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Kaleidoscope cambia ‘veste’. La nota rivista art & culture milanese, è presentata alla Triennale domenica 15 gennaio h.12. Il restyling è stato affidato allo studio grafico londinese OK-RM . Questo tredicesimo numero da ampio spazio ad una tematica ‘pericolosa/scivolosa’ come l’influenza esercitata dall’arte sull’industria della moda. Quattro i casi studio approfonditi: Prada, Adam Kimmel, Comme des Garçons e Proenza Schouler.  
A presentare il nuovo numero, oltre al direttore Alessio Ascari, Francesco Vezzoli e una grande esperta di moda, Maria Luisa Frisa

Ho fatto un paio di domande velocissime ad Alessio Ascari. 
ATP: Perchè avete scelto lo studio grafico OK-RM?
Alessio Ascari: La scelta è caduta su OK-RM perché sono uno degli studi grafici più interessanti sulla scena internazionale. Stanno a Londra, lavorano nell’ambito dell’arte (Barbican, Serpentine…) ma anche con grandi aziende (Nike, Swatch…). Il loro approccio è intelligente, elegante, funzionale, di ricerca e mai modaiolo: fanno cose che dureranno nel tempo.
ATP: Perchè un tema così scivoloso come arte-moda?
AA: Crediamo nell’interdisciplinarietà, nello scambio tra saperi e tra mestieri. L’arte non può e non deve rimanere chiusa in un recinto, deve comunicare con l’esterno, conquistare altri campi, e farsi conquistare.
Per questo “Main-Theme” (la nostra sezione tematica, nella quale ci occupiamo ogni volta di questioni urgenti all’interno del panorama culturale contemporaneo), abbiamo indagato l’influenza esercitata dall’arte sull’industria della moda, mostrando attraverso quattro casi studio – Prada, Adam Kimmel, Comme des Garçons e Proenza Schouler – come alcuni tra i più brillanti sperimentatori del mondo della moda abbiano stabilito con l’arte un rapporto di intensa collaborazione, divenendo avidi collezionisti e produttori visionari.
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