• Maria Morganti, San Lorenzo, olio e grafite su carta, 46x31, 2015
  • Drawings from Lightning
  • Drawings from Lightning
  • Ph Alessandro Di Giampietro - Untitled 2 - from the series Lightning Portraits, 2015
  • Laura Santamaria, Vesta nerofumo e inchiostro su carta, 42x30, 2013
  • Drawings from Lightning
  • Daniele Girardi, Dspark, 2015 flint stone and magnesium on paper, 42 x 29,7 cm

Il libro è stato presentato lo scorso mese presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano, il 22 dicembre è uscito dai confini italiani per approdare a Lugano da Choisi – One at the Time a Lugano, e  presto sarà presentato a Londra presso il Madeinbritaly.

Simona Squadrito: Drawings from Lightning è il nome del progetto che hai avviato e che ha coinvolto una trentina di artisti, da te invitati, a produrre un’immagine ispirata all’Upward Positive Leaders, un particolare fenomeno naturale, usato in questo caso come metafora sull’arte e sul lavoro dell’artista. Perché hai scelto il fulmine? 

Laura Santamaria: Il fulmine è la lampada con cui Aladino, prima del Genio, vede riflesso se stesso: un simbolo con cui scoprire con quale probabilità un’idea romantica trova il proprio svolgimento nel reale.
Durante l’epoca del Romanticismo, diversi aspetti della natura vengono interrogati come specchi della consapevolezza umana poiché considerati in grado di portare alla luce pensieri e riflessioni sulla propria condizione esistenziale. “Upward Positive Leaders” è il nome di un raro fenomeno naturale: si tratta di fulmini “al contrario”, che si diramano dalla terra verso il cielo, all’opposto di come siamo abituati a vederli, in altre parole dal cielo verso la terra. È un fenomeno che ci sorprende con un’inedita visione: quella dell’inaspettato. Nell’iconografia dell’arte il fulmine è un elemento tra i meno comuni, seppur presente già nelle società arcaiche. Il fulmine è certamente un elemento tra i più radicali della cosmogonia di concezione primitiva, un vero protagonista dei primi dialoghi tra l’umanità e il creato.
Upward Positive Leaders mi è quindi sembrata la metafora più adatta su cui predisporre un territorio comune di immaginazioni e interpretazioni per gli autori e per il pubblico.
Il fulmine è un disegno, un canale di luce ed energia che ci unisce al Cosmo, un contrappunto metafisico che fa parte di una visione spirituale dell’arte.
Gli artisti invitati a partecipare alla realizzazione di questo progetto hanno aderito attraverso dei disegni che sono l’espressione della coerenza e del desiderio nel voler collocare al centro del panorama dell’arte contemporanea questa posizione, rinnovandola con una forma che è una testimonianza concreta.

S.S:  Perché hai deciso di dar forma a questo progetto corale attraverso un libro d’artista?

L.S: Il libro d’artista è una modalità operativa che permette all’opera d’arte di essere disponibile al pubblico attraverso il tempo. La sua fruizione, infatti, è lenta, durevole e personale. Un libro ha una vita propria, e, come sappiamo, è un’opera capace di spingersi oltre l’epoca in cui è stata pubblicata.
La produzione di questo libro è iniziata grazie alla più attuale forma di raccolta fondi – il crowdfunding – mentre la sua concezione ha un’origine più antica. Mi sono ispirata all’esempio dato nel Seicento, l’epoca della riforma, periodo in cui divennero molto popolari le raccolte di stampe, che diffusero in tutto il continente europeo le opere di noti autori rendendole alla portata di tutti. Alla base di questi due processi – ideazione e produzione – c’è la volontà di democratizzazione dell’arte, che considero necessaria e parte di un andamento generale che si legge in modo inequivocabile nel successo che in molti paesi ha questo tipo di prodotto.
I libri d’artista hanno infatti la forza di raggiungere un pubblico ampio, in una visione non esclusiva e non elitaria  della cultura. All’estero queste produzioni sono più popolari e più accessibili, e rispondono alla richiesta di un pubblico in crescita.
La mia idea è di presentare una collezione di opere che consenta di recuperare – almeno in parte – il terreno perduto nei confronti di quella parte di pubblico che prova interesse per l’arte, ma che non è agevolata nell’incontro con le ricerche più attuali. Il libro d’artista, quindi, è un modo per assottigliare le distanze e attivare un dialogo.

Drawings from Lightning

Drawings from Lightning

S.S:  Parlami in concreto di questo libro e delle scelte dei materiali che hai utilizzato per produrlo.

L.S: “Drawings from Lightning” è una raccolta di disegni fatta nell’epoca del digitale, per questo motivo ho scelto la via di una realizzazione sensuale, in cui la carta è messa in primo piano. Grazie a Gruppo Cordenons, il nostro sponsor, ho potuto impiegare la “Modigliani” 200 grammi: una carta naturale, molto calda, che restituisce al tatto la percezione e la resa visiva della carta da disegno, al punto da creare una riuscita armonica con le opere originali, rese perfettamente nelle singole stampe Offset. Drawings from Lightning è una collezione di disegni che rivela l’essenzialità e il pensiero da cui molto spesso vengono generate le opere, un’occasione unica che ci permette di condividere l’aspetto meno esposto dell’origine. L’inizio che spesso scaturisce dalle riflessioni verso cui la pratica del disegno ci porta, un invito al cuore della dimensione intima del processo artistico.
Questo è il motivo della scelta della scala 1:1 delle riproduzioni, che restituisce la dimensione del gesto e dei mezzi con cui si opera nella loro proporzione reale, facilitandone quindi la lettura. Ai disegni si accostano, inoltre, una serie di “Lightning Portraits” in progress di Alessandro Di Giampietro scattati durante uno stage fotografico in cui gli artisti diventano soggetto delle fotografie, producendo un link tra l’autorialità dell’interpretazione del tema e la partecipata incarnazione estetica configurata durante le riprese.

S.S:  “Drawings from Lightning” è un progetto che avuto una lenta gestazione e dei tempi lunghi di produzione, mi racconti quando è iniziato e come si è sviluppato l’intero progetto?

L.S: “Drawings from Lightning” è un progetto nato nel 2013, un work in progress che ora si è formalizzato come libro. Un’opera compiuta composta da opere, che ha portato gli autori a confrontarsi con il contesto che si è generato durante lo sviluppo del progetto grazie alle interpretazioni autentiche scaturite dal tema, che tratta dell’essere artista. Un percorso imprevedibile che ha messo in luce le contraddizioni che abbiamo riscontrato nel ruolo di artista che l’epoca contemporanea profila per ognuno di noi. Abbiamo discusso insieme le necessità di ridefinire questo ruolo e soprattutto abbiamo sperimentato nuove modalità di operare, che hanno prodotto ad esempio lo slittamento, tra le scelte dettate dall’identità personale e quelle motivate da un intento collettivo.
Il risultato di questo processo produttivo ha avviato esplorazioni verso nuove possibilità, mettendo in discussione ogni singola scelta: dalla produzione alla presentazione, ammorbidendo l’individualismo verso cui siamo spinti per dare spazio alle priorità del progetto.
Dal mio punto di vista è stato interessante scoprire la necessità di confrontarsi, di creare una linea critica e infine curatoriale, che fosse in grado di rappresentare personalità tra loro così diverse, senza trascendere né compromettere la coerenza che ognuno ha dimostrato verso l’autenticità del proprio lavoro.

S.S: Come hai pensato di gestire la distribuzione e la sponsorizzazione del libro? 

L.S: “Drawings from Lightning”  è un libro d’artista in limited edition di sole 250 copie, ordinabile scrivendo alla mail drawingsfromlightning@gmail.com, ed è in primo luogo un progetto di veicolazione culturale, il cui intento è quello di creare un insieme di disegni che diano una visione rappresentativa dell’eclettismo del disegno contemporaneo italiano, diventando un riferimento per gli specialisti, per i neofiti del contemporaneo e per gli osservatori internazionali a cui viene offerta questa pubblicazione come riferimento di alcuni autori italiani. L’intento è di condividere questa pratica con un pubblico il più ampio possibile, affinché si avvicini agli autori in modo progressivo.  Questa pubblicazione è stata sostenuta, grazie al gentile supporto di appassionati amanti dell’arte e sponsor che hanno creduto nel progetto e che hanno ritenuto valida la prospettiva di creare un network attorno alla mia prima idea iniziale.
Interpretando il desiderio comune di artisti, partner e sponsor 31 copie saranno donate a centri culturali come musei, archivi, biblioteche, spazi pubblici e no-profit, in grado di offrire la pubblicazione alla consultazione di ricercatori, studenti e persone che ne hanno interesse, incrementando il patrimonio artistico collettivo.
La Fondazione Artphilein ha incluso una copia del libro nella propria collezione di libri d’artista, ed è anche il luogo predisposto alla prima distribuzione e il punto di riferimento per reperire le copie. Nel 2017 è prevista una seconda presentazione internazionale, dove debutteremo nel panorama londinese nello spazio della galleria d’arte applicata Madeinbritaly, un ponte dell’eccellenza italiana e britannica, occasione in cui è prevista anche la presentazione di opere inedite.

Enza Galantini, Am I a romantic person? grafite su carta, 42x29,7, 2014

Enza Galantini, Am I a romantic person? grafite su carta, 42×29,7, 2014

Michele Guido, robn 23.02.2011 01.12, 42x29,7, 2016

Michele Guido, robn 23.02.2011 01.12, 42×29,7, 2016