Stefano Boccalini

Manca poco allo scadere della chiusura del bando Italian Council 2020, le candidature, infatti, dovranno pervenire entro le ore 16.00 del 30 settembre 2020. Questa nona edizione del bando, con un budget di 2.000.000 euro, finanzierà la realizzazione dei progetti per l’incremento delle collezioni pubbliche, la promozione internazionale di artisti, curatori e critici e lo sviluppo di talenti italiani. La novità di questa edizione è la Sezione VIII dedicata esclusivamente a finanziare borse di studio per il sostegno della ricerca di artisti, curatori e critici d’arte, del valore massimo di 18.000 euro, inoltre proprio coloro che applicheranno in questa sezione, saranno esenti dal dichiarare di poter sostenere il 20% dei costi del progetto.
Sicuramente quest’anno per la scarsità di altre risorse e la criticità del momento storico e nazionale il bando sarà preso letteralmente d’assalto. Forse è utile, al fine di aiutare gli artisti, i ricercatori e curatori a concludere la stesura dell’application, ripercorrere ed esplorare, seppur brevemente i progetti vincitori della scorsa edizione.

Nello specifico le tre puntate che dedicheremo all’ Italian Council racconteranno di quei nove progetti vincitori dell’Ambito n.1, quello dedicato al finanziamento della  produzione di nuove opere  che andranno a incrementare le collezioni pubbliche.
Gli artisti e collettivi che si sono aggiudicati il finanziamento sono: Stefano Boccalini,  Céline Condorelli,  Aldo Giannotti, Jacopo Miliani, Ottonella Mocellin, Nicola Pellegrini, Margherita Morgantin, Gea Casolaro, The Cool Couple e ZAPRUDER.


La ragione nelle mani è il progetto dell’artista Stefano Boccalini che si struttura a partire da una ricerca che l’artista ha attivato da alcuni anni in Val Camonica. Attento ai temi sociali e agli aspetti antropologici dei contesti in cui opera, l’artista ha tessuto con la Valle una relazione intima, che gli ha permesso di entrare in contatto con un network di artigiani locali. In particolare la sua attenzione ricade su alcune pratiche artigianali che oggi assumono una forma quasi domestica, che non sono più in grado di creare economie significative e che inevitabilmente rischiano di scomparire, tecniche come la tessitura dei Pezzotti (tappeti), il ricamo, l’intreccio e l’intaglio del legno. Attraverso una serie di workshop ideativi e produttivi, verranno individuate e poi realizzate collettivamente opere che metteranno in scena una serie di parole intraducibili che parlano del rapporto tra la natura l’uomo e il suo rapporto con il contesto che abita.
Il progetto è statopresentato da Comunità Montana di Valle Camonica in collaborazione con ART for THE WORLD EUROPA e con importanti partner culturali: Musée Maison – Tavel-Musée d’Histoire (Ginevra – Svizzera), Art House (Scutari – Albania), Sandefjord Kunstforening (Sandefjord – Norvegia), Fondazione Pistoletto Onlus, Accademia Belle Arti Bologna e MA*GA – Museo Arte Gallarate.

Céline Condorelli, Tools for Imagination (détail) 2019 © Frac Lorraine

Tools for Imagination è invece il progetto che realizzerà Céline Condorelli. Si tratta un’opera articolata che ruota attorno alla  riflessione del concetto di tempo liberoAttraverso la produzione di opere, talks e materiali di studio. Il progetto evidenzierà come la storia del lavoro (tempo produttivo) rispecchia perfettamente la storia del tempo libero (tempo “improduttivo”), generando un paradosso su cosa produce un museo, istituzione che, per eccellenza, nasce come espressione del tempo liberato dalle ore di lavoro. L’opera finale consisterà in un’installazione composta da quattro elementi differenti – una scultura, una seduta, un pavimento e un film realizzato in collaborazione con l’artista inglese Ben Rivers – prodotti singolarmente in occasione delle mostre internazionali che verranno realizzate nel corso dell’anno presso la sede dei partner di progetto. Ogni opera si relazionerà con lo spazio che la ospita di volta in volta affrontando un aspetto specifico del tema proposto mentre l’installazione finale che raggrupperà tutte le opere precedentemente prodotte nella forma di un playground. Il progetto prevede anche alcuni momenti pubblici destinati all’approfondimento teorico come avvenuto nel caso della conversazione con Maurizio Lazzarato tenutasi presso il FRAC Lorraine. Infine è prevista una  pubblicazione finale, compendio di saggi e immagini, che sarà realizzata con Archive Books (Berlino, Germania).
Tools for Imagination è un’operaprodotta da Ramdom (Italia) in collaborazione con FRAC Lorraine, Metz (Francia); Tenerife Espacio de Las Artes, Tenerife (Spagna); Muzeum Sztuki, Lodz (Polonia); South London Gallery, London (UK) and MACRO (Italia).

The Museum Score è progetto con cui  Aldo Giannotti si è aggiudicato il bando.
Si tratta di un’opera perfomativa che vedrà come suoi agenti e attori  proprio coloro che al museo ci lavoro ogni giorno, trasformandosi da personale del museo a opera stessa dell’istituzione, e facendo si che il museo stesso diventi scenario e  spazio di interscambio di ruoli e relazioni. Questo progetto ha l’ambizione di reinventare alcuni aspetti e spazi del museo, così come l’esperienza museale stessa, con le sue convenzioni sociali intrinseche e  con le sue impostazioni e imposizioni comportamentali, interferendo con l’insieme di regole sociali e fisiche note nell’ambiente istituzionale. Questo perché regole sono definite dall’istituzione stessa e sono poi mediate ai visitatori attraverso le regole di comportamento. Con  The Museum Score  l’artista vuole mettere in gioco tali regole. Il progetto è  presentato dall’Istituzione Bologna Musei – MAMbo ed è  destinato al MACRO di Roma.

Aldo Giannotti