Photo courtesy kaufmann repetto
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Doppia rappresentazione dell’effimero alla galleria kaufmann repetto. La personale di Billy Sullivan, Still, looking, si presta a raccontare la durata e persistenza di ciò che è fuggevole. Quali soggetti si adattano a descrivere la caducità dell’esistenza se non i fiori? La pittura seicentesca insegna. Pendant alla serie di quadri che mostrano diversi vasi di fiori, delle fotografie di personaggi delle scena culturale e artistica di New York. Aleggia tra petali, gambi abbozzati e volti colti in atteggiamenti più o meno spontanei, una certa decadenza e tristezza. Per niente naturali, anzi consapevoli di essere immortalati, i vari uomini e donne si mostrano nella loro inevitabile fragilità. 
Il bullo con la sigaretta, la ragazza che ammicca dopo cena, il soldatino che mostra il sedere… fragilissima umanità (sembra senza nè arte nè parte), inconsapevole della durata, della finetezza e, perchè no, anche dell’invetabile vecchiaia dietro l’angolo. 
Non ho capito molto il grande wallpainting site-specific che ritrae (forse una Milano contemporanea del dopo sfilata..) un paio di tacchi a spillo, dello champagne, dei libri tra cui uno dedicato a Sottsass, degli avanzi di cibo.
Mostra riflessiva che, nonostante il ‘toccare’ dei memento mori contemporanei, non lascia tanto scampo all’inevitabile conclusione: ‘Memento Homo oula pulvis es et in pulverem reverteris’