Avrei un bel da fare se decidessi di copiare-incollare tutte le esilaranti frasi che trovo in rete sulla vicenda DITO Sì DITO NO!
Ebbene, ha vinto il sì! Da settembre (ma solo per 7 giorni, massimo 10) avremo il dito di Cattelan in Piazza Affari, in versione monumentale in marmo di Carrara (ovviamente in marmo di Carrara! Maurizio è reduce dalla Biennale curata da Cavallucci dove ha pensato di far costruire un grande monumento a Craxi. Cattelan volevo farlo installare nel centro cittadino… ma si è dovuto adattare in cimitero!).

“Una scultura di Maurizio Cattelan a forma di dito medio che quotidianamente indicherà a impiegati e dirigenti delle tre società (Telecom Italia, Consob e la Borsa di Milano) la direzione da prendere.”

Qualche citazione:
Cattelan, di fronte al rischio di non vedersi esposta questa sua opera così dibattuta ha dichiarato: “Alla statua della mano in piazza Affari non potrei rinunciare. Senza quell’opera non può esserci nemmeno la mostra. È un progetto pensato apposta per Milano”. A risolvere la faccenda ci ha pensato il sindaco Moratti, che tagliando la testa al toro ha così motivato la scelta di far esporre l’opera di Cattelan: “La settimana della moda ha bisogno di eventi per attirare l’attenzione” e ha aggiunto: “L’arte e le opere di Cattelan fanno parte di tutto ciò”.
Massimiliano Finazzer Flory: “A me non interessa Maurizio Cattelan, ma l’arte contemporanea e la sua capacità di volgere in dubbi le nostre convinzioni e di stare dalla parte delle inquietudini e delle contraddizioni del nostro tempo”.

Leggendo e leggendo, ho come la sensazione che due sono le cose:
Ci si gioca la carta della spettacolarizzazione. Chiamiamo Cattelan a Milano e facciamo del sensazionalismo.. altrimenti chi ci fila?
Scegliamo un’opera forte, in modo tale da sensibilizzare e ‘volgere in dubbi’ le nostre convinzioni.
Io mi domando: ma ridotti come siamo ridotti, avevamo proprio bisogno di far ‘conoscere’ l’arte contemporanea in questo modo? Avevamo bisogno di Cattelan per ‘stare dalla parte delle inquietudini? Ma di quali inquietudini si sta parlando??
Tutta la querelle ha dell’inquietante (e i toni da farsa), questa è la questione!

La fine delle ideologie: questo è il titolo post-moderno del nostro caro Maurizio. Perchè risuona il debolissimo pensiero di una Milano da bere, è inevitabile. Eccessivo, esagerato, popolare ma semi-colto, ultra-ironico… avanguardistico (?), rassegnato…

Insomma, come sempre anche “Oggi il cretino è pieno di idee”.