Giardini Reali di Venezia, giugno 2020 Fotografia: Francesco Neri
Echoes of the forest_Giardini Reali di Venezia_Courtesy LABINAC e Venice Gardens Foundation

L’architettura deve iniziare con un luogo specifico, considerando la natura dell’ambiente circostante, ogni edificio è fatto in un giardino, che lo si riconosca o meno”.
Maria Thereza Alves riassume in poche righe l’intervento ECHOES of the FOREST, realizzato con Jimmie Durham – entrambi fondatori del collettivo LABINAC, la cui mission consiste nel progettare oggetti di design e sostenere la produzione artigianale dei popoli indigeni in America Latina – per la Serra dei Giardini Reali. Presentata in occasione della Biennale di Venezia 2021, la mostra – allestita fino al 5 giugno, e straordinariamente visitabile dal 3 al 17 settembre 2021 – riflette sul giardino come luogo di incontro e scambio tra ricercatori, artisti e pubblico. Il collettivo è stato invitato a realizzare una serie di tavoli per gli ambienti della Serra, in continuità con l’intervento di restauro iniziato da Venice Gardens Foundation nel 2015.

Le opere devono prendersi il tempo per germogliare come le piante ed è questa l’idea che sta alla base del modo di lavorare in una serra e in un giardino […]. L’idea è quella di creare un accordo tra quello che è il design e il pensiero creativo e la dimensione germinativa”. Parla così la curatrice Chiara Bertola nel presentare ECHOES of the FOREST e i lavori realizzati dagli artisti: trenta tavoli, otto vasi e un lampadario, liberamente ispirato ai lampadari settecenteschi veneziani, popolano gli spazi della Serra. Non solo gli oggetti ma anche il processo artistico e il restauro dei Giardini diventano emblema della natura che fiorisce e si rigenera, imperfetta, irregolare e unica.

Echoes of the forest_Giardini Reali di Venezia_Courtesy LABINAC e Venice Gardens Foundation
Echoes of the forest_Giardini Reali di Venezia_Courtesy LABINAC e Venice Gardens Foundation

I tavoli progettati richiamano la forma del pino endemico del Mediterraneo, come metafora di crescita, metamorfosi e libertà: i tavoli realizzati da Alves sono in marmo verde serpentino e si possono immaginare sia come alberi visti dall’alto che come grandi foglie che si intrecciano e compongono delle forme sempre nuove a seconda della disposizione.

L’idea espressa da Alves nel rapporto tra architettura e ambiente si riflette anche nella produzione degli altri oggetti esposti in mostra: i vasi di Maria Thereza Alves e il lampadario di Jimmie Durham sono il frutto di un’intensa collaborazione tra gli artisti e i maestri vetrai muranesi, in un continuo e reciproco scambio di idee e saperi. I vasi, appartenenti alle serie Cloudstone, Perfectly Imperfect, Allelic Combinations e Forms of Life, sono pezzi unici: le forme irregolari e la consistenza del vetro, all’apparenza soffice come una spugna, richiamano l’azione creatrice della natura, imperfetta e basata sulla relazione tra esseri e ambiente.

I tavoli, donati dagli artisti, rimarranno come installazione permanente site-specific ai Giardini Reali: un dono che nasce dalla profonda convinzione di Durham della necessaria presenza della natura nella vita dell’uomo.
Noi umani abbiamo sempre bisogno di sapere che il resto della natura è vicino”.

ECHOES of the FOREST | LABINAC (Maria Thereza Alves e Jimmie Durham)
A cura di Chiara Bertola
Presentata da Venice Gardens Foundation
THE HUMAN GARDEN – Serra dei Giardini Reali
San Marco, 30124 Venezia
Fino al 5 giugno 2021 (su appuntamento dal 3 al 17 settembre 2021)

Giardini Reali di Venezia, giugno 2020 Fotografia: Francesco Neri
Giardini Reali di Venezia, 2020 vista dall’alto Fotografia: quantobasta.biz
LABINAC, ritratto di Maria Thereza Alves e Jimmie Durham Fotografia: Kai-Morten Vollmer