Lori Lako, Exotic memories, 2019 – installation view at Still Life exhibition 2019, curated by Alessandra Poggianti, Courtesy TerzoPiano Arte Contemporanea, Lucca.

Exotic memories

Novembre 1996, io all’età di 5 anni di fronte al fondale di uno studio fotografico della mia città natale, addosso ho un giubbotto che mi sta largo. Il clima rappresentato dallo sfondo alle mie spalle, dove non manca neanche la presenza di una bagnante, sembra ben distante da quell’inizio inverno a Pogradec.
Mentre sfoglio l’album di famiglia mi appaiono altre due foto, scattate a distanza di un paio di anni nello stesso studio fotografico: questa volta sul pavimento c’era un moquette verde, permaneva lo stesso sfondo esotico, attaccato male e un po’ invecchiato ma che, a quanto pare, non impediva all’immaginario paradisiaco di manifestarsi.

Ho deciso di chiedere ai miei parenti e compagni di classe dell’epoca se avevano anche loro degli scatti realizzati in questo studio fotografico, davanti allo stesso passaggio.
Quasi tutti mi hanno confermato di aver posato là, come me. Ho chiesto a loro di poter scannerizzare quegli scatti, anche se ancora non sapevo bene cosa farne.

Fotografia di Lori Lako – 1996

Una buona parte degli scatti riportavano bruciature, mentre le pose erano tipiche delle foto dei primi anni successivi alla caduta del regime dittatoriale, in cui spesso si nota ancora una certa rigidità nelle posture. Viste con gli occhi di oggi, all’interno di una nuova cultura delle immagini, risultano ancora più evidenti queste rigidità, come se quel banale scenario fosse stato preso fin troppo seriamente.

Ho stampato le fotografe che avevo scannerizzato tagliando fuori in ognuna di esse le persone in posa. Sono venute fuori porzioni di palme, oceani e nuvole che ho cominciato a rimettere insieme, come per ricreare il passaggio.
Le foto scattate da diverse prospettive non permettevano che ”il puzzle” si chiudesse: là dove c’era stata una persona permaneva un vuoto.

Dato che ormai la mia intenzione era rivedere il fondale nella sua interezza decisi di intervenire anche con una ricostruzione digitale che mi permetteva di adattare, di volta in volta, i singoli ritagli di passaggio.
Questo passaggio dall’analogico al digitale, questo processo fatto di perdite e di trasformazioni è divenuto indispensabile per dare una forma a quello che c’è stato.

La digitalizzazione e la stampa su pvc hanno portato in vita un nuovo fondale, con una nuova identità. Una nuova identità che non è solo quella di un contenitore delle memorie passate, ma anche un generatore di nuove.

Lori Lako, Exotic memories, 2019, collage su carta offset, 25 x 25 cm, Courtesy TerzoPiano Arte Contemporanea, Lucca. (studio)
Lori Lako, Exotic memories, 2019, collage su carta offset, 25 x 25 cm, Courtesy TerzoPiano Arte Contemporanea, Lucca.
Lori Lako, Exotic memories, 2019, collage su carta offset, 25 x 25 cm, Courtesy TerzoPiano Arte Contemporanea, Lucca.

Ha curato la rubrica Irene Sofia Comi

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I (never) explain è uno spazio che ATPdiary dedica ai racconti più o meno lunghi degli artisti e nasce con l’intento di chiedere a una selezione di artisti di scegliere una sola opera – recente o molto indietro del tempo – da raccontare.
Una rubrica pensata per dare risalto a tutti gli aspetti di un singolo lavoro o serie, dalla sua origine al processo creativo, dall’estetica al concetto.