Mathias Poledna, Photograph, Courtesy Meyer Kainer, Vienna
Lucie Stahl, Patriotic Impulse
Anders Clausen, Untitled, Courtesy l’ artista e HOTEL, Londra
Bernadette Corporation, Stone Soup, Courtesy Mayer Kainer Gallery, Vienna
Harun Farocki, Ein Bild /An Image, Still da video – Courtesy l’artista
David Jablonowski, Multiple, Vertical I & II, 2010 – Courtesy l’artista e Luttgenmeijer Fallery, Berlino
Graham Little, Amber Lady, 2011 – Courtesy artista e Alison Jaques gallery, Londra
Timur Si-Qin, Selection Display, 2011 – Courtesy artista
 
Roe Ethridge, Hermes Watch (removed), 2011, Courtesy Andrew Kreps Gallery, NY
Ian Wallace, Magazine Piece 1972-ongoing – Courtesy artista
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Una delle poche volte che leggo il comunicato stampa prima di vedere una mostra. 
Mi incuriosiscono le prime righe del comunicato stampa della collettiva curata da Alessio Ascari, ‘An Image’: “‘Image is everything’, proclamava il campione di tennis Andre Agassi in uno dei più celebri spot del gigante tecnologico Canon, uscito nientemeno che nell’anno 1990 e inteso a celebrare la conquista di una nuova semplicità nell’ambito della fotografia amatoriale.”
L’esposizione è elegante, curata nei dettagli, ben selezionata e, devo dire, alcuni lavori sono veramente interessati. Il tema (difficilissimo) della mostra è il ‘ image-making': come artisti più e meno giovani abbiano esplorato il concetto – e mutuato le modalità – della produzione, post-produzione, collezione e distribuzione di immagini nella cultura contemporanea. 
A parer mio la mostra si apre con il video di Harun Farocki che documenta fase per fase, il backstage di un servizio fotografico per Playboy, continua con Roe Ethridge che con l’unico scatto presente ‘Hermes Watch (Removed)’, ci mostra la fotografia di una fotografia della pubblicità di Hermes. 
Rimaniamo nella carta patinata con le delitissime opere di Graham Little –  tutte matita colorata e gouache su carta – Blue Bulb Lady, Amber Lady e Lighter Lady: volti femminili, per lo più malinconici, ripresi dalle atmosfere stereotipate delle riviste di moda. 
Mi è piaciuto molto il grande lavoro su PVC di Anders Clausen: una stampa che mostra parti di una schermata di un computer. L’artista interviene (piccolo) nell’inchiostro non ancora asciutto della stampa (grande) lasciando il suo segno. Come rendere ‘romantico’ un aspetto visivo e umanamente freddo del nostro quotidiano costruire e modificare le immagini. 
Poi le foto ‘generiche’ della computer graphic di Massimo Grimaldi, le sculture-farfalle fatte dal ribaltamento di due scanner di David Jablonowski , la raccolta di pagine della rivista inglese POP di Ian Wallace ecc. 
La mostra è interessante, merita sicuramente una visita.
Ho apprezzato molto Bulletin n°1, un piccolo catalogo che accompagna la mostra con ottime e chiare spiegazione.
“An Image” a cura di Alessio Ascari che riunisce opere di Bernadette Corporation, Anders Clausen, Roe Ethridge, Harun Farocki, Nikolas Gambaroff, Massimo Grimaldi, David Jablonowski, Oliver Laric, Graham Little, Mathias Poledna, Timur Si-Qin, Lucie Stahl, Ger van Elk e Ian Wallace.

Alessio Ascari, Eva Fabbris, Patrizio Di Massimo, Anders Clausen