Matteo Rubbi

Santo Tolone
Santo Tolone
Riccardo Beretta
Meris Angioletti – Conversation Pieces, 2010
Progetto speciale per catalogo, © Rotofoto, Milano

Attore: Alberto Onifretti nella performance di Patrizio di Massimo

Luogo stupefacente per la mostra Low Dèco a cura di Alessandro Rabottini: Villa Necchi, gioiello architettonico del ‘900. Cinque gli artisti invitati a confrontarsi con questo ‘mostro sacro’ e intoccabile (non c’era nessuna opera all’interno se non la performance di Di Massimo). Prima opera, la più immateriale, Conversation Pieces di Meris Angioletti: un’opera sonora fruibile in cuffia che mi ha fatto immaginare quadri di Van Eyck e Rubens, ma anche Gruppo di famiglia in un interno di Visconti (ne consiglio la visione), in un accavallarsi di voci, situazioni, fonti letterarie e storiche. Surreale girovagare nel giardino delle Villa con un intarsio di racconti. Discrete ed eleganti le sculture in tubolare in ottone di Santo Tolone, che ha materializzato ombre in marmo e reso reali progetti per fontane mai realizzati da Portaluppi. Ho apprezzato meno gli intarsi di Riccardo Beretta Portoro. Penso che dipenda dal fatto che erano ‘attaccati’ al fusto degli alberi, per altro non avvicinabili (era proibito camminare sull’erbe). Il lavoro di Matteo Rubbi, L’Italia in cerchio, essendo un’opera da fruire giocando… non ho esattamente capito in cosa consiste. So, da comunicato, che ha coinvolto 17 amici, tra artisti e scrittori. L’opera forse più toccante ritengo sia quella di Patrizio Di Massimo, Fuga dal Disordine. Una performance appassionante, che mi ha fatto riflettere su un periodo, quello Fascista, da un punto di vista intimista e molto umano. L’attore professionista ha raccontato vicende e racconti di vita vissuta sovrapponendo vicende biografiche di personaggi come Margherita Sarfatti e Italo Balbo, legati al Fascismo e alla sua iniziale percezione come avanguardia politica che si è trasformata ben presto in regime totalitario. A chi non avesse ancora visto la mostra, consiglio di prenotare la visita guidata.

Photo Courtesy Andrea Balestrero