Ange Lecci  - print 86x130cm, Mirage 2000, arrangement 1994

Ange Lecci – print 86x130cm, Mirage 2000, arrangement 1994

Una bella mostra è una lezione per imparare a guardare.

Questa frase, presa da uno scritto di Walker Evans (The Boston Subdat Globe, agosto 1971) è perfetta per descrivere questa personale di Ange Leccia alla Galleria Six di Milano, dove l’artista còrso presenta una selezione di lavori fotografici – Arragement realizzati negli anni ottanta e novantae il video, Girls, Ghosts and War del 2018.

Tutta l’opera di Leccia è un’interrogazione sul vedere. La realtà è sempre mediata dallo sguardo, assunta e rimessa in scena – arrangiata, appunto – attraverso strategie quali il rovesciamento, la ripetizione e il rispecchiamento. Lo slittamento concettuale ci costringe a guardare “due volte” e a interrogarci sulla problematicità dello sguardo e dell’immagine nella nostra società dello spettacolo. Negli Arrangement – il cui titolo è già una dichiarazione programmatica – l’oggetto è presentato insieme al suo doppio, l’uno di fronte o di fianco all’altro, in perfetta simmetria (con pochissime eccezioni come Typhoon. Arrangement, 1993, una delle opere in mostra).

Ange Lecci  - print 86x130cm , American Nebraska - American Kentucky , arrangement, 1987

Ange Lecci – print 86x130cm , American Nebraska – American Kentucky , arrangement, 1987

Ange Leccia  “Girls, Ghosts and War” - Galleria Six, Milano - Installation view

Ange Leccia “Girls, Ghosts and War” – Galleria Six, Milano – Installation view

Il doppio però non è mai il semplice duplicato – il grado xerox di baudilliariana memoria – ma racchiude una complessità di significati: è il sé e contestualmente l’altro da sé in cui ci si riflette in una dinamica dai risvolti narcisistici ma anche relazionali di incontro e di scontro. Il rispecchiamento è una modalità del vedere, che implica uno spostamento dal consueto: è un “doppio ready-made” come sottolinea bene Elio Grazioli, curatore della mostra, che legge tutta l’operazione lecciana in chiave duchampiana come manifestazione del concetto di infrasottile (al quale ha dedicato anche un interessante saggio di recente pubblicazione edito da postmedia).

Negli anni novanta Leccia utilizza con maggior frequenza il video con analoghe modalità che acuiscono sottilmente la nostra capacità di osservazione e comprensione del reale. Girls, Ghosts and War è un montaggio frammentario e non lineare risultante dalla sovrapposizione di immagini in un gioco di dissolvenze incrociate e compenetrazioni. Si tratta di scene di guerra prese da media – esplosioni, attentati, attacchi terroristici, incursioni aree e di terrestri – mescolate a volti e corpi di giovani donne, a volte tristi altre sorridenti, sveglie o dormienti o riprese mentre stanno vomitando. Il montaggio restituisce una discontinuità che si avvicina al flusso di coscienza o all’irrazionale onirico dove gli opposti si incrociano e si contaminano in un insieme indiscernibile: le due narrazioni sono forse l’inconscio l’una dell’altra o forse ne rappresentano il possibile destino. IIl movimento, continuo e indistinguibile, restituisce la potenza fantasmatica, pervasiva e feconda dell’immagine nel nostro vissuto e diventa la rappresentazione del processo creativo come incessante dinamica alterna tra inconscio e razionalità.

Ange Leccia  “Girls, Ghosts and War” 
A cura di Elio Grazioli
Fino al 26 gennaio 2019

Angie Lecci, print 130x102 cm, Typhoon, arrangement 1993

Angie Lecci, print 130×102 cm, Typhoon, arrangement 1993

Angie Lecci, print 110x111 cm, Volvo, arrangement 1986

Angie Lecci, print 110×111 cm, Volvo, arrangement 1986

Ange Leccia  “Girls, Ghosts and War” - Galleria Six, Milano - Installation view

Ange Leccia “Girls, Ghosts and War” – Galleria Six, Milano – Installation view

IMG_20181124_154956

Angie Lecci, print 74x150 cm, Concorde, arrangement 1985

Angie Lecci, print 74×150 cm, Concorde, arrangement 1985

Ange Leccia  “Girls, Ghosts and War” - Galleria Six, Milano - Installation view

Ange Leccia “Girls, Ghosts and War” – Galleria Six, Milano – Installation view