Alice Cattaneo Untitled, 2017 murano glass, iron, thread, aluminium 35x60x8cm

Alice Cattaneo Untitled, 2017 murano glass, iron, thread, aluminium 35x60x8cm

Questa scultura esplora l’idea di estensione e di continuità oltre la presenza fisica e il luogo che la determina. C’è, infatti, una dualità tra lo spazio esterno e interno del lavoro, che lentamente, attraverso il fare, comincia ad affievolirsi. Durante il processo di realizzazione, attraverso il contatto con la materia, ho cominciato a collocare le parti della scultura pensata nella scultura fisica: sono diventate parti riconoscibili ed è come se avessero lasciato l’immagine che la mente associava loro e fossero tornate nel luogo originario, nella materia.
C’è uno slittamento di piani, fisici e mentali, che hanno a che vedere con la processualità della scultura, che consiste in un continuo ricollocare nello spazio e nel corpo luoghi in apparenza distanti tra loro.

La lavorazione del vetro si colloca al limite tra uno spazio di estrema velocità e di profonda stasi: il materiale non può prescindere dal fuoco per acquisire una forma e non può essere toccato con mano quando è in trasformazione.

Alice Cattaneo Untitled, 2017 murano glass, iron, thread, aluminium 35x60x8cm

Alice Cattaneo Untitled, 2017 murano glass, iron, thread, aluminium 35x60x8cm

Metaforicamente, è come se si andassero a pescare le immagini nel fondo dell’esperienza. A sua volta, il corpo della scultura diventa nucleo, supera lo sguardo ed è stabile, come un fondale marino che pullula di vita, di correnti, di movimenti, ma che ad uno stadio ancora più profondo è fermo, silenzioso e pieno, come se si andasse oltre il visibile.

Questa scultura si sviluppa orizzontalmente ed è costituita da un frammento di vetro pieno, che rimanda alla fluidità del materiale prima di raffreddarsi, appoggiato ad un elemento di ferro grezzo tenuto in bilico da un filo di cotone connesso ad un elemento arcuato di alluminio. Il vetro, qui, pesa. La scultura sembra aprirsi allo spazio circostante, catalizzando un’energia piena e vuota allo stesso tempo: un luogo che con il suo peso genera un’esperienza percettiva nell’ambiente circostante.
Lo sguardo dell’osservatore affonda e riemerge da una dimensione di percezione e contemporaneamente di evanescenza, dove il pensiero compare e scompare di continuo nella materia. È come quando si chiudono gli occhi e poi si riaprono velocemente: in quell’arco di tempo c’è uno spazio di non-visione che è un frammento. Il lavoro appare lì, in quello spostamento.

Alice Cattaneo - La Vita Materiale - Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2018 - Installation view

Alice Cattaneo – La Vita Materiale – Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2018 – Installation view

Alice Cattaneo - La Vita Materiale - Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2018 - Installation view

Alice Cattaneo – La Vita Materiale – Palazzo da Mosto, Reggio Emilia, 2018 – Installation view

I (never) explain è una rubrica a cura di Irene Sofia Comi