentro l’altra in entrambi gli specchi.

ATP: Mi racconti le motivazioni della scelta del titolo, “Galerie des glaces”? A cosa fa riferimento?

RF: Galerie des glaces è un rimando alle grandi gallerie degli antichi palazzi. Era da diverso tempo che avevo in mente questo progetto e la project Room della Fondazione Pomodoro mi è sembrato lo spazio giusto per realizzarlo.

Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

 ATP: Anziché utilizzare il fil di ferro saldato, in questa occasione ti fai osservatore di figure date dalla presenza dei visitatori che si riflettono sulle superfici specchianti. C’è una consonanza o complementarietà tra le due ricerche?

RF: Nelle mie ricerche lo spettatore é sempre protagonista: in un caso è chiamato a interagire con le figure che creo, mentre nel caso della project room allo spettatore è chiesto di abitare un nuovo spazio.

ATP: Per la mostra hai collaborato con Francesco Fugazza per la diffusione di musica nello spazio. Mi spieghi che relazione c’è tra il suono e la “Galerie des glaces”?

RF: Quando ho pensato all’installazione non avevo pensato ad un accompagnamento sonoro. Grazie al curatore Flavio Arensi ho conosciuto e collaborato con Francesco Fugazza per questo progetto. Partendo dal campionamento del suono dei principali materiali del mio lavoro è riuscito a ricreare un ambiente immersivo per accogliere e accompagnare lo spettatore nell’installazione.

Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari - Galerie des glaces - Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro

Roberto Fanari – Galerie des glaces – Foto di Carlos Tettamanzi, Courtesy Fondazione Arnaldo Pomodoro