Claudia Vitari, Le Città Invisibili La MASCHERA. Daniela. Foto: Janine Mapurunga. Modulo per installazione, dimensioni: 50x50x50 cm, materiali: ferro, vetro serigrafato, gesso, lampadina

Testo di Veronica Pillon —

Il vetro è un materiale fragile ma nello stesso tempo duro, trasparente ma anche opaco, imprevedibile e di complessa lavorazione. Al vetro e alle sue espressioni contemporanee è dedicato un festival, The Venice Glass Week, che raccoglie più di 180 iniziative tra Venezia, Murano e Mestre. Gli artisti si servono di questo materiale, e delle sue antichissime tecniche di lavorazione, per esprimere poetiche, per evidenziare particolari scelte estetiche e per riflettere sulla società odierna.

Il progetto di Claudia Virginia Vitari, “Le città invisibili – La Maschera”, selezionato dalla curatrice e storica dell’arte Rosa Barovier Mentasti tra i venti presenti nella mostra The Venice Glass Week HUB, riflette su chi vive ai margini della società. L’installazione è il risultato dell’incontro con lo staff di radio Nikosia, programma spagnolo preparato e diretto da persone affette da disturbi mentali. Dopo aver ascoltato le loro storie, aver annotato impressioni, citazioni, schizzi, l’artista le trasforma in lastre di vetro, contenute in box neri luminosi. Ogni box rappresenta una persona: un calco del volto viene inserito in una lastra, contenente disegni e citazioni letterarie e filosofiche che la identificano, e cristallizzato all’interno del vetro. Entrando all’interno dell’animo dell’individuo, Vitari utilizza un approccio di documentazione “grafica”, che richiama la catalogazione scientifica. I box vengono poi disposti a terra a gruppi di tre: all’interno di una sala in penombra, lo spettatore è invitato ad avvicinarsi e a scoprire ogni dettaglio contenuto nelle lastre. Il colore nero delle scatole si perde nell’oscurità della sala: spesso lo spettatore non si accorge di trovarsi di fronte al blocco e rischia di colpirlo, di sbatterci contro. La sfida mossa dall’insolita e provocatoria estetica invita ad andare oltre i limiti istituzionali imposti dalla società e ad entrare in contatto con il diverso.

Giorgio Vigna, Acque Solide Herbert Hamak · Giorgio Vigna 2019 installation view foto / photo Michele Alberto Sereni Studio la Città – Venezia
Giorgio Vigna Acque Astrali 2018 vetro di Murano / Murano glass 3 elementi / 3 elements 30 x 30 x 19 cm – 22 x 22 x 15 cm – 15 x 14 x 10 cm

Giorgio Vigna propone delle installazioni in cui l’elemento naturale e l’iterazione con lo spazio giocano un ruolo di vitale importanza. Studio la Città gli ha dedicato una bipersonale, a cura di Marco Meneguzzo, dal titolo Acque Solide: i lavori in vetro di Vigna dialogano con quelli di Herbert Hamak, opere in resina e pigmenti. Il filo conduttore è l’acqua e la capacità di saper lavorare la materia in maniera scultorea.

Acque Astrali presenta una serie di gocce d’acqua “solida”, realizzate a mano in vetro di Murano. Il richiamo sono le forme di vita primordiali, le bolle di schiuma, acqua intesa come origine della vita. Ad emergere è ciò che è nascosto, la possibilità di trasformazione della materia verso forme inedite, messo in evidenza da un incrocio tra elementi fisici, psichici e simbolici. L’installazione, a terra, dialoga con un altro gruppo di lavori, Acque: queste ciotole in rame sono riempite internamente da vetro di Murano molato a mano, generando un’anima liquida che mette in discussione il rapporto tra contenitore e contenuto. Il vetro lavorato nelle fornaci muranesi si solidifica davanti allo spettatore, in un ambiguo e repentino cambio di stato. Il gioco tra i primari elementi della natura – acqua, terra, fuoco, aria – si mostra attraverso il vetro, tramite per la scoperta di ciò che è invisibile agli occhi.

La capacità di lavorare la materia è al centro dell’opera di Laura de Santillana, protagonista della mostra Soffi. L’esposizione, realizzata da Cramum in collaborazione con Caterina Tognon, a cura di Sabino Maria Frassà, si concentra sul processo creativo e artistico. In dialogo con i gonfiabili in PVC di Franco Mazzucchelli, le opere in vetro soffiato di de Santillana ironizzano sul design contemporaneo. Lavori della serie Sgonfiati o Fedeli sovvertono la forma che il vetro assume non appena soffiato; vengono piegati, bucati, colati, in maniera imprevedibile e misteriosa. L’opera in vetro perde così la sua funzione, non è più oggetto, ma espressione di un vuoto da colmare e modellare. In tal senso, il processo creativo innestato dal soffio diviene esso stesso opera d’arte.

Maniche, 2016 di Laura de Santillana davanti a due opere di Franco Mazzucchelli, dal ciclo BD (Bieca Decorazione) del 2010 di Franco Mazzucchelli © Fulvio Morella

La riflessione sull’uso del vetro e l’ironia nei confronti della contemporaneità si esprime anche nei lavori di Václav Cigler e Michal Motyčka, duo artistico cecoslovacco. L’installazione Prisms and Cylinders è composta da una serie di prismi e cilindri in vetro ottico che giocano con lo spazio della galleria Caterina Tognon. Nato per necessità di carattere tecnologico e scientifico, il vetro ottico diviene ironicamente un materiale architettonico: Slanted Column è una colonna in vetro obliqua. L’uso del vetro e l’obliquità della colonna ne sovvertono la funzione architetturale, di sostegno e supporto. La disposizione dei prismi e cilindri ottici richiama, inoltre, il profilo e l’urbanistica di una città sovietica. La trasparenza del vetro e l’iterazione con la luce deformano lo spazio circostante, permettendo allo spettatore di immaginare e di visualizzare con occhio diverso il mondo che lo circonda.

“Il vetro è un materiale magico e in un certo senso spirituale” Václav Cigler

Acque Solide | Herbert Hamak & Giorgio Vigna
GAD – Giudecca Art District, Isola della Giudecca fino al 10 novembre 2019

Soffi | Franco Mazzucchelli & Laura de Santillana Studio Santillana, Giudecca 800 Q – fino al 24 novembre 2019

Prisms and Cylinders | Václav Cigler & Michal Motyčka Caterina Tognon, Ca’ Nova di Palazzo Treves – fino al 24 novembre 2019

Václav Cigler, Michal Motyčka Prisms-Horizontally II 2018 optical glass
 34 x 34 x 32 cm

Václav Cigler, Michal Motyčka Prisms-Entrance 2018 optical glass
 34 x 70 x 8 cm