Alice Visentin, 50 People That I Know, 2019/2020, Olio su lino, 200×250 cm (x 4) – Foto Sebastiano Pellion di Persano

“50 people that I know è un unico lavoro suddiviso in quattro tele orizzontali in cui ho dipinto 50 persone che conosco, 50 teste, 100 mani, gambe e scarpe, vestiti, pantaloni e 100 spalle. Molte dita. 

Un lavoro di grandi dimensioni, una composizione intercambiabile e modulare di due metri per dieci. 

Elenco completo dei riferimenti utilizzati per 50 persone che conosco: 

lupi, bauli, personaggi storici, coralli, lingue, espressioni degli occhi, boschi, colore delle guance, colonie di anguille sul fondo del mare, specchi, gufi, monili, tute da lavoro, giganti, glossari, cavalli, gorilla, capelli, riflessi di luce sulla fronte, antilopi, porte, osterie, abiti usati, ombre dei rami, nasi dritti e storti, le lezioni degli sconosciuti, poesie, cervi, i quadri in cocci di Shnabel, i ribelli, le tute dei meccanici, biblioteche, gatti, mani, venditori ambulanti, cappelli, le geometrie degli incontri, tigri, seni, collane, le stelle di Kiki Smith, tasche decorate, lacci, ‘Enjoy the Silence’ dei Depeche Mode, suole, poeti, tacchi, costole, legni, le ombre delle pieghe, zip, bottoni preziosi, cotoni, colletti, colli, Taz di Hakim Bay, insegne,  le lingue di Carol Rama, case, le valige piene, Elvira, i ponti pieni di graffiti, le bocche, i giardini, ascelle, Antonietta Raphaël, giacche in pelle, aceri, montagne, i falò, i quaderni di musica della scuola, messaggi vocali, le marmellate, mariti, gli occhi di ghiaccio, proporzioni, maestri, calligrafia, mandibole, emulsioni, le sedie fuori dalle porte, il grafismo di Cy Twombly, conversazioni, presenze, cataloghi, i Generali di Baj, marionette, i matrimoni degli amici, i libri di Frazer, mediazione, i serpenti, gesti, monocromi, fili, l’estate di quando si è piccoli, le zucche, gli abbracci, gli scrittori, il Guerriero di Capestrano, i paesini del sud Italia, abissi, nubi d’estate, sole, i pennelli puliti, scuole, Fausto Melotti, bottoni a perla, la radio in streaming, bastoni, architetti, anatre, campanelli, zii, foglie, uccelli, parole, alfabeti, la voce dei bambini, i ciechi, la gente nei bar, separazioni, fotoricordo dell’adolescenza, i rapporti invisibili, i sorrisi dei vecchi, rumori di strappi, risa, le processioni dei santi, riso, saette, frutti maturi, telefonate, Tagore, gioielli, manufatti, case, capezzoli, sabbie, i pranzi dai nonni, alpini, aranceti, complicità, ginocchia, bastoni, stalle, storie, fiori, viaggi in macchina, mani, finestre e finestrini, musiche, l’Arbre Magique, collane, graffiti, palestre, il Quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo e sarcofagi egiziani. “

Il lavoro è visibile a Palazzo delle Esposizioni nella mostra a cura di Ilaria Gianni legata al premio del ministero AccadeMibact. “Domani, Qui, Oggi”

Alice Visentin, 50 People That I Know, 2019/2020, Olio su lino, 200×250 cm (each) – Foto Sebastiano Pellion di Persano

Per leggere gli altri interventi di I (never) explain

I (never) explain – ideato da Elena Bordignon – è uno spazio che ATPdiary dedica ai racconti più o meno lunghi degli artisti e nasce con l’intento di chiedere loro di scegliere una sola opera – recente o molto indietro del tempo – da raccontare.
Una rubrica pensata per dare risalto a tutti gli aspetti di un singolo lavoro, dalla sua origine al processo creativo, alla sua realizzazione.

Ha collaborato Irene Sofia Comi