Pietra
Paesaggio

Polmoni

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Inaugura con la personale di Lupo Borgonovo la galleria Fluxia. Le due giovani galleriste non hanno resistito all’attrattiva ‘Lambrate’, decidendo così di lasciare la piccola e comoda sede in via Ciro Menotti, per trasferirsi nella nuova sede.
Lo spazio della galleria è senza dubbio più accattivante e consono all’arte contemporanea ma io, sempre più pigra, spero sempre che tutti seguano l’esempio della galleria Zero… che ha cambiato rotta spostandosi in centro.
La mostra di Borgonovo è sintetica, concentrata, pulita e interessante. La cornice bianca e asettica della galleria accoglie pochi ma densi lavori.
Prima di entrare in galleria saluto Lupo e gli chiedo se ha voglia di raccontarmi la mostra prima che la veda. E’ molto parco ma direi efficace. Non sapevo nulla della mostra e non avevo idea di cosa mi aspettasse. Del comunicato ricevuto via email, ricordo solo l’immagine: una foto ambigua che potrebbe essere polvere, fumo, pelle, rocce…
L’artista sintetico mi dice che le sculture che vedrò sono dei ‘gesti’. Mi immagino grossi grumi di materiale con impresse gran ditate. Ho un’idea probabilmente non solo attempata ma anche ristretta del concetto di gesto. Scopro in seguito che i gesti sono quelli lentissimi dell’occhio di Borgonovo che ha percorso la superfice dei materiali con cui ha realizzato le opere: onice, alluminio e bronzo. 
L’opera Paesaggio è realizzata da una lastra di  onice – un tipo di quarzo molto duro – che l’artista ha spezzato in due parte lucidandone solo un pezzo. Se osservato da molto vicino, questa doppia cromia dello stesso pezzo, ricorda la superfice della luna, della terra, una ruvida pelle, dei depositi di polvere ecc. 
Se il gesto di ‘lucidare’  caratterizza Paesaggio, quello del ‘versare’ invece da forma all’opera  Pietra. Qui Lupo ha fatto il calco in alluminio della superficie interna di una pietra lavica. La forma della piccola scultura è data dunque non solo dall’alluminio colato, ma anche dallo spazio scavato dai gas durante la loro fuoriuscita. Alta pochi centimetri, l’escrescienza ricorda dei motivi floreali o vegetali. 
Ultimi lavori, una coppia di sculture in bronzo create dall’unione dei calchi di una nuca. 
Lavorando sull’antichissimo (ma sempre attuale) concetto della scultura classica – negativo/positivo, modello/stampo/colata – Borgonovo realizza  delle opere ‘sensibili’, frutti non solo di lunghe osservazioni (gesti) sulla materia, ma anche lunghi studi e prove sui materiali.
Semplice ed efficace.