Casey Kaplan – Frieze NY 19 – Matthew Ronay – photo Dawn Blackman

Si è appena conclusa Frieze New York, segmento della fiera che si svolge anche a Londra e a Los Angeles.
La sede fieristica della Grande Mela si trova a Randall’s Island Park, e la logistica per raggiungerla non è delle più semplici. A questo, una volta arrivati, si aggiunge la tropicale temperatura interna che non agevola l’osservazione degli stand e delle opere che in ogni caso rileviamo essere, complessivamente, non delle più alte né coraggiose.
Stilare la classifica dei “migliori stand” è un esercizio completamente arbitrario, questo l’assunto iniziale.
Detto ciò, in fiere in cui il quantitativo di gallerie partecipanti è alto, per un numero poi esorbitante di artisti esposti, la scelta è ricaduta sui booths a nostro parere più armonici o più “impressionanti”, nell’accezione fotografica del termine, ovvero qualcosa che rimane impresso, concentrati sulla presentazione di uno o al massimo due artisti.
Per chi, come me, di fiere ne vede parecchie, il “senso”, ammesso ne esista uno a parte la vendita, considerato che le occasioni espositive dovrebbero essere altre, può essere unicamente quello di organizzare operazioni visivamente impattanti o curare nel vero significato della parola gli spazi degli stand.
Ecco qui dunque la selezione dei nostri “TOP” —

Grooms, The Bus, 1995, mixed media construction, 116 7-8 x 266 1-8 x 109 7-8 in., 296.9 x 676 x 279.1 cm, NON 34.734_courtesy of the artist and Marlborough, New York and London_photoPierre Le Hors

Marlbourough | Red Grooms, “The Bus”, 1995
Iconica di questa edizione la scultura di Grooms, tecnica mista scala 1:1 di un Bus, dedicata alla stravaganza e alla frenesia New York.

PARAFIN | Tim Head
Pulito e armonico lo stand di Parafin che presenta caleidoscopici lavori di Tim Head, astrazioni artificiali di scorci ordinari.

Ingleby Gallery | Andrew Cranston
Tutti di piccola dimensione, spontanei e quasi diaristici i lavori esposti di Cranston. Uno stand che impone concentrazione e tempo per essere ammirato.

Casey Kaplan | Matthew Rodney
Divertenti, colorate, audaci: sono le sculture surreali di Rodney, tra astrazione modernista e oggetto rituale.

Ingleby Gallery – Frieze NY10 – Andrew Cranston
Installation view Jenny Holzer – Hauser&Wirth at Frieze New York 2019 – Jenny Holzer member Artists Rights Society ARS NY – Courtesy the artist and Hauser&Wirth Photo Thomas Barratt
AND NOW – JAMES COPE – Frieze NY19 – Olivia Erlanger – Courtesy of AND NOW



Waddington Custot | Robert Indiana, Robert Rauschenberg

Gioca sul sicuro, ma proprio per questo è indimenticabile il dialogo tra questi due pesi massimi della storia dell’arte presentati dalla galleria londinese.

AND NOW | Olivia Erlanger

Forse lo stand più irriverente di tutta la fiera, con code di sirena che spuntano dagli oblò delle lavatrici generando straniamento.

Galerìa Nora Fisch | Claudia Fontes
Realizzate in porcellana inglese, le sculture metamorfiche dell’artista argentina Claudia Fontes popolano questo stand rosato, riflettendo sull’idea di fragilità e trasformazione.

Stephen Friedman Gallery | Andreas Eriksson, Luis Zerbini

Doppia luminosa personale per questa galleria inglese, che presenta un artista svedese ed uno brasiliano in un dialogo pittorico sul mondo naturale che li appassiona entrambi.

Hauser&Wirth | Jenny Holzer

Anche il colosso americano punta sul sicuro, ma offrendo proprio per questo uno stand impeccabile dedicato alle parole di Jenny Holzer.

Nora Fisch Gallery – Frieze NY19 – Claudia Fontes
Stephen Friedman Gallery, London at Frieze New York 2019_ Courtesy Stephen Friedman Gallery, London_Photo by Mark Blower
Parafine – Frieze NY 2019 – Tim Head
Waddington Custot – Frieze NY19 – Robert Indiana and Rober Rauschenberg