Simone Bergantini – How to dance rave music, 2020-21 stampa su cartoncino fotografico ai pigmenti – tot 15 elementi, 80×60 cm – Courtesy Galleria Giampaolo Abbondio, Milano
Simone Bergantini – How to dance rave music- Galleria Abbondio, 2021 © Cristina Gavello

Testo di Lucrezia Musella —

Cosa lega amore, paura e giovinezza? Questo è quello che viene chiesto di indagare al visitatore della mostra How to Dance Rave Music, presso la Galleria Giampaolo Abbondio di Milano che ospita fino al 22 di Maggio una solo exhibition del fotografo Simone Bergantini (1977-).

La risposta è l’istintività. Quella pulsione interiore che fa agire in estrema libertà, seguendo il flusso del proprio essere, che non ha bisogno di spiegazioni perché va vissuta. L’istinto ci riporta a una dimensione primordiale nella quale l’individuo, seppur parte di una collettività, esprime se stesso attraverso un’ inconscia anarchia delle emozioni e dei gesti. Poche realtà oggi giorno offrono all’essere umano l’esperienza della pura libertà di espressione, una di queste è la danza e, in particolare, la danza non codificata dei raver. Questi, infatti, non rispettano schemi o specifiche azioni quando ballano ma anzi, al contrario, ricercano nella temporaneità di un rave la possibilità di dare sfogo al proprio essere attraverso il movimento irrazionale del corpo.

Provocando il visitatore, il titolo intende sottolineare da una parte il fatto che l’unica regola comune è quella di lasciarsi andare, ognuno nella propria dimensione, ognuno con la propria originalità; dall’altra vuole invece aiutare lo spettatore meno esperto a farsi strada in questo percorso dettato da un nuovo esotismo visivo, come afferma lo stesso Bergantini. Le fotografie in bianco e nero dell’artista bloccano alcuni dei movimenti dei giovani performer, esaltando la diversità e l’unicità di ognuno di loro.
Il percorso si delinea tra cinque polittici di grandi dimensioni composti da 15 fotografie ciascuno; quattro ritratti in larga scala e alcuni dei paesaggi nei quali vengono realizzati i rave.

All’interno dello spazio espositivo inoltre sono anche allestite delle flight-case che, a loro volta, contengono delle foto dei giovani ballerini costituendo una metafora sia letterale del mondo musicale dei rave, ma anche concettuale. Un involucro-gabbia che diviene qui un simbolo dell’ isolamento, rispecchiando la necessità di sfogo di ogni individuo durante l’attuale periodo della pandemia.

Simone Bergantini, NO FACE (How to dance rave music), 2020-21, stampa su cartoncino fotografico ai pigmenti, 15 elementi, 80×60 cm
Simone Bergantini – How to dance rave music- Galleria Abbondio, 2021 © Cristina Gavello
Simone Bergantini – How to dance rave music- Galleria Abbondio, 2021 © Cristina Gavello
Simone Bergantini, PHANTOM POPH (How to dance rave music), 2020-21, stampa su cartoncino fotografico ai pigmenti, tot 15 elementi, 80×60 cm