Chiara Camoni (con Federica Minelli), Senza Titolo, l'autunno #01, 2017, stampa vegetale su seta  cm 180 x 90, (detail) Credits Camilla Maria Santini - Collezione Silvia Fiorucci Roman

Chiara Camoni (con Federica Minelli), Senza Titolo, l’autunno #01, 2017, stampa vegetale su seta cm 180 x 90, (detail) Credits Camilla Maria Santini – Collezione Silvia Fiorucci Roman

Tutto inizia già dal mattino.
Si esce presto, con le energie forti e leggere della giornata che comincia.
Non sono quasi mai da sola, c’è sempre qualcuno che viene con me, un’amica, una sorella.

Borse, forbici, guanti.
Se c’è caldo il cappello. In inverno invece ci si copre bene, può essere ancora tutto bagnato.

Prima in giardino.
Le foglie delle rose, l’acero, la mimosa, gli iris e quei fiorellini rosa di cui non conosco il nome.
Poi fuori dal portone, le erbette che crescono sul muro a secco.
Sulla salita i rovi, con le more, e gli altri rampicanti.
Più su cresce la robbia e in quel punto si riesce a cavarla bene con le radici.
Le bacche rosse. L’euforbia con il suo aspetto preistorico.
La rosa canina.
La bella di notte.

Chiara Camoni (con Federica Minelli), Senza Titolo, l'autunno #01, 2017, stampa vegetale su seta  cm 180 x 90, Credits Camilla Maria Santini - Collezione Silvia Fiorucci Roman

Chiara Camoni (con Federica Minelli), Senza Titolo, l’autunno #01, 2017, stampa vegetale su seta cm 180 x 90, Credits Camilla Maria Santini – Collezione Silvia Fiorucci Roman

Si cammina nel paesaggio.
Lo spazio, quello che percorro quotidianamente, si riveste di un’altra sembianza, diventa Luogo.
Lo conosco, vi entro e si anima: so i nomi di chi arriva e di chi se ne va.

Scendiamo in paese e risaliamo il sentiero tra gli orti.
Ci sono le foglie di castagno e i ricci che buttano fuori tutto quel nero.
Le felci a volte funzionano ma non sempre. I fiori gialli del tarassaco a primavera avevano dato, ora non so… Proviamo anche quelli? E queste?

Dopo tanto lavoro non sono arrivata a formulare nessuna regola sicura.
Tutto cambia, in continuazione.
La stessa foglia tinge diversamente a seconda della stagione e in alcuni periodi poi non tinge più.
Varia in base anche alla posizione dei rami da cui è stata staccata, agli anni della pianta, al terreno in cui è cresciuta.

Per qualche tempo ho fatto dei test, poi ho abbandonato.
Preferisco affidarmi al caso.
Preferisco lo stupore.

Chiara Camoni (con Federica Minelli), Senza Titolo, l'autunno #01, 2017, stampa vegetale su seta  cm 180 x 90, (detail) Credits Camilla Maria Santini - Collezione Silvia Fiorucci Roman

Chiara Camoni (con Federica Minelli), Senza Titolo, l’autunno #01, 2017, stampa vegetale su seta cm 180 x 90, (detail) Credits Camilla Maria Santini – Collezione Silvia Fiorucci Roman

In effetti questo lavoro mi permette di evocare delle immagini, di chiamare delle presenze.
Sono gli spiritelli del fosso, del bosco e del giardino.
A volte arrivano, a volte no, si negano proprio.
Oppure si lasciano solo intravedere.
Se invece si manifestano con decisione, riesco a coglierne non solo l’aspetto ma anche il carattere, la loro peculiarità.

E qui c’è la meraviglia.
Voglio provare meraviglia, io per prima.
Si fanno bollire nei pentoloni per delle ore. Oppure si lasciano chiuse, legate strette, per settimane. Quando è il momento di aprirle c’è grande eccitazione.
Le Sete si mettono ad asciugare come i panni.

Fabbiano, 13 dicembre 2

Ringrazio in modo particolare Federica Minelli, che per prima mi ha parlato delle stampe vegetali, Elisa Zaninoni e Paola Ariges che spesso mi accompagnano, e la giovane amica Maria Giorcelli piena di entusiasmo.

Chiara Camoni (con Federica Minelli), Senza Titolo, l'autunno #01, 2017, stampa vegetale su seta  cm 180 x 90, (detail) Credits Camilla Maria Santini - Collezione Silvia Fiorucci Roman

Chiara Camoni (con Federica Minelli), Senza Titolo, l’autunno #01, 2017, stampa vegetale su seta cm 180 x 90, (detail) Credits Camilla Maria Santini – Collezione Silvia Fiorucci Roman

I (never) explain è una rubrica a cura di Irene Sofia Comi