Mattia Bosco Nuove Sculture vista della installazione Galleria Federico Luger. Foto Antonio Maniscalco

Mattia Bosco Nuove Sculture vista della installazione a pavimento Galleria Federico Luger. Foto Antonio Maniscalco

Mattia Bosco Scultura 10, 2012 Marmo, 143 x 60 x 33 cm foto Antonio Maniscalco Courtesy Galleria Federico Luger

E’ introdotta da un’affascinante citazione la prima mostra personale di Mattia Bosco, alla galleria Federico Luger: “Il tempo grande scultore” di Marguerite Yourcenar. Natura e scorrere del tempo, dunque, sono gli ingredienti da cui l’artista è partito per dar vita alle sue opere scultoree. Ma prima di questi, anche e soprattutto dall’osservazione dei fenomeni naturali: il loto murare, farsi e disfarsi, ma anche l’aleatorietà delle forme e la loro indiscussa bellezza. L’artista ragiona sulla spontaneità delle escrescenze, sulla casualità della formazione dei colori e delle sfumature che si trovano nella materia marmorea tanto muta, quanto espressiva .

La serie di opere in mostra sono per lo più in marmo di diverso tipo, a parte una che è invece formata dall’accostamento tra legno e marmo. Quest’ultimo sembra ‘abbracciare o posarsi’ sopra il monolite di legno, tanto fragile quanto effimero.

Mattia Bosco riflette anche sul confine tra ‘formalità’ naturali e decisività umana: dove tagliare? dove unire? Dove il mio gusto interseca, segue o mortifica quello invece che ho trovato in natura? Cosa conservare? Cosa ridurre? Ogni scultura sembra contenere queste domande, la cui risposta si risolve e diventa tensione tra due sistemi tangenti ma divisibili: (ancora) natura e (sempre).

Le forme geometriche che l’artista interseca con la parte marmorea non lavorata, infatti, rivela e rispetta quanto quest’ultima non sia ‘sacrificabile e mai del tutto sostituibile da un progetto umano.” Regna ordine e caos, pefetto e imperfetto, uomo e natura.

Anche dove la forma scultorea diventa ambiente – la prima stanza d’accesso dello spazio espositivo – permane lo iato tra materia grezza e levigata, tra opaca e lucida, tra formale e informe. 

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