Sarà il nuovo monumento per uno scatto ‘souvenir da Milano’?















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Piazza Affari, ore 11, 16 ottobre.
Non siamo in 4 gatti, siamo un centinaio di persone che aspettano Bonami Francesco. Arriva alle 11, 10, sorridente e rilassato. Microfono in mano: “Non sono qui per fare pubblicità a Maurizio, non ne ha bisogno. Semmai utilizzo io l’occasione per parlare del mio libro!”. Questo l’esordio di Bonami che ci racconta quello che a grandi linee sapevamo già: che l’opera di Cattelan è ambigua, sottilmente crudele (dita mozzate, donne crocifisse, bambini impiccati ecc). Nulla di nuovo, se non il fatto che, anche Bonami, difende questo grande monumento ‘già storico’. Ha dimensioni, materiali e concetto, ben solidi per far sì che questo monumento rispecchi quello che siamo: brava gente, furbetti e cinici.
Bonami, più che di dito medio alzato (anglosassone), parla di mano (saluto nazista) che ha subito una brutale violenza, interpretabile a seconda di dove la guardi… ecc ecc.
Insomma nulla di nuovo dal curatore della mostra, che si dilunga un pò – quel che basta – sulla mostra a Palazzo Reale. Alla fine, qualche domanda libera che, più che su Cattelan, verte sull’ultimo libro di Bonami ‘Dal Partenone al panettone’. L’ufficio stampa Mondadori, ha pensato di prendere la palla al balzo e allestire un angolino con tanto di libri impilati e prezzi ben in vista.
“A quale opera storica assocerebbe il ditone?” Bonami: “Ci devo pensare, ora non mi viene in mente nulla!”.
Mi avvio verso la mostra a Palazzo Reale. Una lunghissima ‘Fila Dalì’. Una freccetta solitaria indica la ‘Fila Cattelan': vuota.
In entrata cerco un opuscolo, non c’è nulla, nessuna fotocopia, neppure una pubblicazione a pagamento: si da per scontato che il pubblico ‘generico’, pagante 5 euro, sia abbastanza informato o acculturato per vedere una mostra d’arte contemporanea. Due grandi tabelloni portano la firma Finazzer Flory – che fa un panegirico sull’arte che mette in discussione il proprio tempo e si chiede se sono finite le ideologie nell’epoca della globalizzazione ecc. – e Francesco Bonami che inizia con un improbabile ‘Vangelo secondo Maurizio’, spiega come i tre lavori siano da considerare come una sorta rappresentazione sacra della Famiglia: Padre schiacciato dalle responsabilità – Nona Ora; Madre che si sacrifica per/al posto del figlio – Donna Crocifissa; Figlio incosciente dei dolori del mondo, sopra un cornicione suona la riscossa dell’umanità – Drummer Boy.
Con un toni tra il mistico e l’ironico, termina con: L.O.V.E, un’idea di amore pubblico e monumentale. Un eterno presente dona a noi Signore.
Insomma, Cattean è riuscito a trasformare tutto in una grande, grandissima farsa.
Entro in mostra. A parte le tre grandi installazioni, incorniciate dalle suggestive e magnificenti sale di Palazzo Reale, il lavoro che ho apprezzato di più – forse perchè mai visto prima – sono la
serie di ‘opere su carta’ I tre Quattelan (ed. Three Star Books) acquerellate del cinese Fu Site, che offrono un percorso visivo della produzione di Cattelan.