Joan Jonas,    Light Time Tales,   2014,    Installation views Fondazione HangarBicocca,   Milan,    Photo by Agostino Osio,    Courtesy Fondazione HangarBicocca,   Milan

Joan Jonas, Light Time Tales, 2014, Installation views Fondazione HangarBicocca, Milan, Photo by Agostino Osio, Courtesy Fondazione HangarBicocca, Milan

Stasera Giovedi 4 Dicembre alle 21.00 all’ Hangar Bicocca gli Invernomuto (Simone Trabucchi e Simone Bertuzzi) realizzeranno un “Sonic Journey” all’interno di Light Time Tales, un viaggio sonoro attraverso il panorama culturale e musicale che ha influenzato il lavoro di Joan Jonas.

Segnaliamo inoltre che il 9 Dicembre Invernomuto inaugureranno il primo episodio di Triennale Live, un progetto di ricerca dedicato all’Archivio della Triennale di Milano che prevede la presentazione al pubblico di una selezione di documenti d’archivio sotto forma di installazioni, mostre, azioni performative, lezioni e conversazioni.

Il loro progetto, dal titolo Anabasis articulata, è un’installazione liberamente ispirata ad un insieme di disegni e fotografie di architettura d’interni pubblicati nel catalogo della Mostra dell’Attrezzatura Coloniale, realizzata nel 1940 per la VII Triennale di Milano, per dare forma a un ambiente poetico, letterario, carico di attesa, stretto tra l’interno dell’istituzione e il giardino che la circonda.

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? CS Triennale LIVE – Invernomuto

Abbiamo fatto qualche domanda agli Invernomuto sul loro Sonic Journey all’Hangar Bicocca.

ATP: In cosa consisterà il vostro Sonic Journey?

Invernomuto: E’ una sorta di programma radiofonico. Abbiamo costruito una playlist e faremo una breve presentazione dei brani a cui seguirà l’ascolto – ipoteticamente integrale. E’ molto simile ad un talk, ma tenteremo di essere il meno accademici possibile; l’approccio è quello di due artisti ossessionati da certe storie e sonorità, che in questo contesto condivideremo pubblicamente.

ATP: Che approccio avete seguito per realizzarlo? Avete preso come riferimento o ispirazione un particolare lavoro di Joan Jonas?

Invernomuto: Più che un lavoro in particolare abbiamo ripercorso la carriera di Joan Jonas e ci siamo soffermati su alcuni musicisti, amici, artisti e ambiti che hanno attraversato la sua ampia ricerca. Abbiamo incontrato Joan Jonas a Como nel 2007 per il CSAV della Fondazione Ratti ed è stato un modo molto morbido di conoscerla; un mattino abbiamo ballato insieme a Joan e a tutti gli altri partecipanti alla Chiesa di San Francesco (sede del corso in quegli anni) su una selezione roots reggae compilata da Dj Spooky. Poi ad una cena comparve un losco e bizzarro personaggio che attirò la nostra attenzione, era un amico di Joan, dopo qualche minuto (e qualche calice di cognac) abbiamo capito che si trattava di Charlemagne Palestine.

ATP: La musica è parte fondamentale della vostra ricerca. Trovate ci siano dei punti comuni tra i vostri interessi e la scena culturale e musicale che ha influenzato il lavoro di Joan Jonas?

Invernomuto: Sì, ci sono molti protagonisti di quella scena – peraltro allargata non solo al contesto USA, per quanto ci riguarda – che abbiamo ascoltato e studiato molto, soprattutto durante le fasi più formative e embrionali di Invernomuto. Non crediamo si possano individuare degli elementi diretti in quello che facciamo, ma certamente l’attitudine, il clima, di quel momento storico, ci hanno travolti. Per fortuna non siamo gli unici.

Intervista di Matteo Mottin

hangarbicocca.org

Invernomuto's self portrait in front of their house photo,   2005,   courtesy: the artists

Invernomuto’s self portrait in front of their house photo, 2005, courtesy: the artists