Fondazione ICA Milano - Photo Dario Lasagni

Fondazione ICA Milano – Photo Dario Lasagni

Fondazione ICA Milano - Photo Dario Lasagni

Fondazione ICA Milano – Photo Dario Lasagni

Questo è un progetto rivolto alla comunità con una idea forte, che è quella di creare una situazione in cui si possa pensare, un luogo del pensiero e della riflessione che si articolerà attraverso le arti contemporanee. Non solo dedicato all’arte figurativa, ma si affronteranno tematiche filosofiche, ci sarà un cinema, ci si occuperà di musica”. È con queste premesse che Lorenzo Sassoli de Bianchi inaugura l’apertura di ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti, insieme ai soci fondatori Bruno Bolfo, Giancarlo Bonollo, Enea Righi e Alberto Salvadori. Uno spazio no profit dedicato alla multidisciplinarietà, in cui tutte le espressioni artistiche sono chiamate a raccolta per costruire un osservatorio sulla contemporaneità.

Seguendo le orme dello storico Institute of Contemporary Arts fondato a Londra nel 1946, ICA Milano è un centr che dialoga con la comunità artistica in cerca di spazi dedicati alla produzione e alla sperimentazione, ma anche con Milano e i suoi cittadini, invitandoli a partecipare alla nuova fucina di idee. ICA Milano sorge in una ex area industriale di Via Orobia, in zona Ripamonti, e quello che salta subito agli occhi è l’aspetto underground dell’edificio: il cemento, i mattoni a vista e i vecchi infissi di metallo sottolineano l’idea di un work in progress che si identifica con i presupposti da cui nasce l’Istituto. “La scelta di questo luogo specifico e di tenerlo scarno ed essenziale deriva dal fatto che volevamo privilegiare i contenuti rispetto al contenitore e quindi resterà così, con i pavimenti che non sono stati rifatti e i muri che non sono stati quasi raschiati. Vogliamo restituire qualcosa alla comunità in cui viviamo attraverso uno stimolo alla riflessione e al pensiero. Arte contemporanea significa produzione, ma questo sarà anche un luogo della fruizione perché siamo convinti che la cultura significa anche aggregazione” continua Sassoli de Bianchi.

Fondazione ICA Milano - Apologia della Storia, Installation view

Fondazione ICA Milano – Apologia della Storia, Installation view

Fondazione ICA Milano - Apologia della Storia, Installation view

Fondazione ICA Milano – Apologia della Storia, Installation view

ICA Milano dà il via alla sua attività con la mostra Apologia della Storia – The Historian’s Craft, a cura di Alberto Salvadori e Luigi Fassi, il cui titolo riprende l’omonima opera dello storico francese Marc Bloch (1886-1944), composta nel 1940 e pubblicata postuma nel 1949. Iniziatore della scuola de Les Annales, Bloch ha introdotto importanti novità nel campo storiografico, sviluppando una nuova metodologia con cui studiare la storia. Secondo lo studioso, questa si deve porre come disciplina interpretativa dell’uomo e della società attraverso una analisi che deve scavare a fondo nella collettività senza tralasciare alcun elemento, come ha fatto la storiografia tradizionale fino a quel momento. La mostra rielabora la sua visione storiografica grazie alle opere di 13 artisti che, presentando luoghi, vicende e culture differenti, offrono allo spettatore molteplici chiavi di lettura con cui osservare il presente.

Come diceva Bloch”, commenta Salvadori, “la storia è formata da avvenimenti, è il tempo dell’uomo e non deve diventare sterile ma deve farsi poesia. Solo così saremo in grado di narrare la storia. Nasce così un concetto nuovo: la storia fatta dagli uomini. La mostra Apologia della storia è proprio questo, perché noi vogliamo che ICA Milano sia un luogo in cui si raccontano storie”.

Dal Marocco a Baghdad, dal Sud Africa, all’Europa dell’Est, gli artisti presenti in mostra sono come storiografi che condividendo il proprio vissuto tracciano nuove cartografie del presente riallacciandosi alle metodologie di Bloch.
Come sottolinea Luigi Fassi “lo storico francese segnalava l’importanza dell’esperienza come modalità per interpretare non solo il presente ma anche il futuro prossimo attraverso una dimensione poetica, umanistica e addirittura artistica. Ecco perché la mostra vuole provare a raccontare la storia contemporanea attraverso le esperienze di artisti che vengono dalle geografie più disparate. A partire dalla propria identità individuale cercano di delineare la storia, che è una esperienza viva nel corso del tempo e questa è una mostra collettiva con cui vorremmo che si producesse conoscenza, anche in ambito storiografico, a partire proprio dagli artisti”. ICA Milano è un luogo di possibilità che si propone di indagare la contemporaneità in quanto materia viva, “come concetto” osserva Alberto Salvadori, attraverso la commistione di molteplici espressioni artistiche perché, come precisa il curatore, “ICA Milano è un istituto, non un museo. I musei hanno una collezione, noi no. Noi produciamo e realizziamo.”

Fondazione ICA Milano - Apologia della Storia, Installation view

Fondazione ICA Milano – Apologia della Storia, Installation view

Fondazione ICA Milano - Apologia della Storia, Installation view

Fondazione ICA Milano – Apologia della Storia, Installation view

Questa mostra è la prima di una lunga serie di progetti a 360°.

Riportiamo le varie iniziative —

IL PROGRAMMA ESPOSITIVO —

ICA Milano – Istituto Contemporaneo per le Arti vuole rappresentare per la città uno spazio dinamico, sempre vivo e propositivo: un luogo dove ritrovarsi per raccontare e parlare di arte.

La programmazione espositiva include mostre collettive che si alterneranno a esposizioni personali, tutte appositamente concepite per gli spazi dell’Istituto.

Dopo la collettiva Apologia della Storia – The Historian’s Craft, ICA Milano presenterà la prima personale italiana dello scultore svizzero Hans Josephsohn, organizzata in collaborazione con il Kesselhaus Josephsohn e Hauser and Wirth. Si tratta del primo episodio di un programma di monografie dedicate alla riscoperta di grandi autori del secondo Novecento.

IL PROGRAMMA CULTURALE —

Seminari e attività di divulgazione ICA Milano darà vita a un calendario di appuntamenti per il pubblico e a nuove iniziative in grado di rispondere con proattività all’agenda culturale nazionale e internazionale.

Gallery Focus
Tra le proposte di studio, un’esplorazione in capitoli della storia delle gallerie italiane
che, dagli anni Cinquanta a oggi, hanno agito in maniera determinante per l’affermazione del contemporaneo in Italia: Gallery Focus. La prima edizione è dedicata alla milanese Galleria dell’Ariete di Beatrice Monti della Corte ed è curato da Caterina Toschi, ricercatri- ce e docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università per Stranieri di Siena.

Ceramics
Ceramics è invece il progetto dedicato alla ceramica che ne indaga la storia, dal Nove- cento fino alla contemporaneità.

Books and Others
A queste iniziative si aggiunge l’appuntamento annuale Books and Others: un lungo week end di quattro giorni dedicato all’editoria indipendente e al libro d’artista, durante il quale si potranno vedere – ma anche acquistare – libri d’artista contemporanei.
Il progetto è organizzato in collaborazione con Gregorio Magnani, curatore di mostre dedicate a libri d’artista e direttore della casa editrice Compagnia, e Chiara Costa, editor e storica dell’arte contemporanea.

32 MQ
32 MQ è un progetto periodico che prevede il coinvolgimento di artisti italiani o attual- mente di base in Italia, d’età inferiore ai 32 anni. 32 MQ è un‘iniziativa dedicata alla ricer- ca e alla proposta di progetti inediti, sperimentali e poco conosciuti al pubblico italiano che andranno a includere mostre personali e collettive, progetti site specific, perfor- mance, proiezioni, talk e presentazioni pubbliche realizzate sempre all’interno di uno spazio specifico dell’Istituto: una project room sita al primo piano. Il programma si foca- lizzerà in particolare su una nuova generazione di artisti emergenti, la cui pratica sfida l’idea d’identità nazionale e riflette, al contempo, sulla cultura italiana contemporanea.

PUBLIC PROGRAM —

Il public program comprende iniziative di approfondimento delle mostre in corso che ne analizzano i contenuti attraverso l’utilizzo di diverse chiavi di lettura.

How To Do Things With Words – Come fare cose con le parole
How To Do Things With Words – Come fare cose con le parole prendendo in prestito
il titolo della principale opera di John Langshaw Austin in cui si analizza la performativity degli atti linguistici, invita il pubblico all’azione attraverso programmi sperimentali di coinvolgimento e interazione diretta. La parola dal vivo sarà la vera protagonista delle diverse attività pianificate.

ICA Cinema
In continuità con le proposte espositive di ogni stagione, la serie ICA Cinema presenta in orario serale una selezione di docu-film e cinema del reale. Il programma è realizzato in collaborazione con diverse realtà italiane e internazionali. La prima edizione della serie sarà curata in collaborazione con Film Explorer di Basilea. Per l’estate, invece, sarà presentata la collaborazione con Il Cinemino Milano.

Posti al sole e giochi di specchi: per una storia della letteratura italiana d’oltremare Infine, la letteratura sarà la grande protagonista di Posti al sole e giochi di specchi: per una storia della letteratura italiana d’oltremare. Ogni stagione espositiva vedrà l’inter- vento di un curatore che porterà in scena dei reading serali, aperti al pubblico, con testi appartenenti a scrittori italiani ‘fuori sede’.

ICA Extra

A chiudere il cerchio dei molteplici interessi di ICA Milano e della variegata offerta per il pubblico, le iniziative education: ICA Extra.

Scuola di filosofia ICA Milano
ICA Extra comprende una Scuola di filosofia ICA Milano, coordinata da Riccardo Venturi, che su base annuale prenderà casa presso l’Istituto, offrendo un workshop di più giorni, volto a tematizzare il rapporto tra produzione artistica e ricerca filosofica contempora- nea. Il programma sarà sviluppato in sinergia con istituzioni filosofiche italiane e inter- nazionali, coinvolgendo giovani filosofi e privilegerà la lingua italiana come medium
di dialogo e confronto.

AAA – Arts and Access for All

ICA Milano si fa promotore di un progetto pilota dalla durata triennale, dedicato alle persone affette da Alzheimer e a chi se ne prende cura. In collaborazione con l’associa- zione culturale immaginar.io, AAA – Arts and Access for All si struttura prima di tutto come un progetto di formazione che punta a creare sul territorio le competenze neces- sarie per diffondere attività educative accessibili e fa di ICA il capofila di un approccio differente alla didattica museale.

Formarsi in galleria
Infine, sul filone degli approfondimenti dedicati alla realtà espositive private, Formarsi in galleria: avvicinarsi ai centri di produzione di mostre con progetti ad hoc.

Fondazione ICA Milano - Apologia della Storia, Installation view

Fondazione ICA Milano – Apologia della Storia, Installation view