Si è aperta la stagione settembrina anche per Brown con una grossa novità: il project space ha assunto la direzione di Luigi Presicce come unico curatore del progetto. Che i muri abbiano facoltà decisionali è cosa alquanto bizzarra. Comunque, chiarita pubblicamente questa eterna questione sul chi sia il ‘capitano’ al timone di Brown, si sono aperte le ‘ noisy dances’ con un laboratorio talentoso. I partecipanti: Vittorio Cavallini, Attila Faravelli, Andrea Kvas, Nicola Martini, Jacopo Menzani e Luigi Presicce.
Ho assistito alla performance di domenica 19 settembre con N. Martino e amico (scusami tanto ma non riesco a individuare chi sei dei sei). Frastuono, rumore, vibrar di materia organica. Pubblico impalato ad aspettare il ‘che succede adesso’. Ammaliati da tanta abbondanza acustica mischiata alla pioggia battente… tutti seri, pensosi (e bagnati). Romantico Brown che anche con l’acquazzone ha dato il meglio di sè. Dopo la performance, birra (calda) a fiumi e un girovagar di gente nello spazio a vedere cosa si produce nella fucina del capitan Vulcano (mi sembra di ricordare che Vulcano aveva barba e baffi, no?). Bhe, qualcosa in giro c’era.

Diego Velàzquez, La Fucina di Vulcano – Museo del Prado di Madrid