Bea Bonafini - Il Trionfo, 2018 pastel on mixed carpet inlay cm 480 x 265 Installation view, Ogni pensiero vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milan

Bea Bonafini – Il Trionfo, 2018 pastel on mixed carpet inlay cm 480 x 265 Installation view, Ogni pensiero vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milan

English text below 

Il Trionfo, 2018

Negli anni, nella prigione del Palazzo Chiaramonte a Palermo i graffiti dei prigionieri sono stati scoperti sotto l’intonaco in dieci celle.  Si estendono su ogni superficie, fino a raggiungere i soffitti. Come se fossero dei collage o dei testi in lingue diverse, figure di santi e altri simboli sono sovrapposte e fluttuano nello spazio piatto e liscio dei muri. Sempre a Palermo, a Palazzo Abatellis si trova l’affresco staccato del 1446 Il Trionfo della Morte, che avrebbe ispirato la Guernica di Picasso nel 1937: al centro dell’affresco si trova un cavallo scheletrico, cavalcato da uno scheletro umano che lancia le sue frecce della morte verso il basso, sui mortali. Si crea una composizione dinamica, ricca di frecce diagonali: corpi cadenti, mani in preghiera, gesti contorti, espressioni drammatiche e abiti variopinti. Nell’agitazione della folla, dove nessuno scappa alla morte, si crea un parallelo con le celle dell’inquisizione Spagnola, dove i disegni di corpi e teste accavallati esprimono l’urgenza visiva della condizione umana. I simboli iconici di questi enormi dipinti agiscono come ancoraggi per il mio arazzo Il Trionfo, con il quale ci si confronta entrando alla mostra Ogni Pensiero Vola alla galleria Milanese, Renata Fabbri.

Bea Bonafini - Il Trionfo, 2018 pastel on mixed carpet inlay cm 480 x 265 Installation view, Ogni pensiero vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milan

Bea Bonafini – Il Trionfo, 2018 pastel on mixed carpet inlay cm 480 x 265 Installation view, Ogni pensiero vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milan

Il materiale predominante è la moquette intarsiata e la colorazione a mano con pastelli. Le proporzioni si riferiscono all’altezza e la larghezza del muro tra due porte-fessure della prima sala della galleria, riprendendo la qualità immersiva degli affreschi.

La prima fase di lavorazione è l’intersezione di un motivo ricorrente che forma la base dell’opera, seguita da una ripetizione di frammentazioni. I tagli sono fatti a mano con lame e seghe elettriche e i pezzi sono uniti usando collanti caldi, una variazione della tecnica dell’intarsio.
All’interno dell’opera si crea un gioco di scambi di forme con opere precedenti e con figure vuote, dove il muro dipinto diventa quindi un elemento attivo nel lavoro. Esistono strati di scene sovrapposte che emergono lentamente e in fasi diverse: da una parte, i dettagli che si captano da molto vicino e chiedono di essere accarezzati, dall’altra, questi stessi dettagli vengono inglobati in una scena più ampia e pittorica, facendo ritrarre lo spettatore di qualche passo indietro.

Bea Bonafini - Il Trionfo, 2018 pastel on mixed carpet inlay cm 480 x 265 Installation view, Ogni pensiero vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milan

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The Triumph, 2018

The Spanish Inquisition prisons in Palermo house 17th century floor-to-ceiling graffiti across several chambers. Like a collage, multilingual poems and prayers, figures of saints and other symbols are superimposed and float in the flattened space of the walls.

Also in Palermo, the 1446 detached fresco ‘The Triumph of Death’ at the Palazzo Abatellis, is said to have inspired Picasso’s Guernica. A skeletal horse takes centre stage and is ridden by a human skeleton, sending arrows of death towards the mortals below. Diagonal arrows, falling bodies, hands in prayer, contorted gestures and expressions, and sumptuous dresses create a dramatic composition. In the agitation of the crowd, where no one escapes death, a parallel is created to the cells of the Spanish Inquisition, where the drawings of bodies and overlapping literature express the urgency of the human condition. The iconography of these immersive paintings act as anchor points for The Triumph, the first you encounter when entering my current exhibition Ogni Pensiero Vola at Renata Fabbri, Milan.

The Triumph is an unconventional tapestry in that it uses mixed domestic carpets that are cut, inlayed and drawn on, rather than woven on a loom. Its scale adopts the immersive aspects of frescoes, precisely echoing the height and width of the gallery wall, hanging between two floor-to-ceiling openings. During its making process I intersect a recurring motif that is subsequently repeatedly fragmented with figures and symbols. Using a variation of the inlay technique, I make cuts by hand using knives and electric saws, and join sections using hot glues. It’s an instinctive play where figures are exchanged with previous works, within the work, or are removed and left empty, where the painted wall behind the piece becomes an active element in the work. The layering of scenes appears slowly and at different stages. Close up, you can pick up on the details, which ask to be caressed. Stepping back, they become swallowed up by a compositional dance of scenes and overlaid meaning.

Bea Bonafini - Il Trionfo, 2018 pastel on mixed carpet inlay cm 480 x 265 Installation view, Ogni pensiero vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milan

Bea Bonafini – Il Trionfo, 2018 pastel on mixed carpet inlay cm 480 x 265 Installation view, Ogni pensiero vola, 2018, Renata Fabbri Arte Contemporanea, Milan

I (never) explain è una rubrica a cura di Irene Sofia Comi