Massimo Minini, – Foto: Renato Corsini 
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Vi ricordate il The Best 2011?  Ho chiesto a una serie di galleristi di segnalarmi la mostra che ritenevano tra le migliori dell’anno passato. Nel post della Galleria Pantaleone, si è creato un fitto botta e risposta tra molti commentatori. L’ultimo è stato scritto dal gallerista Massimo Minini
“Bè, incredibile…io segnalo come “best” Brancusi/Serra da Beyeler e non ci sono commenti. Pantaleone segnala una sua artista e si scatena un putiferio di 50 risposte…la prossima volta segnalo Alberto Garutti, tra l’altro menzionato nell acceso dibattito-Galegati….
Ma, a parte le battute, forse la domanda non è perche? Come mai? Quando? Forse la vera domanda è :Quanto?
Si perchè la fama, la fortuna, quella carriera negata e qui invocata, attraverso questa parola passa : quanto? In inglese : how much?
Tutti parlano, criticano, accusano, spiegano ma chi tira fuori i soldi per aiutare Galegati, Gabellone e tutti quanti. Fondi indispensabili per vivere e lavorare e sentirsi sicuri di se e del proprio ruolo?
Qualche anno fa ho conosciuto Paladino e DeMaria, 1976, due emigranti senza arte nè parte. Piccoli lavori, ancora crudi. Li ho visti crescere, ho visto crescere il lavoro man mano che arrivava il successo. Incredibile anche il lavoro migliorava a vista d’occhio.
Per questo, visitata la mostra di Stefania – Luglio, Palermo, 2011  – ho acquistato due dipinti. Galegati non espone da me, non ho obblighi, non la conosco. Ciao, come va ? Niente di più. Ma questa serie di nuovi dipinti mi è piaciuta proprio, un salto. E allora basta una pacca sulle spalle? No dobbiamo metterci la faccia, non criticare e basta, niente consigli, niente polemiche.
Meglio, per la causa, chiedere: Quanto? Più concreto, uno si sente meglio. Fatti, non parole. Se vi piace il suo lavoro, se volete sostenere lei o altri, se volete far volare l’arte italiana, invece di litigare chiedete: how much? Tutto qui.”