Agrupaciòn Senor Serrano – Birdie © Pasqual Gorriz

Torna a Forlì, dal 30 maggio al 2 giugno, Ipercorpo Festival internazionale delle arti dal vivo curato da Città di Ebla sotto la direzione artistica di Mara Serina e Claudio Angelini con la collaborazione di Valentina Bravetti (sezione teatro e danza), di Davide Ferri con l’assistenza curatoriale di Francesca Bertazzoni (sezione arte) e di Davide Fabbri ed Elisa Gandini (sezione musica). L’evento esce quest’anno dalle mura dell’Ex deposito ATR per portare nei luoghi del centro città un programma artistico che conferma il proprio respiro internazionale e rivolto quest’anno all’esplorazione della pratica quotidiana, una qualità del fare legata alla ripetizione, alla costanza. Teatro, danza e video danza, arti visive, musica e laboratori porteranno il pubblico a scoprire, e riscoprire, attraverso le relazioni, l’ambiente circostante.

Si comincia il 30 maggio con lo spettacolo di Claudia Castellucci / Socìetas, “Il trattamento delle Onde” e con “Generazione gLocale”, spettacolo interattivo di ZONA K, un format che coinvolge un gruppo di adolescenti nella creazione di drammaturgie locali interamente dedicate al confronto tra generazioni. Dopo la tappa bolognese arriva a Forlì “Midnight Snack” la performance notturna di Silvia Costa e Claudio Rocchetti ispirata alla poetica di Amelia Rosselli. Scaletta internazionale per la serata di sabato con “Contigo” creato dal coreografo Rui Horta e dall’acrobata Joao Paulo Dos Santos, e Agrupación Señor Serrano, compagnia di Barcellona che usa la ricchezza di strumenti innovativi e vintage per estendere i limiti del proprio teatro con “Birdie”. Novità di questa edizione è la sezione Family alla quale è dedicata l’ultima giornata di festival. Si conferma invece lo spazio dedicato alle arti visive con un progetto dal titolo “La pratica quotidiana” curato da Davide Ferri e che quest’anno ospiterà, negli spazi dell’Oratorio di San Sebastiano le opere site specific di Federico Pietrella, Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra, Gabriele Picco, Marta Mancini, e l’installazione di Bekhbaatar Enkhtur. Cerca di rispondere a «Cosa si nasconde nelle pieghe del tempo ordinario, come appropriarsi del suono che ci circonda senza armarlo, consentendo inopinatamente che fluisca dentro di noi, ma che non sosti? Quale regola darsi per costruire, ancora una volta, una nuova esperienza d’ascolto?» la proposta musicale che si articola nella Chiesa di San Giacomo tra tre concerti live ed una proposta d’ascolto: Pierlberto Valli, Laura Agnusdei, Andrea Belfi e l’inedito progetto “Audiario”.

Claudia Castellucci / Societas_Il trattamento delle Onde © Societas
COORPI_La danza in 1 minuto

La XVI edizione di Ipercorpo si svolgerà a Forlì dal 30 maggio al 2 giugno con appuntamenti anche l’8 e il 16 giugno. Quali sono le novità di quest’anno e come è cambiato il festival nel corso degli anni?

L’avventura di Ipercorpo inizia nel 2006, a Roma, grazie al coinvolgimento dei Santasangre, che volevano riunire alcuni gruppi della nuova scena italiana con una forte vocazione alla ricerca. Oltre a noi, Città di Ebla, a Kollatino Underground c’erano gruppo nanou, Cosmesi e Offouro. L’idea era quella di un festival pronto a evolversi, a trasformarsi, a seconda della compagnia che lo avrebbe organizzato. Con determinazione noi portiamo avanti quell’esperienza ancora oggi.

Tra le novità di quest’anno mi preme porre l’attenzione sull’iniziativa Ipercorpo Family, che è pensata come una grande festa che si svolgerà domenica 2 giugno, al pomeriggio. Inoltre, stiamo dando importanza anche a percorsi partecipativi che coinvolgono adolescenti migranti di seconda generazione, con installazioni e interazioni con i bambini nei quartieri in cui il festival avviene, piuttosto che esplorazioni cittadine con derive psicogeografiche, grazie al nostro partner spazi indecisi, che si occupa di rigenerazione urbana. Il festival coinvolge da anni sei curatori impegnati nei loro rispettivi ambiti di competenza. Un aspetto degno di nota, non solo in Italia. Per il teatro e la danza ci siamo io e Mara Serina con la collaborazione di Valentina Bravetti; per l’arte c’è Davide Ferri con l’assistenza curatoriale di Francesca Bertazzoni; per la musica ci sono Davide Fabbri ed Elisa Gandini.

Nel corso degli anni Ipercorpo ha confermato un respiro internazionale portando a Forlì artisti e compagnie da tutto il mondo…

Il festival è divenuto un crocevia delle arti dal vivo con una presenza di operatori internazionali da varie parti d’Europa. Parliamo di piccoli numeri perché piccole sono le possibilità economiche che abbiamo, ma il respiro internazionale è una componente imprescindibile del festival.

Il festival esce quest’anno dagli spazi dell’Ex deposito ATR per diffondersi in luoghi storici del centro città quali la Chiesa di San Giacomo e l’Oratorio di San Sebastiano…

Ipercorpo ha sempre avuto una natura cangiante rispetto ai luoghi. EXATR si sta finalmente avvicinando ai lavori di messa in sicurezza, questa interruzione non potrà che fare bene a nuove aperture di senso anche rispetto all’utilizzo degli spazi che per noi sono sempre stati anche un elemento linguistico oltre che fisico.

Joao Paulo Dos Santos/ O Ultimo Momento _Contigo
Eblae Urbis Forum – ph. Gianluca Camporesi

Ipercorpo 2019 esplora “la pratica quotidiana” in quanto ripetizione e costanza, strumento di scoperta basato sulle relazioni.  Come si sviluppa questa ricerca all’interno della programmazione?

Molti laboratori, Muta Imago, gruppo nanou, Teatro Akropolis, Zona K, Cantieri danza. Ascolti musicali in condizioni protette, non musica di sottofondo per il dopo spettacolo, Belfi, Agusdei, Valli; artisti che sarà possibile vedere direttamente al lavoro, come Federico Pietrella, Bekhbaatar Enkhtur, Marta Mancini, Gabriele Picco, Nazzarena Poli Maramotti, Alessandro Sarra.

In questo contesto anche le arti visive, alle quali è dedicata la sezione curata da Davide Ferri, creano uno spazio di lavoro in costante evoluzione all’interno del quale il pubblico è invitato ad una lunga e reiterata frequentazione….

Sì, un elemento a cui teniamo molto e che ci riporta in una dimensione performativa è accogliere in pubblico in mostra e trovare sempre il curatore o i suoi assistenti pronti a raccontare il lavoro e a creare una narrazione su ciò che avviene e su ciò che si espone. Un modo importante di avvicinare all’arte contemporanea tutto il pubblico.

Sulla relazione si basano anche i laboratori che di Città di Ebla organizza nel corso dell’anno e dei quali Ipercorpo è spesso il palcoscenico di restituzione…

Abbiamo altri appuntamenti che vogliamo sviluppare, come i “simposi in cantina”, il cui tema riprende il titolo del festival, e percorsi di patrimonializzazione come il ripristino di due storici murales cileni eseguiti con scuole superiori. Pensiamo all’arte dal vivo in maniera sempre più sfuocata. Nel tempo mi sto chiarendo sempre meglio il motivo di aver voluto che la parole Ebla fosse preceduta dalla parola Città.

Programma completo disponibile su http://www.ipercorpo.it/e/ipercorpo-2019-la-pratica-quotidiana/

Silvia Costa/Claudio Rocchetti_MIDNIGHT SNACK
Bekhbaatar Enkhtur, senza titolo, 2018, argilla e materiali trovati, misure variabili (particolare)
Gabriele Picco, People I don’t like, 2008, inchiostro biro su carta, cm 29×21
Nazzarena Poli Maramotti, Un papa, 2012, olio su carta, cm 60×42