Giulio Catelli

Giulio Catelli

tornando indietro, andiamo avanti! almanacco lunare degli artisti – anno 2019 — opere su carta, componimenti poetici concessi dagli autori e testi selezionati dagli artisti sono proposti aleatoriamente in uscite mensili — Meno speculazione e più Fede — da un desiderio di Lorenza Boisi ispirato alla pubblicazione “il Vero Giotto” di Carlo D’Aloisio da Vasto, un progetto di Lorenza Boisi, Giulio Catelli con Luca De Angelis.

Seguono alcune domande a Lorenza Boisi —

Elena Bordignon: E’ stata lanciata da alcuni mesi la piattaforma Piccolo Giotto, dedicata al disegno. Trovo questo mezzo espressivo tra i più complessi: considerato da sempre ‘ancella’ di pittura, scultura o progettazione, il disegno spesso soffre di letture superficiali e frettolose. Immagino che Piccolo Giotto parta proprio dalla premessa di documentare la complessità del disegno. Mi racconti come è nato e perché?

Lorenza Boisi: Le mie idee sono spesso sollecitate da un moto emotivo, decisamente empirico. Negli anni ho incontrato e conosciuto molti artisti di diversa estrazione, ricerca e caratura, tra i molti, ho avuto modo di riscontrare che erano assidui, talvolta straordinari, disegnatori ma che il loro Carnet de Dessin, di un’intera vita, non trovava mai collocazione e, come si dice, nessun output.
C’è chi disegna per gioco, chi per professione, chi disegna per passione, chi disegna davanti a tutti e chi di nascosto, chi non disegna mai pur nel desiderio di farlo e chi disegna nella coscienza di non interessare a nessuno.
Nei miei molti volti affacciati al sistema dell’arte ho preferito, per pudore, arretrare nella posizione autocratica e mostrare un versante accogliente, inclusivo, in questa direzione, come giustamente sottolinei, il Piccolo Giotto apre uno spiraglio sull’intricata, eteroclita, talvolta sommersa, pratica del disegno.
Ho voluto, sfruttando un mezzo estremamente modesto e democratico, quale una piattaforma blog gratuita, raccogliere ed accogliere, riunendo e svelando i talenti pubblici e le virtù private di tanti artisti, cercando di enunciare, senza necessariamente voler ambire ad una disamina fenomenologica.

Lorenza Boisi

Lorenza Boisi

Luca Grechi

Luca Grechi

EB: Il Piccolo Giotto ha, in realtà, una forte d’ispirazione molto precisa, IL VERO GIOTTO, ideato da Carlo d’Aloisio da Vasto tra gli anni 1930 ed 1933. Diversità, consonanze e aspetti analoghi tra questi due progetti?

LB: IL VERO GIOTTO di d’Aloisio è una pubblicazione molto preziosa, nata da un’idea d’artista, riunì testi e testimonianze di un’epoca, risultando, ad oggi, una fonte assolutamente straordinaria di notazione sincronica. I quattro volumi del VERO GIOTTO sono pagine di continua meraviglia che rimandano esattamente il sentimento e la forma di un periodo, documentando, senza maniere, l’essere ed il fare di artisti, scrittori e pensatori, figure incise nella storia ma anche personaggi minori o dalla storia, in qualche modo, esclusi.

Ne disse Mino Maccari nel 1981: “Chi volesse farsi un’idea della società artistica e letteraria di una cinquantina d’anni or sono non dovrebbe trascurare di dare un’occhiata all’almanacco intitolato il Vero Giotto e dovuto all’iniziativa appassionata di Carlo d’Aloisio da Vasto. Grazie a questa pubblicazione modesta, bonaria, e divertente si può fare oggi la conoscenza di personaggi e di fatti che in gran parte non meritano l’oblio a cui sembrano precocemente condannati anche per l’invadenza dei sopraggiunti.”

Lo stesso spirito bonario, divertito, un po’ fané si ritrova nel Piccolo Giotto. Giulio Catelli, Luca De Angelis (che collaborano intensivamente alla redazione del blog ed alla ricerca dei materiali) ed io abbiamo lungamente riflettuto su un nome che fosse richiamo al progetto di d’Aloisio senza rimandare un’ambizione smodata e, in definitiva, denunciano la consapevolezza di un’implicita modestia storica.
Con mezzi al limite del derisorio e disponibilità di fonti decisamente aleatoria, cerchiamo di rendere, se non un disegno, uno schizzo, un abbozzo di una scena di figure…

Gianluca di Pasquale

Gianluca di Pasquale

Pesce Khete e Michele Tocca

Pesce Khete e Michele Tocca

EB: Hai descritto Piccolo Giotto come “uno zibaldone di disegno italiano, accompagnato da testi offerti dagli artisti e componimenti di poeti italiani contemporanei e viventi”. Perché la necessità di includere un testo poetico?

LB: Il Piccolo Giotto ricalca, in modo piuttosto erratico, la struttura del VERO GIOTTO, ogni mese ha una copertina dedicata, espressamente realizzata da un artista invitato, ogni mese egualmente è associato ad un poeta italiano vivente, giovane o meno giovane, noto, meno noto oppure ignoto, invitato dagli autori, in particolare da Giulio Catelli che, attivo a Roma, trova nella sua città un circuito molto vivo di autori; Milano si è dimostrata molto fredda verso quest’iniziativa ed uno solo, quello a cui tengo di più, tra tutti coloro che abbiamo invitato, ha accettato di esserne parte: Devis Bergantin, che è artista e poeta, il mio preferito, con una lirica istantanea, che abbozza effimeri particole di tempo e spazio, in una forma di struggente e disperata bellezza.

Oltre ai componimenti poetici “del mese” il Piccolo Giotto include in ordine casuale ed arbitrario, citazioni, pensieri, riflessioni critiche e piccoli componimenti in poesia o prosa scelti dagli autori dei disegni o stesi di loro pugno, non necessariamente associati alle loro opere, inerenti al tema del Disegno e della sua pratica, in termini stretti o lati.

In questo progetto, che è propriamente uno Zibaldone, una mescolanza di cose diverse, un mucchio confuso di persone, uno scartafaccio in cui si annotano, senza ordine e man mano che capitano, notizie, appunti, riflessioni, estratti di letture, schemi, o l’insieme di “scenari” di uno o più autori… composto eterogeneo di elementi, come recita il dizionario Treccani, ho voluto mantenere una struttura, pur dando libertà al flusso di una coscienza collettiva, vaga, ma tangibile.

Luca De Angelis

Luca De Angelis

Alessia Armeni

Alessia Armeni

EB: La pretesa è quella di creare un “almanacco degli artisti”. Perché utilizzi questa parola più vicina a un calendario che a un archivio? So che per te le parole sono importanti, dunque mi chiedevo quale fosse la necessità e le motivazioni di utilizzare questa parola.

LB: Onestamente, giacché le parole sono importanti, preciso che il Piccolo Giotto non ha pretese e per sua elezione non è pretenzioso, è leggero e capillare come il mezzo divulgativo di cui sia avvale, non è un carattere epigrafico e nemmeno a stampa, è etereo, propriamente dell’etere… la descrizione di “almanacco” si giustifica come citazione diretta del VERO GIOTTO, il cui titolo è accompagnato dalla didascalia: Almanacco degli Artisti Italiani.

Un Almanacco è un calendario annuale, così è il Piccolo Giotto che “uscirà” mensilmente per tutto l’anno in corso, non pretende, questo certamente no, di essere un archivio, che si fonderebbe su principi di catalogazione, di economia interna e di classificazione, che vorrebbe raccogliere per esemplificare esaustivamente.

Il Piccolo Giotto non sarà esaustivo, nel panorama attuale è tecnicamente impossibile censire o classificare gli artisti, sicuramente con grave disappunto dei curatori che ambiscono o si arrogano di volere e potere definire gerarchie ed élite di soggetti, come fossero questi gli unici artisti viventi nazionali dedicati alla tale o tal altra pratica, il Piccolo Giotto è un Almanacco che si esaurisce nell’almanaccare…

ilpiccologiotto.blogspot.com

Sebastiano Impellizzeri

Sebastiano Impellizzeri

Luigi Massari

Luigi Massari

Paola Alborghetti

Paola Alborghetti

Lorenza Boisi

Lorenza Boisi