La nona edizione del bando Italian Council 2019/2020, con un budget di 2.000.000 euro, finanzierà la realizzazione dei progetti per l’incremento delle collezioni pubbliche, la promozione internazionale di artisti, curatori e critici e lo sviluppo di talenti italiani.
Nel concludere questo excursus in tre puntate dedicato ai vincitori dell’ottava edizione del bando – Margherita Morgantin, The Cool Couple, Jacopo Miliani, Stefano Boccalini, Céline Condorelli, Aldo Giannotti -auguriamo buona fortuna a tutti gli artisti, curatori, critici e ricercatori che hanno applicato per la nuova edizione.
Di seguito le sintesi dei progetti di  Gea Casolaro, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini e del collettivo  Zapruder.

Gea Casolaro

Con il progetto Mare Magnum Nostrum Gea Casolaro vince l’ottava edizione dell’Italian Counci. Mare Magnum Nostrum curato da Leonardo Regano è un progetto di arte partecipativa che racconta il Mar Mediterraneo grazie alla collaborazione del pubblico, invitato ad inviare foto della vita quotidiana che si svolge sulle coste del Mediterraneo. Attraverso il coinvolgimento di diverse istituzioni e organizzazioni internazionali, saranno inviate diverse comunità e persone a caricare online le proprie foto, scattate in qualunque nazione, località, epoca e stagione. Le foto entreranno a far parte integrante dell’opera, composta da un’installazione e un sito internet che accompagnerà l’intero progetto: un archivio online in continua espansione, progettato per arricchirsi di immagini e di diversi punti di vista. Verrà così sviluppata una cartografia rizomatica fatta di storie che si intrecceranno su questo mare, da sempre fonte di scambi di civiltà – vero bacino comune che condividiamo e che ci unisce – con l’intento di abolire il pensiero “noi su questa sponda e loro sull’altra”: non una frontiera tra popoli, ma un universo che ci comprende.
Il progetto è presentato dalla Direzione Regionale Musei dell’Emilia-Romagna e nel 2021 entrerà a far parte della collezione permanente del Museo Nazionale di Ravenna.

Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini 

The wall between us fills my heart with intolerable grief è il progetto di  Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini vincitore dell’Italian Council dell’Ambito n.1, dedicato al finanziamento della  produzione di nuove opere che andranno a incrementare le collezioni pubbliche. Quest’opera mira a far conoscere alcune conseguenze della guerra fredda in Germania, attraverso la recente storia di Berlino e della comunità vietnamita che vive in città.
La Germania divisa ha scisso i migranti vietnamiti in due distinti gruppi:  da un lato coloro che lasciarono il paese alla fine della guerra del Vietnam in fuga dal regime comunista, noti come “boat people”; dall’altro lato tutti coloro che furono invitati a lavorare nella DDR:  ingegneri, progettisti e lavoratori qualificati. A trent’anni dopo la caduta del Muro, le differenze tra i due gruppi rimangono.
Il progetto si sviluppa attraverso diversi criteri di ricerca, dallo studio di fonti storiche alla registrazione di esperienze dirette che saranno raccolte in una serie di workshop, organizzati in collaborazione con l’archivio Colonial Neighbours di SAVVY Contemporary e con il coinvolgimento delle comunità vietnamite. Alla fine di ogni workshop gli artisti produrranno una serie di opere – disegni, collage e oggetti ricamati – che parleranno di esperienze trans-generazionali e della scrittura collettiva di una storia nel presente. Questi oggetti, insieme alla documentazione raccolta, entreranno a far parte della mostra, rendendo il progetto espositivo di Colonial Neighbours, un work in progress in continuo cambiamento, infine saranno donati ai partecipanti del workshop.  Il progetto prevede anche la composizione di un brano musicale e della realizzazione di un volume che racconti l’intero processo di ricerca.  

Zapruder
Zapruder

Zapruder  il collettivo di Roncofreddo, con la regia di Nadia Ranocchi e David Zamagni si aggiudica la vittoria con Allegoria della felicità pubblica un progetto che coniuga arti figurative, performative e cinematografiche e che si articolata in tre episodi: Anubi IIIAnubi is not a dog e  Allegory. In un’intervista rilasciata lo scorso luglio al Corriere Romagna il collettivo dichiara: «Allegoria della felicità pubblica, si articola in tre diversi set cinematografici aperti al pubblico […] Per realizzarle Anubi III  siamo andati alla ricerca di ciò che resta del suo mito oggi, aggiornando le fatiche al nostro tempo. Il risultato è un film di reperti archeologici estratti dal presente. Più che un film è un iperfilm, dalla struttura cumulativa e combinatoria, una macchina per moltiplicare le narrazioni, organizzato in 12 inizi che sviluppano nei modi più diversi un nucleo comune. Quello di Ercole è un cammino iniziatico che egli deve percorrere per tappe, nemmeno a lui vengono concesse scorciatoie e solo dopo aver affrontato tutti i mostri egli conquisterà il suo posto nell’Olimpo». ll progetto è stato presentato da Santarcangelo Festival in collaborazione con Xing ed altri partner internazionali tra cui Kunstraum Walcheturm e Rencontres Internationales Paris Berlin.