• Jakub Julian Ziolkowski - Nasellini, MAN, Nuoro, 2017 - Installation view
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Nasellini. Since 1980.

Sembrano uscite dalle avanguardie europee le macchie surrealiste nei disegni di Jakub Julian Ziolkowski, artista nato nel 1980 a Zamosc, Polonia,  alla sua prima mostra in un museo italiano. Viene da chiedersi se sia lecito rileggere quelle sperimentazioni centenarie con occhi nuovi. Che si tratti di un abbaglio o meno, la somiglianza concede un lieve adattamento ad uguali e simmetriche riflessioni su un problema più importante: si può rileggere la tradizione, o i suoi localismi, senza sentire il peso della storia?

L’artista polacco, ospitato nella project room del MAN - mostra a cura di Lorenzo Giusti, con la collaborazione di Rowena Chiu -, accenna alla Sardegna con l’estetica senza tempo del disegno d’avanguardia alternata all’installazione contemporanea da white cube. I Nasellini, una tipologia di pasta inesistente ispirata alla cavità nasale, scimmiottano la somiglianza dei tortellini con l’ombelico e rappresentano una sarcastica occasione per ragionare sui confini della tradizione tra realtà e invenzione. Lo sfregamento ammiccante dei nasi, presente in un piccolo monitor della sala e incastrato in un muro di scatoloni marchiati Nasellini, è certo la suggestione iniziale del progetto ma è anche il confronto diretto con il caos cromatico da cui lo spettatore è assalito. In un forza surrealista temperata da un approccio comunicativo efficace e un pò retrò, una serie di circa venti dipinti pubblicitari genera una confusione di immagini tra cui spicca il brand. Magic? No! It’s Nasellini.

Jakub Julian Ziolkowski - Nasellini, MAN, Nuoro, 2017 - Installation view

Jakub Julian Ziolkowski – Nasellini, MAN, Nuoro, 2017 – Installation view

Tra i continui rimandi pubblicitari, una insospettabile semiotica del marketing maschera un fine omaggio alla terra sarda. Il muro di scatoloni ha la rara compostezza dell’opera isodoma e quell’accenno di tholos tipico delle costruzioni nuragiche; la stessa tecnica scatolare costruisce uno dei famosi giganti sardi a cui fa sarcasticamente eco una silhouette alta due metri o più; due schermi passano filmati girati tra il nuorese e le coste sarde descrivendone compostamente l’attaccamento dei suoi residenti e concludendosi in una vera e propria sigla (che è un po’ litania) dei Nasellini. I prototipi, del singolo pezzo e della scatola, sono tanto importanti da stare su piedistalli, mentre una strana atmosfera da trattoria smorza l’algida disposizione da galleria.

Nel giustificare la domanda precedente e nel ridurre la distanza tra tradizione e sperimentazione, è sicuramente complice il forte carattere pittorico dell’esposizione: l’uso della tecnica ‘per eccellenza’ gioca il ruolo fondamentale nella accettazione dell’azzardo. Ma è soprattutto vero, ed è il caso di Ziolkowski–Sardegna (o di altre proposte del MAN da Ettore Favini a Roman Signer, per esempio), che cultura rilegge cultura. Riuscito o meno l’esperimento, prediligiamo quei luoghi in cui la produzione è site-specific creando sinergie potenti; proponiamo i risultati di queste ricerca negli spazi periferici: dove l’occhio può essere addomesticato sui contenuti oltreché sulle tecniche; puntiamo alla qualità non dimenticando gli sforzi già fatti.

Con la speranza che il MAN possa crescere ancor più di quanto ha già fatto.

Jakub Julian Ziolkowski - Nasellini, MAN, Nuoro, 2017 - Installation view

Jakub Julian Ziolkowski – Nasellini, MAN, Nuoro, 2017 – Installation view

Jakub Julian Ziolkowski - Nasellini, MAN, Nuoro, 2017 - Installation view

Jakub Julian Ziolkowski – Nasellini, MAN, Nuoro, 2017 – Installation view