Testo di Gaspar Ozur —

Serpeggianti, suoni, forme all’apertura dell’immobile bell’époque di Rio Terà dei Pensieri. Un tintinnio alienante già dall’ingresso, ricoperto di tessuti Fortuny, è il preludio di un percorso verticale incentrato sui “gesti di tortura” che intimamente amiamo e propiniamo al nostro vivere di giorno in giorno: g. olmo stuppia e Giuseppe Di Liberto dialogano in una bi-personale complessa che apre per la prima volta il palazzetto di Rio Tèrà Santi Apostoli al pubblico.

g. olmo stuppia presenta un intervento sonoro immersivo e due opere site specific: un video a titolo Hiroshima dove una crasi di spirali uterine e bambini imbambolati dinanzi una televisione immaginaria riempiono uno schermo installato verticalmente e Brass, cinque elementi di ottone, finemente installati su tessuto Peroni nero assieme ad una lampada asportata dalla Casa sottostante.
Sì, perché la mostra si articola nel fatiscente vano scale, un elemento di “tortura architettonica” che l’artista ha voluto sottolineare con i brillanti ottoni fusi ad hoc per Insetticida Mon Amour. A fargli eco, dall’altana, una sagoma di un giovane uomo, agganciata come un autentico “torturato” dall’Inquisizione con ben quattro cinghie arancioni conficcate nelle estremità del corpo. Le cinghie partono dall’ultimo gradino del vano scale e si innestano come un’innaturale escrescenza dilatata dalla base delle sculture Brass di g. olmo stuppia fino ad agganciarsi alla fine dell’Altana estendendo il lattice fino allo stremo, l’opera “Sotto la vostra pelle, e voi lo sapete” colpisce con forza il visitatore audace che ha scalato la vetta. Consunzione, forza, emotività, una scultura oracolare quella concepita dal giovane artista siciliano Giuseppe Di Liberto per l’ambiente-casa di Insetticida Mon Amour. Un’intercapedine sulla generazione “pollicina” per dirla con l’ormai defunto Michel Serres. Una generazione avida di like e priva forse di critica ma carica di energie. Le cinghie emettono dei suoni agghiaccianti che provengono dal ventre della casa; mentre la serata lagunare si riempie di Prosecco, solfiti e sorrisi. Scendo, risalgo. Una Venezia insulare che vibra, che aggrega nonostante le forze di espulsione, che si tortura e che c’è, particella di atomo frattale, come le sculture vibranti del duo in mostra. Una Venezia delle case che si riaprono e non sarà l’ultima, una mostra da ascoltare e da lasciar penetrare profondamente: sotto la pelle, e voi lo sapete.

Giuseppe Di Liberto, Sotto la vostra pelle, e voi lo sapete, cinghie e tenditori a cricchetto. misure variabili e suono stereo, Insetticida Mon Amour, 2019
g. olmo stuppia, Brass Voices, 6 sculture in ottone 9x10x12cm, lampada anni 30, tessuti peroni, spazio e gessi accatastati come sfondo suono stereo, Insetticida Mon Amour, Venezia, 2019
Giuseppe Di Liberto, Sotto la vostra pelle, e voi lo sapete, lattice, cinghie e tenditori a cricchetto, suono stereo, 2019

Insetticida Mon Amour
Giuseppe Di Liberto, g. olmo stuppia
Fino al 31 luglio 2019
Curata da Martina Masini, Costanza Dal Mas, Chiara Bordin
Venezia, Rio Terà Santi Apostoli, Cannaregio 4659