Daniele Marzorati, Selva Tripla, stampa ai sali d'argento 20x25 cm, 2017-2018, dettaglio

Daniele Marzorati, Selva Tripla, stampa ai sali d’argento 20×25 cm, 2017-2018, dettaglio

Sostituzioni

Se la superficie delle cose mostrasse solo se stessa non esisterebbero le immagini, se la superficie fosse solo ciò che appare colpiremmo solo un muro.

Sostituire all’aspetto della superficie i suoi significati è compito dell’immagine.
Dislocare il reale per manovrarne i significati è possibilità della fotografia.

Selva-Tripla è una stampa a contatto ai sali d’argento ottenuta a partire da un unico negativo in bianco e nero di 20 x 25 cm. Le tre scene che la compongono sono tratte da parti della superficie muraria del Museé de Colonies che si trova a Parigi dal 1931, recentemente rinominato Museé de l’histoire de l’immigration.

Scelgo questa immagine come rappresentativa del mio lavoro: muovendomi oltre gli oggetti visibili, considero questa fotografia al di là della scena di paesaggio rigogliosamente costruito in cui, sotto la finzione dell’esotismo, si cela il reale sostrato politico-culturale della botanica.

Le immagini si presentano alla visione con grandezza, luminosità e inclusione di toni, ma è la molteplicità di connessioni tracciabili a partire dalla superficie che permette di attraversare le figure visibili. “Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto …”, ci dice Calvino. In questo senso gli oggetti all’interno dell’inquadratura potrebbero anche essere sostituiti con altri. Dalla vegetazione rappresentata di Selva-Tripla alla vegetazione reale di un’altra fotografia – scattata nel Jardin de l’agronomie tropical – l’approccio all’immagine rimane il medesimo: una campitura quasi piana e senza accentazioni, che lascia spazio alla visione dell’altro.

Daniele Marzorati, Selva Tripla, stampa ai sali d'argento 20x25 cm, 2017-2018, dettaglio

Daniele Marzorati, Selva Tripla, stampa ai sali d’argento 20×25 cm, 2017-2018, dettaglio

Daniele Marzorati, Selva Tripla, stampa ai sali d'argento 20x25 cm, 2017-2018, dettaglio

Daniele Marzorati, Selva Tripla, stampa ai sali d’argento 20×25 cm, 2017-2018, dettaglio

La logica è quella del “triangolo offensivo” cestistico: il portatore di palla non è il solo punto d’attenzione perché sono le sponde che esso genera a riformare la struttura. In questo montaggio di inquadrature, il paesaggio edenico – portatore della missione civilizzatrice che sfrutta il potere simbolico della botanica – si frammenta.

L’idea è quella di utilizzare la pellicola come aggregatore di luoghi distanti, perdendo la ricerca dell’inquadratura singola a vantaggio della possibilità di valutare diverse posizioni.

Tecnicamente il processo per creare questo montaggio consiste nello scattare più fotografie in un unico negativo, coprendo parte d’esso durante la prima ripresa, per poi cambiare posizione ed esporre il lembo adiacente di pellicola. Esso, in questa seconda esposizione, risulterà scoperto alla luce e salderà le figure in modo definitivo.

L’immagine va guardata da vicino, perché la dimensione della stampa è un altro punto fondamentale; ha a che fare con un’attitudine prefotografica e pittorica. Quando penso alle stampe a contatto, come Selva-Tripla, penso al tentativo di evadere dalla spettacolarizzazione scenografica per considerare la pelle dell’immagine e, ipoteticamente, superarla. “Ma la superficie delle cose è inesauribile” conclude Calvino. In ragione di tale inesauribilità utilizzo, oltre alla fotografia, anche la pittura e il frottage; osservare due volte la stessa cosa non risulta una ripetizione. Selva-Tripla è infatti parte di un gruppo d’immagini più ampio, recentemente esposto alla galleria Building, che esplora tale inesauribilità utilizzando i tre media.

Il lavoro nella sua interezza prende il nome di Déplacement. Esso connette due città, Parigi e Shanghai, in cui oggetti e spazi, fisicamente e temporalmente distanti, sono legati come fossero in un unico luogo: è una riflessione sul concetto di spostamento, ossia sul cambiamento di significato che un oggetto – o un gruppo di essi – subisce in seguito al mutare del contesto in cui viene collocato, per quanto, in questo processo, esso non cambi di forma.

Exhibition view - Foto Pub Novomento

Exhibition view – Foto Pub Novomento

Daniele Marzorati, Selva-Tripla, 2017-2018 - Exhibition view at BUILDING, Milano, 2019 - Courtesy l'artista e BUILDING

Daniele Marzorati, Selva-Tripla, 2017-2018 – Exhibition view at BUILDING, Milano, 2019 – Courtesy l’artista e BUILDING

1_Daniele Marzorati, Selva-Tripla, stampa ai sali d'argento 20x25 cm, 2017-2018

I (never) explain è una rubrica a cura di Irene Sofia Comi

I (never) explain  è uno spazio che ATPdiary dedica ai racconti più o meno lunghi degli artisti. 
“Io non spiego mai nulla”, traduzione letterale dall’inglese, nasce con l’intento di chiedere a una selezione di artisti di scegliere una sola opera – recente o molto indietro del tempo – da raccontare.
L’esito del materiale raccolto è dei più eterogenei. Aneddoti, tecnicismi, scritti poetici, a volte polemici. Confessioni, svelamenti, coincidenze o scoperte: le narrazioni che gli artisti hanno condiviso con noi ci offrono punti di vista personalissimi e a volte sconosciuti. Un nuovo modo per rileggere e capire delle opere che forse conoscevamo già o che comprendiamo ex novo.
Ci piace pensare a questa raccolta di testi come una chiamata alla profondità, un esercizio d’attenzione e riflessione visiva. Una rubrica pensata per dare risalto a tutti gli aspetti di un singolo lavoro o serie, dalla sua origine al processo creativo, dall’estetica al concetto.
Ogni focus pone al centro il lavoro dell’artista, che è libero di raccontarsi come meglio crede, coerente con il suo modo di lavorare.