14032019.jpeg acrilico, grafite e neon su tela, 300x200x4cm 2019 Exhibition view, I will give you a taste of your inner desires – Foto di Bruno Bani. Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea.

L’inizio senza indizio

Ogni tela bianca è sempre un nuovo inizio. A volte sono consapevole della materia e degli strumenti che utilizzo, altre volte sono loro a prendere il sopravvento su di me. Succedono cose che riesco a capire solo dopo mesi. Per questo ho scelto di parlarvi di uno dei mie più recenti lavori. 
14032019.jpeg è un lavoro inedito, presentato durante il solo show alla galleria Renata Fabbri Arte Contemporanea di Milano (visitabile entro il 13 luglio 2019 – A cura di Bianca Baroni).
Per me è stata una delle opere emotivamente più importanti dell’ultimo periodo. Per farlo, comincerò con una frase:

“Ogni giorno salviamo i nostri documenti in formato digitale. Molto spesso non si è consapevoli del fatto che aggiornando continuamente i sistemi operativi e i software, i documenti e le immagini salvate con le vecchie tecnologie diventeranno sempre più danneggiati e a quel punto inaccessibili.”

Questo è stato l’inizio. Un pensiero che è nato in una giornata primaverile del 2016, davanti a un monitor disteso sulle coperte. Stavo leggendo un articolo sull’informatico statunitense Vint Cerf, uno dei padri di Internet. Nell’articolo si denunciava la poca cura che poniamo nei confronti dei nostri ricordi stampati ; leggendolo, ho avuto immediatamente una sensazione di sgomento, un colpo al petto. Come quando ti imbatti in qualcosa che risuona in te, e la mente inizia a pensare solo a quello.
E’ stato in quel momento che ho cominciato a pormi delle domande sul futuro digitale, sia personale che collettivo. Cosa ci rimarrà? Come ci comporteremo quando non avremo più accesso ai nostri file? I libri medievali continueranno a testimoniare le nostre storie, al contrario tutte le mail potrebbero dissolversi tra infiniti codici binari.

14032019.jpeg acrilico, grafite e neon su tela, 300x200x4cm 2019 Exhibition view, I will give you a taste of your inner desires – Foto di Bruno Bani. Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea.

E allora la parola “inizio” (la mia idea di inizio) dovrò leggerla così: 01101001 01101110 01101001 01111010 01101001 01101111; come potrò ricondurre questo codice a tutte le mie parole?Non voglio pensarci: non ho voglia di avere a che fare con i numeri. Comincio quindi a dipingere tutto quello che c’è da dipingere e poi copro le sezioni che non voglio più lasciare in vita.
Dopo una serata invernale passata tra vino e chiacchiere, la mattina seguente decisi di iniziare questo lavoro con una persona conosciuta la sera prima. Questa persona cominciò a stendere una base scura per lo sfondo, dopo un mio sottile invito all’azione. Sulla tela, infatti, sotto l’attuale viola shock, c’è in realtà un blu oltremare. 
Questo aneddoto dettò la nascita di più “inizi”: l’inizio di un rapporto molto intenso, l’inizio di una riflessione per capire cosa ci sarebbe stato prima di questa tela e subito dopo, l’inizio per cominciare a perdermi dentro l’occhio del ragazzo raffigurato al centro della scena del dipinto, l’inizio di produzione dei lavori per la mostra “I will give you a taste of your inner desires”; l’inizio del riavvicinamento artistico tra me e mio padre con cui, dopo anni di distanza creativa, ho ricominciato a condividere tutti quei segreti che le tele nascondono, e che sono invisibili agli occhi. Ora che la mostra sta per concludersi, io parto dall’inizio.

14032019.jpeg acrilico, grafite e neon su tela, 300x200x4cm 2019 Exhibition view, I will give you a taste of your inner desires – Foto di Bruno Bani. Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea. (detail)
14032019.jpeg acrilico, grafite e neon su tela, 300x200x4cm 2019 Exhibition view, I will give you a taste of your inner desires – Foto di Bruno Bani. Courtesy l’artista e Renata Fabbri Arte Contemporanea.

Per leggere gli altri interventi di I (never) explain

I (never) explain è uno spazio che ATPdiary dedica ai racconti più o meno lunghi degli artisti e nasce con l’intento di chiedere a una selezione di artisti  di scegliere una sola opera – recente o molto indietro del tempo – da raccontare.
Una rubrica pensata per dare risalto a tutti gli aspetti di un singolo lavoro o serie, dalla sua origine al processo creativo, dall’estetica al concetto.