Manuele Cerutti - Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm

Manuele Cerutti – Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm

Da vari anni svolgo una ricerca sulla ‘soggettività’ degli oggetti, con particolare riferimento ad oggetti dismessi dal circuito dell’uso quotidiano. Motus naturalis rappresenta il punto di arrivo attuale di questa ricerca.

Gli oggetti qui rappresentati fanno parte di una raccolta assai più ampia, frutto di innumerevoli ritrovamenti, alcuni di essi li ho reperiti nel corso di passeggiate lungo il Po, particolarmente fruttuose con l’alluvione del 2016. Si tratta di oggetti (spesso parti di oggetti) diversissimi tra loro; un dato comune a tutti è quello dell’incapacità di svolgere la funzione originaria. Presentati in postura eretta, essi possono richiamare, con esiti surrealistici, l’utopia del mondo visto dal basso.

Questi oggetti occupano buona parte della mia cantina: alcuni li ho guardati a lungo, altri più brevemente. Spesso vado a rivederli e ne provo diverse posture, diversi accostamenti, senza alcun ordine sistematico, spesso senza molta plausibilità. Benché la cantina sia piccola, mi fa piacere immaginare questi spostamenti come una sorta di vagare.

Il rapporto tra figura e sfondo, così come quello tra centro e periferia, sono temi risalenti nella storia dell’arte, e ogni artista, in ogni sua opera, suggerisce magari implicitamente una soluzione. In Motus naturalis, da un lato è assente qualsiasi centralità, dall’altro, il muro non rappresenta un semplice sfondo, ma la condizione in forza della quale ogni oggetto può essere il protagonista di una piccola apparizione. Un protagonismo moderato. Nella griglia del piastrellato, infatti, i toni fluidi di verde indicano quello che è il vero protagonista di un’apparizione: il luogo. Trattata per strati sottili di colore semitrasparente, la griglia delinea un ordine di fondo, momentaneamente antagonistico alla libertà degli oggetti.

Manuele Cerutti - Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

Manuele Cerutti – Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

È attraverso la sua capacità di ‘assottigliamento’ che la materia pittorica consente alla trasparenza della realtà di emergere; è grazie alla sedimentazione di strati pittorici che alcune aree dell’opera testimoniano il bisogno di opacità, diventando veri e propri ‘luoghi di ritiro’ della pittura. Una pittura che cerca di raccontarsi attraverso minimi scambi di tono che vorrebbero essere capaci di suggerire, più che la varianza dei colori e della texture, i timbri emotivi delle attitudini delle cose, e persino delle loro pulsioni.

Prediligo l’uso di pochi colori, generalmente utilizzo le terre, le cui caratteristiche di trasparenza e di resistenza ‘meccanica’ e alla luce mi sembrano ideali per i miei enunciati.
Gli oggetti che compongono l’opera, assai più numerosi rispetto ai miei lavori precedenti, sono ritmati da una rugginosa ‘struttura’ metallica, che vuole evocare l’ordine inferiore di una pala d’altare. Una predella destinata anche a registrare ed accogliere i passi del visitatore.

Una luce dall’alto, contornando le forme degli oggetti, vuole tutelarne l’esistenza individuale; al contempo, una ‘luce’ dal basso evoca per tutti l’ombra della terra.

Manuele Cerutti - Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

Manuele Cerutti – Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

Manuele Cerutti - Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

Manuele Cerutti – Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

Manuele Cerutti - Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

Manuele Cerutti – Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

Manuele Cerutti - Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

Manuele Cerutti – Motus naturalis, 2017-18, olio su lino, 240 x 325 cm (detail)

I (never) explain è una rubrica a cura di Irene Sofia Comi