#IORESTOACASA di Anto Milotta a Villa Croce

Villa Croce a Genova ospita e acquisisce uno dei progetti vincitori di Cantica21
21 Gennaio 2022

Testo di Arianna Maestrale —

A cura di Michela Murialdo, ha inaugurato l’11 dicembre in occasione della 17° Giornata del Contemporaneo #IORESTOACASA, un progetto dell’artista Anto Milotta in collaborazione con Arianna Spanò. L’opera è entrata all’’interno delle pubbliche collezioni del Museo d’Arte Contemporanea di Genova in quanto progetto vincitore di “Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere” — Sezione Over 35 promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Siamo a Genova, nel quartiere di San Fruttuoso, dove nel 1906 l’ingegnere Ernesto Umberto Martini acquistò da Evan Mackenzie una delle quattro ville private che aveva fatto costruire dall’architetto Gino Coppedè: oggi, dopo un passaggio di proprietà, quella villa è la casa di famiglia degli artisti. Qui a San Fruttuoso, vicino al Santuario della Madonna del Monte, la villa costruita da Coppedè è ancora straripante di oggetti ed effetti della famiglia che l’ha abitata, il lockdown del 2020 è stato attivatore di un’immersione totale nella storia e nelle storie che vi sono state scritte all’interno.

Gli artisti aspettavano da diversi anni l’occasione di studiare e catalogare l’immenso archivio di documenti, lettere, appunti, e fotografie che hanno trovato nella loro abitazione, proprio come i precedenti inquilini l’avevano lasciato; ed ecco nascere inaspettatamente l’opportunità con l’arrivo del confinamento forzato nelle proprie abitazioni del primo lockdown, da qui il titolo #IORESTOACASA. 

In mostra si trova la restituzione di un lavoro monumentale di ricostruzione dell’albero genealogico, dei movimenti e delle attività di una famiglia che non si è contraddistinta nella storia per alcun riconoscimento pubblico. Una famiglia comune, con le difficoltà, le gioie e i disturbi che contraddistinguono qualsiasi nucleo familiare, ed è proprio questo l’oggetto di interesse scrupoloso e quasi maniacale degli artisti, in quanto l’unico motivo che li unisce indissolubilmente è la villa in cui abitano.

Si tratta di un lavoro di ricerca e approfondimento incredibilmente vasto, una sorta di etnografia non legittimata che è finita per diventare una storia che gli artisti hanno portato nelle loro stesse vite, al punto da non sentirsi più voyer di esistenze altrui, ma riconoscere nell’intimità di quei volti e quei nomi di fotografie e documenti, la loro stessa intimità. 

Una restituzione che non è e non può essere scientifica, ma è sensibilmente poetica e mette in luce più il processo che il risultato della lunga ricerca effettuata. Pone l’attenzione su alcuni aspetti dell’archivistica e lascia spazio a una perplessità sui metodi odierni di archiviazione e catalogazione, confrontando continuamente analogico e digitale, dato reale e interpretazione.

L’inevitabilità del punto di vista seppure sempre in movimento e sfaccettato è bene espressa, soprattutto nella video installazione. Con #IORESTOACASA, gli artisti abbandonano apertamente la pretesa dell’oggettività per calarsi in un viaggio nel tempo che ripercorre le tappe di una storia comune ma, forse proprio per questo motivo, complessissima e affascinante.

#IORESTOACASA | Anto Milotta in collaborazione con Arianna Spanò
a cura di Michela Murialdo
Fino al 13 febbraio 2022
Museo di Arte Contemporanea Villa Croce 
Via Jacopo Ruffini 3, Genova

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