© Still: Javier Téllez

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Artaud’s Cave,   2012
Javier Téllez

Normalità e anormalità, ragionevolezza o pazzia. L’opera presentata da Javier Téllez a dOCUMENTA 13   mette in scena una complessa storia onirica grazie alla collaborazione con un gruppo  di ‘invisibili':  dei pazienti dell’Ospedale Psichiatrico Fray Bernardino a Città del Messico.  Tra calendari Atzechi, antiche storie messicane, templi precolombiani e, non ultimo il ‘Teatro della Crudeltà’ dello scrittore Artaud – a cui fa riferimento il titolo dell’opera ‘Artaud’s Cave’ – Téllez inscena un lungo viaggio attraverso  scenari che oscillano tra ragione e follia, malattia e creatività. 

Se la lucidità creativa di Téllez gioca pericolosamente tra realtà e finzione, rimanendo nell’opera video sempre in bilico per non cedere al ‘cattivo gusto’, non si può dire lo stesso  per il tragitto che porta alla sala di proiezione. Dallo spiazzo dietro alla Stazione di Kassel, una normalissima porta per accedere ad una verosimil grotta che ricorda molto quelle che si trovano nei parchi gioco tipo Gardaland. Decisamente eccessiva.